Ospitiamo oggi un articolo di Camilla Castellani che crea un interessantissimo e calzante parallelismo tra uno dei nostri supereroi preferiti (Deadpool) e le Olimpiadi. E chi siamo noi per non prendere i popcorn e leggere con curiosità?
Se anche tu in questi giorni vedi il mondo particolarmente bello, beh un po’ è perché lo è ma devi anche sapere che sei sotto effetto-Parigi. Siamo in pieno clima olimpico e Parigi non ha ancora (o forse mai) smesso di ricordarti quanto sia bella. Ma in questi giorni è veramente in splendida forma. Una divisa, quella indossata dalla Ville Lumière dallo scorso 26 luglio al prossimo 11 agosto, che esalta e ricorda costantemente la bellezza della città.
Tra applausi e un’importante dose di “hating” – un po’ come succede nei più conosciuti red carpet – il vestito indossato da Parigi in questi giorni ha un dettaglio che non passa inosservato. E, non deve farlo. Sono i cinque cerchi Olimpici. E così, i loro valori.
Le espressioni degli atleti e delle atlete che vediamo in questi giorni alla TV – oltre a prestarsi in modo fantasmagorico ai più svariati meme (e, sappilo, così sarà) – ti ricorda l’importanza di avere degli obiettivi. Dalle giovanissime ai più “maturi”, rappresentano i loro Paesi, in qualche modo ne diventano veri e propri simboli.
Scendono in campo, in pista, indossano le scarpe adatte, salgono in sella a una bici o impugnano una pagaia. E tutto questo insieme a sforzi, fatiche, adrenalina ma anche le più personali fragilità. Immagina un lanciatore del peso: quanto ti ricorda Thor e il suo fedele martello? E non si muove, forse, più veloce delle katane di Deadpool un judogi? Insomma, spazio alla creatività. Ma una cosa è certa, tutti e tutte hanno gli artigli affilati come Wolverine.
Atleti e atlete di tutto il mondo sono i supereroi che, a ogni Olimpiade, vigilano e proteggono le nostre città e anche un po’ i nostri cuori. Ti ricordi dell’impresa passata in attesa, e con la speranza, di vedere qualcosa di ancora più epico. Hai di sicuro pensato, almeno una volta, di rivedere il salto diTamberi o i 100 metri di Jacobs di Tokyo 2020.
Ogni Olimpiade è un appuntamento con un nuovo capitolo della tua saga preferita. E il 2024, se ami lo sport ma hai un forte spirito nerd, ti regala un allineamento astrale davvero unico. Esattamente due giorni prima dell’apertura delle Olimpiadi di Parigi, è uscito “Deadpool & Wolverine“ di Shawn Levy.
E per chi come te è fan del MCU – Marvel Cinematic Universe (perché se sei arrivato e arrivata a leggere fino a qui è perché è così) questo momento ti è costato oltre due anni di attesa. Esilarante e nostalgico nei continui parallelismi tra il “vecchio” (o il vuoto), Marvel-Fox, e il “nuovo”, Marvel-Disney, la pellicola non solo sorprende per i cameo e la narrazione di Deadpool e Wolverine, ma anche per la complicità – volutamente velata da ironia e sarcasmo – tra i due personaggi. Almeno in una scena del film o li vedi come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, oppure menti.
Complicità che funziona da trampolino per esplorare tematiche ed emozioni durante il film. Deadpool Wolverine. I due protagonisti, grazie anche agli altri personaggi con cui interagiscono, sono una squadra. Fortificati e talvolta indeboliti dai valori sportivi.
Deadpool e Wolverine, Wade e Logan, il mercenario chiacchierone e quello solitario. Esuberanza e introspezione: due atteggiamenti naturali e necessari a chi ama e pratica lo sport. La gioia di una vittoria, del proprio miglior tempo, la sensazione dopo il movimento da un lato. La sconfitta, il rialzarsi anche quando si è rotti dentro e la giornata sbagliata dall’altro.
Wade e Logan intrecciano le loro storie personali fino alla più creativa delle esasperazioni: l’essere supereroi. Sono le persone che iniziano a correre, ma anche gli atleti, i campioni. E questo comporta l’essere vincitore ma anche l’essere sconfitto.
Due ore e sette minuti di avventure, effetti speciali e turpiloqui. Un sacco di risate e uno spirito di squadra decisamente sopra le righe ma davvero fortissimo.
Questa strana coppia di atleti si dimostrano tolleranti, comprensivi e inclusivi, sebbene incarnino e rispettino a pieno storia e caratteristiche dei loro personaggi.
Giocano un fair play sporcato da trappole, effetti speciali, coreografie pop dagli anni d’oro dei 90s. Sono determinati e seguono a pieno l’etica sportiva marveliana. Rispettano le regole ma pretendono rispetto e combattono per la giustizia.
Wade e Logan sono prima loro stessi che Deadpool e Wolverine. Sono integerrimi e resilienti, anche quando la vita li porta a fare i conti con i propri demoni. Il film è un viaggio alla ricerca della redenzione e uno stimolo a cogliere opportunità e imprevisti. E in questo Deadpool e Wolverine sono dei veri campioni.