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Eliud Kipchoge ha registrato il suo peggior piazzamento a Tokyo dopo la morte improvvisa del rivale Kiptum, a febbraio di quest’anno.
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In seguito è stato anche oggetto di accuse infondate partite dai social e poi a minacce.
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Ne sono seguite difficoltà emotive e di allenamento che hanno influenzato le sue prestazioni a Tokyo.
Che qualcosa non stesse andando come al solito lo si poteva sospettare già da un po’: il 10° posto alla maratona di Tokyo è stato il peggior piazzamento mai registrato dal maratoneta keniano celebre e celebrato non solo per le sue doti atletiche eccezionali ma anche per i molti record del mondo battuti. Per avere un quadro della situazione però bisogna conoscere alcuni fatti, del resto noti ai più: il suo connazionale Kelvin Kiptum batte il suo record a Chicago nel 2023 e lo sposta a 2:00:35. Poi, il 12 febbraio scorso, Kiptum – che si stava preparando per la stagione e avrebbe corso in aprile a Rotterdam – muore improvvisamente con il suo allenatore in un incidente stradale.
Una carriera straordinaria brutalmente interrotta
Kiptum era all’inizio della sua carriera e, se si pensa che stabilì il record del mondo alla sua terza maratona, si può immaginare facilmente quante fossero le ragionevoli aspettative su di lui. La loro rivalità – immaginata dai giornali più che reale – era anche anagrafica: Kipchoge nella fase finale della sua parabola sportiva e Kiptum in quella iniziale. Per molti versi poteva trattarsi di una perfetta storia di passaggio generazionale del testimone.
Ma non per chi vede complotti ovunque. Non c’è voluto molto perché sui social iniziassero a girare teorie del complotto e accuse più o meno velate che indicavano Kipchoge come l’evidente beneficiario della morte di Kiptum e quindi come il mandante dell’eliminazione. Bisogna però ricordare che non c’è indagine al riguardo e che nessuna autorità ha adombrato un’ipotesi del genere: il fatto è stato archiviato come un tragico incidente.
Parla Kipchoge
È stato lo stesso campione keniano a parlare del suo stato mentale alla stampa, anche per spiegare le sue condizioni fisiche ed emotive non ottimali.
Come riporta ESPN, “Sono rimasto scioccato dal fatto che la gente social media dica ‘Eliud è coinvolto nella morte di questo ragazzo.’ È stata la peggiore notizia della mia vita”.
A queste accuse sono seguite poi esplicite minacce: “Hanno detto che avrebbero bruciato il campo di allenamento, che avrebbero bruciato i miei investimenti in città, che avrebbero bruciato la mia casa, che avrebbero bruciato la mia famiglia. Non è successo, ma è così che va il mondo”.
Anche molti amici e compagni di allenamento hanno abbandonato Kipchoge sulla base di queste accuse infondate e comunque non dimostrate.
Ecco come Kipchoge spiega il peggioramento delle sue performance: a uno stato mentale turbato sono seguite difficoltà nell’allenarsi serenamente e anche nel dormire, tanto che proprio prima di Tokyo non è riuscito a dormire per tre giorni di fila.