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Correre sempre allo stesso ritmo può impedirti di capire lo stato di forma del tuo corpo.
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Per capire qual è realmente, è opportuno uscire dalla comfort zone. Immaginalo come un test, non un modo per migliorarti spingendo oltre i tuoi limiti.
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Piccoli cambiamenti nell’allenamento possono fare la differenza. Non è necessario stravolgere completamente la routine, basta introdurre piccoli cambiamenti per ottenere una valutazione più accurata.
Di solito corro sempre alla stessa velocità. È un’abitudine o, e mi ci trovo bene: ogni volta che esco a correre metto il pilota automatico e vado. Non faccio ripetute, non seguo allenamenti particolarmente intensi e, ogni volta che corro, ho la sensazione di andare “abbastanza bene”.
Qualche giorno fa, ho pensato una cosa che mi ha fatto riconsiderare il mio allenamento tipo. Mi sono reso conto che allenandomi sempre al calduccio della mia comfort zone non riesco mai a capire realmente in che stato fisico mi trovo. Questa condizione di benessere o, quanto meno, di disagio controllato ti rende un po’ cieco di fronte al tuo reale stato, oltre al fatto che ha l’abitudine di “spostarsi” nei parametri: scommetto che la mia attuale confort zone è ben più lenta di quella di 10 anni fa. Insomma, non sperimento nulla di nuovo: nessuna fatica in più, nessuna sfida. E senza sfide, non c’è modo di capire se le mie condizioni fisiche stiano migliorando, peggiorando, o restando stabili. Quando corri nella comfort zone, ti sembra di essere sempre “abbastanza in forma”. Ma è davvero così?
La comfort zone non è un limite, è un test
Questo pensiero mi ha portato a riconsiderare l’idea di uscire dalla comfort zone. Spesso si parla di farlo per migliorare le prestazioni, per diventare più veloci o più forti. Ma io ho invece iniziato a vederla diversamente: non tanto come un mezzo per superare i propri limiti, ma piuttosto come uno strumento per verificarli.
Quando ti spingi oltre quel confine di sicurezza, specie se di solito ti alleni normalmente in modo tranquillo, non lo fai per battere un record personale, lo fai per capire come stai. Stai migliorando rispetto a qualche mese fa? O magari ti accorgi che sei rimasto stabile, o addirittura sei peggiorato? È difficile saperlo se corri sempre allo stesso ritmo, sulla stessa distanza, con le stesse sensazioni.
Una prova reale
Non parlo di fare allenamenti estenuanti o di stravolgere la tua routine ogni volta. Basta un piccolo cambiamento, una corsa più intensa del solito, qualche ripetuta o un percorso diverso. Sono questi piccoli test che ti danno una fotografia reale del tuo stato fisico.
Io per esempio ne ho uno in particolare: ogni anno corro in montagna su un percorso molto preciso che mi permette di capire se, passati 12 mesi, sono peggiorato o migliorato. Più gli intervalli di tempi sono lunghi, più è facile accorgersi dei cambiamenti ma il suggerimento è di considerarti come il soggetto di un esperimento: stai cercando di valutare le tue prestazioni e il modo più semplice è d misurarle sotto sforzo, anche se per poco tempo.
Solo uscendo dalla comfort zone infatti puoi scoprire a che punto ti trovi davvero dello stato fisico. Non serve farlo sempre, ma ogni tanto, sfidarsi un po’ è essenziale per fare una valutazione onesta e precisa.
Continuo a pensare che allenarmi all’interno della comfort zone sia piacevole e rassicurante e continuerò a farlo. Però bisognaa essere anche consapevoli che si rischia di perdersi l’opportunità di vedere come stiamo davvero. Uscirne non è solo un modo per migliorare, ma per testare se stessi. È un check-up fisico e mentale. E a volte, è proprio questo che ci serve: non andare più veloci o più lontano, ma capire come stiamo veramente.