Fare stretching a fine allenamento è davvero necessario?

Fare stretching è importante e ha tantissimi benefici, ma non c’è bisogno che tu “corra” a farlo al termine di ogni allenamento


  • Lo stretching migliora la mobilità e la flessibilità, ma non è necessario farlo al termine di ogni allenamento.
  • Riscaldamento dinamico e defaticamento sono da distinguere dallo stretching e hanno funzioni specifiche per ottimizzare l’allenamento.
  • Fare stretching senza controllo può causare danni; bilanciare mobilità e forza è fondamentale per prevenire gli infortuni.

 

Lo stretching ha l’obiettivo di migliorare la mobilità del nostro corpo. L’efficacia varia a seconda del tipo di esercizio che si esegue. Lo stretching dinamico, come le circonduzioni delle braccia e delle spalle o le oscillazioni delle gambe, aumenta la temperatura corporea e attiva muscoli e articolazioni prima di iniziare l’allenamento.

Lo stretching statico, invece, è quello che solitamente associamo al termine “stretching”, come toccare le punte dei piedi per allungare i muscoli posteriori della coscia o portare il tallone al gluteo per allungare il quadricipite. Il suo scopo principale è migliorare la flessibilità e la mobilità, permettendo al corpo di muoversi senza limitazioni. Quando questa capacità viene meno, possono insorgere problemi, spesso causati da movimenti compensatori dovuti a un’eccessiva rigidità o a una scarsa mobilità. Assumere posture scorrette, sia nella vita quotidiana che durante l’allenamento, mette sotto sforzo i muscoli, aumentando il rischio di infortuni.

Stretching, riscaldamento e defaticamento: le differenze

Stretching, riscaldamento e defaticamento svolgono ruoli ben distinti nell’ottimizzazione dell’allenamento e nella prevenzione degli infortuni. Non è sempre chiaro quando scegliere uno rispetto all’altro, e spesso vengono confusi come sinonimi. Non lo sono. Prima di una gara, per esempio, è ancora comune fare stretching statico, ma questo non prepara adeguatamente il corpo allo sforzo che si andrà ad affrontare, poiché si rimane fermi in una posizione di allungamento. Un buon riscaldamento, invece, dovrebbe includere movimenti dinamici che favoriscano la circolazione sanguigna e aumentino la temperatura corporea. La fase di defaticamento, al contrario, serve a riportare gradualmente il corpo da uno stato attivo a uno di riposo.

Quando fare stretching

Non ci sono prove che dimostrino che fare stretching subito dopo l’allenamento sia più efficace rispetto a farlo in un secondo momento, dedicandogli una sessione apposita. Inoltre, non previene infortuni né influisce sui dolori muscolari post-allenamento o sul recupero. Tuttavia, fare stretching resta fondamentale. Non è una soluzione miracolosa, ma è un valido strumento per prevenire gli infortuni legati a muscoli troppo contratti o a una scarsa mobilità.

Flessibili nella giusta misura

Un corpo mobile e flessibile è essenziale per una persona sana e in forma. A meno che il tuo sport non richieda una particolare ipermobilità, come la danza, la ginnastica o le arti marziali, una flessibilità di base è sufficiente per muoversi con facilità. Flessibilità muscolare e mobilità articolare sono strettamente collegate: l’una dipende dall’altra. Essere troppo rigidi può causare problemi, ma anche un’eccessiva flessibilità ha i suoi svantaggi. Più un’articolazione è mobile, più è necessario un buon controllo del corpo per evitare infortuni dovuti a posture scorrette. Cercare di aumentare la flessibilità e l’escursione articolare senza il giusto controllo può risultare dannoso.

(Via Well and good)

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