Gestire la ripetitività

Di corsa, sulla bici o in piscina. Negli sport di endurance il gesto atletico si ripete un numero indefinito di volte, senza interruzione. Una noia mortale. Come uscirne? Come fare per superare l’ostacolo rappresentato dalla monotonia di ripetere lo stesso movimento ancora e ancora?


  • La ripetitività della gestualità di alcuni sport può sembrare noiosa, ma aiuta a sviluppare forza mentale e disciplina.
  • Ogni allenamento è unico perché il nostro stato emotivo e l’ambiente cambiano costantemente.
  • Superare la monotonia richiede un cambiamento di prospettiva, concentrandosi su sensazioni e pensieri piuttosto che sul singolo gesto.

 

Mi sono soffermata a riflettere sulla ripetitività del gesto atletico dopo aver ascoltato le parole di Veronica Yoko Plebani, triatleta che ha conquistato la medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Parigi. Durante l’intervista (che puoi ascoltare nell’ultimo episodio de Il Lungo, dal titolo Atleti) Veronica ha definito il triathlon “un circo” in confronto allo sport che aveva praticato in precedenza: il canottaggio. Muovere il vogatore a destra e sinistra come in un loop senza fine l’ha temprata mentalmente. La ripetitività di quel gesto l’ha resa una ragazza più forte, capace di affrontare le sfide con la giusta predisposizione mentale.

C’è il mero gesto

Molte volte ho sentito dire dalle persone che la corsa è monotona. Ti allacci le scarpe, esci di casa e sai già quello che ti aspetta: ti sbilancerai in avanti, mettendo un piede davanti all’altro. Romperai il fiato e proseguirai in questo modo fino a che ne avrai voglia o terminerai l’allenamento che avevi in programma. Questo accadrà ogni volta che deciderai di andare a correre. Ripeterai la stessa sequenza di azioni perché la corsa è questo: un’attività che si basa su un movimento ripetitivo. Non esiste un modo diverso di correre, ma esiste un modo diverso di vivere la corsa. Lei non cambia mai, ma tu sei sempre diverso.

E poi ci sei tu

Ogni mattina, quando ti alzi, non sei mai la stessa persona del giorno passato e non sarai mai la stessa persona del giorno che verrà. Il cambiamento è insito nell’essere umano in quanto tale. Nasciamo, cresciamo, ci evolviamo, come singoli e come specie. Lo insegna la nostra storia. Viviamo in un mondo che è in continuo e costante cambiamento. Per questi motivi nessuna corsa potrà mai essere uguale all’altra perché la vivremo con un diverso bagaglio emotivo e sensoriale. Il te di oggi si sentirà in un modo, proverà certe sensazioni ed emozioni lungo il percorso, notando dettagli e particolari a cui magari ieri non aveva badato, pur avendo percorso la stessa strada. Anche l’ambiente in cui corriamo non è mai lo stesso. Da un giorno con l’altro un albero può perdere gran parte della sua chioma creando ai suoi piedi un tappeto di foglie. Passarci accanto, correre sopra le foglie bagnate, accorgerti del suo cambiamento può innescare tutta una serie di pensieri e riflessioni che renderanno unica la tua corsa.

Diventa consapevole del gesto

Può essere una visione un po’ romantica e romanzata dei fatti, ma la sostanza resta. In fondo per superare l’ostacolo della ripetitività devi un po’ raccontartela su. Devi imparare ad andare oltre il mero gesto atletico e contestualizzarlo. In bici è più facile distrarsi con il paesaggio che cambia più velocemente attorno a noi, riuscendo a fare, a parità di tempo, più strada che di corsa. Nella corsa è la tua percezione interiore a modificarsi con il tempo. E con il nuoto? Con il nuoto la sfida si sposta interamente sulla gestione della mente. Fare avanti e indietro in una corsia di 25m (50 se hai la fortuna di averne una olimpionica a disposizione) fissando le mattonelle sul fondo vasca potrebbe farti sentire un automa. Quello che dovresti provare a fare è concentrarti più su di te e meno su quello che stai facendo: come ti senti? Cosa provi? Devi guidare il pensiero in un’altra direzione senza estraniarti completamente dal qui ed ora. Concentrarti su come ti senti e sulle tue sensazioni fisiche può aiutarti a mantenere viva la tua mente, senza però distrarti dalla tecnica. È importante mantenere il pieno controllo del movimento, che tuttavia, con la ripetitività del gesto, verrà automatizzato e ti verrà spontaneo. A quel punto sarà solo la mente a dover essere tenuta a bada. E una volta che riuscirai anche in questo potrai contare su un’alleata in più: avrai dalla tua non solo la forza e la preparazione fisica, ma anche quella mentale.

Ricorda che non sei prigioniero del gesto e che è proprio quel gesto ad avere il potere di liberarti, se lo vivi con consapevolezza.

PUBBLICATO IL:

ultimi articoli

Altri articoli su questo argomento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.