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Il miglio della gratitudine

  • 4 minute read

  • Si chiama “Grateful Mile” e combina movimento e gratitudine per trasformare la mente. Come si fa? Un miglio al giorno per migliorare benessere e consapevolezza.
  • Correre o camminare con mindfulness e gratitudine permette di essere presenti, ridurre lo stress e migliorare la percezione delle piccole cose.
  • L’iniziativa promuove anche il superamento della solitudine maschile, favorendo connessioni autentiche e una rete di supporto attraverso un’attività semplice e accessibile.

 

L’idea a Mark White deve essere venuta perché voleva che più persone possibili si muovessero e si rendessero conto di quanto gli poteva far bene. Non voleva insomma che tutti per forza corressero ma che almeno si muovessero. Allora ha pensato che la cosa più importante da fare fosse, come dicono alcuni, “abbassare la soglia di accesso”. Meno fai fatica a fare qualcosa, più è probabile che tu la faccia.

Correre 10 km non è facile per chi non c’è abituato ma correrne un paio sì, dai. E se non devi neanche correre ma basta camminare? Così è ancora meglio, perché molte più persone vorranno provarci. Ricorda: lo scopo è farle muovere, non per forza farle correre.

Tutto qua? Tutto qua. No, aspetta: c’è dell’altro, che è poi quello che ci ha attirati di più nella sua idea. Puoi correre quel miglio o puoi anche solo camminarlo ma devi cercare di farlo con mindfulness, cioè prestando attenzione a quel che fai. Anzi, non solo con mindfulness: con gratitudine.

No, non devi dire grazie ogni quattro passi

Correre (o camminare) con gratitudine non significa dire sempre grazie. Significa accorgersi delle cose.

Spesso, quando pensiamo alla corsa, ci concentriamo su aspetti fisici: bruciare calorie, allenare il cuore, migliorare la resistenza. Ma cosa succederebbe se, invece, utilizzassi quel tempo anche per allenare la mente e il cuore in un senso più profondo? Mark White ne è convinto: “L’obiettivo è costruire un’abitudine positiva attorno a un miglio al giorno. Credo sia qualcosa che può trasformarti. Può aiutarti a cambiare la tua prospettiva su qualsiasi cosa.”

La gratitudine, come molti studi hanno dimostrato, ha il potere di migliorare il benessere mentale e diminuire lo stress. Essere grati ci pone in una condizione più rilassata, più in armonia col mondo e ci permette di vivere con maggiore consapevolezza. Mark ha scoperto tutto questo durante il suo percorso di recupero personale e, ora, anche al fumo.

Ha creato una community che si chiama Run Grateful e ha avuto l’idea a cui ha dato un nome: Grateful Mile.

Ok, come funziona?

Non ci sono molte regole: uno degli aspetti più belli del “Grateful Mile” è la sua accessibilità. Non importa quanto tu corra velocemente o per quanto tempo tu sia abituato a correre. Non si tratta di macinare chilometri o di stabilire record personali. Come dicevamo, il “Grateful Mile” è pensato per essere alla portata di tutti.

Puoi camminarlo o correrlo piano o anche farlo a tappe. L’importante non è la performance, ma l’intenzione dietro ogni passo. Ogni giorno, per un solo miglio (o per un paio di chilometri, per noi europei, anche se sono più di un miglio), concentrati su qualcosa per cui sei grato. Potresti provare gratitudine per piccoli dettagli – il profumo dell’aria fresca del mattino, il suono degli uccelli che cantano, la sensazione del sole sulla pelle. Oppure potresti riflettere su aspetti più profondi della tua vita, come le persone che ami o le sfide che hai superato.

L’importante, avrai ormai intuito, è “essere lì in quel momento”. Non correre perché devi farlo, non pensare alla bolletta da pagare o al collega antipatico mentre lo fai. Solo se ti accorgi dei colori della natura, della consistenza dell’asfalto, dei segnali che il tuo corpo ti manda puoi “essere presente”.

Contro la solitudine

Un altro aspetto affascinante del “Grateful Mile” è il suo potenziale nel combattere la solitudine, in particolare tra gli uomini. Potrebbe sembrare un argomento strano da affrontare in un articolo sulla corsa e la gratitudine, ma la solitudine è una realtà per molte persone, specialmente per gli uomini, che spesso trovano difficile esprimere le proprie emozioni o costruire reti di supporto sociale.

La solitudine tra gli uomini è in aumento, e non si tratta solo di sentirsi soli, ma di non provare alcun senso di connessione autentica con gli altri. Ecco perché attività come il “Grateful Mile” possono fare la differenza. Correre, concentrandosi sulla gratitudine, può diventare un momento di introspezione, ma anche un’occasione per far parte di qualcosa di più grande. Non si tratta di iscriversi a una grande gara o di unirsi a un club elitario: bastano solo le tue scarpe e un cuore aperto.

Mark lo dice bene: “Non dobbiamo vendere biglietti. Non dobbiamo chiudere le strade. Non abbiamo bisogno che centinaia di persone si presentino. È molto più semplice.” E con questa semplicità, si può costruire una rete di gratitudine, un piccolo rituale che può essere praticato da chiunque, ovunque.

Mark White (a destra)

Aggiungere un po’ di gratitudine

Il vero segreto dietro il “Grateful Mile” non è solo correre, ma correre con consapevolezza e gratitudine. Quando ti concentri su ciò per cui sei grato, distogli l’attenzione dalle preoccupazioni quotidiane e crei uno spazio mentale più sereno e positivo. Anche nei giorni più difficili, quei pochi minuti di gratitudine possono essere liberatori e possono aiutarti tantissimo.

In un mondo che sembra sempre più caotico e frenetico, trovare momenti di quiete e consapevolezza diventa fondamentale per il nostro equilibrio mentale. Il “Grateful Mile” ti offre proprio questo: un piccolo rifugio quotidiano dove puoi riscoprire te stesso e il mondo intorno a te, un passo alla volta.

La quota “grateful mile”

Ora starai già pensando che un paio di km li fai senza problemi. Appunto! All’interno dell’allenamento decidi che i primi 2 o i 2 in mezzo o alla fine sono i tuoi chilometri della gratitudine. Li percorrerai con uno spirito diverso: guarderai il panorama, osserverai le nuvole e le loro forme (ehi, continua a guardare la strada!), penserai a un amico a cui vuoi bene e ti annoterai mentalmente di chiamarlo più tardi, ascolterai la natura, ti chiederai che pianta è quella, noterai una farfalla che ti vola vicino. Sarai finalmente presente nella tua vita. Può anche andare tutto storto, puoi avere mille pensieri. Uno di questi può essere “Grazie per questo o per quello”. Sorridi, respira. Cammina, corri. Ti senti già meglio, no?

(via Running Sucks)

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