Dalla vetta devi anche scendere

Quando si pensa agli alpinisti si pensa che la parte più difficile sia la salita. E invece è la discesa, anche perché la devi affrontare quando raggiungere la vetta ti ha sfiancato. Come racconta il grande Simone Moro

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Guarda questa foto: ritrae Simone Moro in quota. Sorride, come spesso gli capita di fare. Ma c’è un dettaglio che la rende surreale: in mano ha una moka. Quando è in spedizione la porta con sé perché, dice, “Bere un caffè ti dà una forza mentale incredibile”. Uomini straordinari come lui lo sono anche per la semplicità con cui fanno cose straordinarie, e forse è proprio lì che sta il loro segreto. Anche se non lui, ci scommettiamo, non si sognerebbe mai di definirsi “straordinario”.

Un giorno, intervistato da Linus a Deejay Chiama Italia, quando gli chiese perché facesse delle cose così folli rispose spiazzante “Per me è folle essere stato in coda in tangenziale per venire qui, non scalare una delle cime più alte della Terra”. Punti di vista, e ascoltare quelli diversi a volte ti fa capire quanto relativi siano i tuoi. 


Simone Moro è uno dei più grandi alpinisti italiani. L’unico al mondo ad aver scalato quattro vette sopra gli 8.000 metri nel periodo invernale. Le più alte al mondo.

Cresciuto a Bergamo, non proprio una città di scalatori, ha scoperto la montagna come un gioco grazie a papà Franco che lo portava con sé nelle sue scampagnate. Da bambino Simone ritagliava dalle riviste le foto di Reinhold Messner e le appendeva sul muro della cameretta che condivideva con i fratelli, dicendo che da grande avrebbe fatto l’alpinista.

L’alpinismo non è sicuramente la via più semplice per ottenere stabilità e successo. Non lo considerebbero un “posto fisso”. Al contrario, un percorso pieno di rischi e incertezze. Spedizioni andate male. Fallimenti.

I suoi genitori lo hanno sempre supportato in questa particolare passione, dandogli un unico consiglio:

«Segui il tuo sogno, ma preparati anche un piano B.»

Così Simone ha studiato, prendendo il diploma e nel 2003 si è laureato in Scienze Motorie. Ma il piano A per fortuna ha funzionato. Da 15 anni è un atleta di The North Face, e nel frattempo ha realizzato molti progetti. Come diventare un pilota di elicotteri, specializzandosi nel soccorso ad alta quota in Nepal.

Fare l’alpinista racconta, non ti rende né ricco né famoso, e in più la scalata è letteralmente in salita.

Fatica molta. Tempi lunghi. In montagna il tutto e subito non funziona.

Per diventare bravi bisogna ascoltare i consigli che vengono da chi è più saggio. Una volta Riccardo Cassin mi disse che l’obiettivo da raggiungere era quello di diventare un “bravo” e soprattutto “vecchio” alpinista, e per farlo devi imparare a dare il giusto valore alle cose che fai. La vetta della montagna non è il traguardo, perché poi bisogna scendere.

 

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