Fra le tante gare bizzarre che si vedono in questi ultimi anni, questa è una delle più singolari. E non è nemmeno nuova, perché in realtà ha un’origine che risale all’inizio del secolo scorso, in Francia.
Immagina un cameriere che deve portare un vassoio al tavolo: sistemati su di esso un bicchiere d’acqua e un croissant. Una normale colazione parigina che aspetta di arrivare ai clienti seduti al primo caldo sole primaverile. Solo che ad aspettare quel vassoio e ciò che c’è sopra non c’è nessun cliente: ci sono dei giudici che valuteranno con attenzione quanta acqua è uscita da quel bicchiere e se i concorrenti hanno rispettato tutte le regole.
Vince il più veloce, e non solo
Si chiama “Waiters Race” o megli , in francese, “Course des Garcons de Café”, cioè “la corsa dei camerieri del caffè”. Ha fatto notizia quest’anno perché non si teneva da ben 13 anni e se ti stai chiedendo se questa nuova straordinaria edizione abbia a che fare con le imminenti olimpiadi a Parigi complimenti per l’intuito: è proprio così.
Le regole, dicevamo, sono semplici ma non per questo facili da rispettare. Per prima cosa, la divisa deve essere quella d’ordinanza: camicia o maglietta bianca, traversina e pantaloni rigorosamente neri. Sul vassoio un croissant, una tazzina di caffè e un bicchiere d’acqua colmo che deve essere portato al traguardo con un livello di almeno 10 centimetri di liquido, altrimenti si subisce una penalizzazione di 30 secondi aggiuntivi al tempo finale. Il vassoio deve essere tenuto con una sola mano ma lo si può passare da una all’altra.
I vincitori di questa edizione sono stati Pauline Van Wymeersch e Samy Lamrous, che hanno compiuto il percorso di 2 chilometri rispettivamente in 14 minuti e 12 secondi e 13 minuti e 30 secondi.
Non solo in Francia
In verità di gare del genere se ne disputano in tutto il mondo: ce ne sono, con regole e tradizioni diverse, in Sud America (dove prevedono anche ostacoli), in Cina e in Spagna, dove vengono corse sulla spiaggia. In Australia preferiscono invece correrle fra le strette vie di un mercato, in Islanda invece sull’erba di un prato e in Scandinavia a bordo di navi.
Gli obiettivi però non variano mai: portare l’ordinazione il prima possibile ai clienti.