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Le età della corsa

  • 4 minute read

  • Ogni persona si adatta alla corsa in modo diverso, con tempi di recupero e allenamento individuali, ma l’età incide significativamente sulle prestazioni.
  • Dai venti ai quarant’anni, la corsa varia dall’espressione massima del potenziale fisico alla gestione consapevole del corpo per evitare infortuni.
  • Oltre i cinquant’anni, la corsa diventa un’attività di mantenimento fisico, dove il divertimento e la salute superano le ambizioni di prestazione.

 

Si dice sempre che ognuno di noi si adatta alla corsa in maniera diversa e che i tempi di recupero e di allenamento siano assolutamente individuali. È tutto corretto ed è un concetto valido e da tenere sempre a mente, però è anche vero che l’età gioca un ruolo fondamentale ed è possibile, un po’ in maniera seria e un po’ per divertissement, constatare come il passaggio delle decadi incida sulle prestazioni. Va da sé che – sebbene la base scientifica sia solida – la variabilità individuale è sempre il fattore discriminante, pertanto se non ti riconosci nella categoria della tua età non badarci tanto. Anzi, non badarci tanto se ritieni di riconoscerti nella categoria di età più alta, ma facci caso e vantatene pure con gli amici se invece ti rivedi nella decade più bassa!

Correre da ventenni

Hai presente la nota pubblicità che fa “pon ci pon ci pon pon pon”? Quella di ti piace vincere facile? Ecco, potresti esserne il protagonista! È la classe di età in cui tutto (o quasi) ti viene facile, in cui ti sembra che riscaldamento e stretching siano soltanto delle perdite di tempo e in cui riesci a fare due o tre allenamenti sfiancanti di seguito senza – apparenti – conseguenze sul tuo fisico. È l’età migliore per costruire il tuo fisico ed è quella in cui puoi pensare di dare il meglio e preparare il tuo corpo in maniera ottimale per la decade successiva.

Correre da trentenni

Se stai iniziando a correre a questa età, tutto ciò che il tuo corpo avrebbe potuto fare nella decade precedente è ovviamente e irrimediabilmente compromesso! No no, scherzo, scherzo! Non c’è da disperarsi anzi, perché anche in questa decade puoi ancora allenarti al meglio e dare al tuo corpo nuove abitudini. Certo, devi prestare più attenzione, fare più esercizi per le articolazioni e per la tecnica di corsa, ma in linea di massima hai ancora tanti margini e puoi spremere ancora al cento per cento muscoli e mente. È l’età giusta per bilanciare i giorni di riposo o di allenamento tranquillo con le sessioni di allenamenti tirati, sostituendo eventuali giornate di corsa leggera con esercizi di core stability e cross training.

Correre da quarantenni

Siccome faccio parte di questa categoria, mi piace pensare che sia vera la frase secondo cui “i quarant’anni sono i nuovi venti”, anche se poi mi scontro con la dura realtà e con i limiti che il corpo inizia a farmi presente. È l’età della maturità e della piena conoscenza del proprio corpo (no, non lo dico io solo perché ricado in questa categoria), quella che porta a pensare più a correre senza infortunarsi che al risultato, in cui si presta più attenzione alle altre abitudini di vita.

Se ci si sofferma un secondo a pensare è facile capire il perché: è l’età in cui solitamente si inizia a uscire meno alla sera e si sta più a casa, quindi è più semplice e viene quasi naturale migliorare le proprie abitudini alimentari e di sonno. Tutte queste accortezze nella gestione della propria vita e delle giornate portano anche a un miglioramento della programmazione per quel che riguarda l’allenamento e i giorni di recupero.

Correre da cinquantenni

È l’età della corsa senza troppi pensieri e senza patemi d’animo se le cose non vanno esattamente come previsto dal punto di vista cronometrico. Difficilmente a questa età si può pensare di ambire a un posto alle Olimpiadi (per quel che mi riguarda, nemmeno nelle decadi precedenti avrei potuto!) e anche dal punto di vista lavorativo e della famiglia in questa decade si è solitamente più sereni, quindi anche la corsa prende in maniera piena il posto che dovrebbe sempre avere: quello di passatempo e di modo per tenere il proprio corpo in forma.

Correre dopo i sessanta anni

Chi l’ha detto che non si può correre oltre i sessant’anni? Si può, si può, eccome se si può. Certo, si deve stare attenti a tutti i segnali che il nostro corpo ci manda (ma questo vale sempre) e non si deve ambire a risultati stratosferici, ma se si arriva a voler passare parte del proprio tempo correndo una volta superata questa età, personalmente penso che il risultato migliore sia già stato raggiunto. E non è per nulla vero che si debba correre solo e sempre a passo tranquillo e restando nella zona di comfort, anzi. Il nostro corpo, anche quando abbiamo superato una certa età, ha bisogno di stimoli e anche le ripetute o gli scatti sono da inserire in un eventuale piano di allenamenti da seguire. Ci si stancherà di più rispetto a un tempo, e questo è fuori di dubbio, ma se ne trarrà anche un grande beneficio.

Qualsiasi sia l’età in cui si corre, però, la regola dovrebbe essere sempre e soltanto una: divertirsi!

(Credits immagine principale: Ivanko1980 on DepositPhotos.com)

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