-
Le supershoes, con le loro tecnologie avanzate come piastre in carbonio e intersuole con rocker, stanno rivoluzionando il trail running migliorando le prestazioni di chi le sua.
-
David Roche e altri ultrarunner sottolineano che queste scarpe non solo aumentano la velocità, ma riducono i tempi di recupero.
-
Sebbene siano popolari, alcuni corridori preferiscono ancora approcci minimalisti, considerando le supershoes come un supporto, e non una soluzione completa.
Le cosiddette supershoes stanno cambiando le carte in tavola in molti settori del running. Hanno cominciato dalla strada e alla fine sono arrivate anche sui sentieri delle montagne, e quindi nel trailrunning.
Innanzitutto: cosa si intende per supershoes? In poche parole, si tratta di scarpe con stack notevole (quindi con un’intersuola molto pronunciata, superiore ai 35 mm), che adottano mescole molto reattive che spesso integrano anche una piastra in fibra di carbonio.
A parlarne più nel dettaglio è David Roche, uno dei migliori ultrarunner al mondo, definendole “game-changer”, cioè qualcosa che cambia le regole del gioco. Non è un’idea malvagia starlo ad ascoltare, non credi?
Con quali corre Roche?
Le scarpe di Roche sono le Adidas Terrex Agravic Speed Ultra. Le aveva ai piedi quando ha stabilito il nuovo record al Leadville 100, sono progettate per fare proprio questo: spingerti oltre. È importante dire che Roche non ha un contratto di sponsorizzazione con adidas, quindi ne parla con totale sincerità definendole “qualcosa di rivoluzionario”.
Ma cosa le rende così speciali? In poche parole, sono scarpe che non solo migliorano la performance grazie alle caratteristiche che ti dicevamo prima, ma che aiutano anche a ridurre lo stress sul corpo durante e quindi anche dopo la corsa, dato che riducono i tempi di recupero. Ed è proprio questo che le rende così interessanti per chi corre distanze lunghe.
Perché le supershoes stanno scombinando le regole del gioco anche nel trail
Pensa per un attimo al cambiamento che hanno portato nel running su strada. Quando Nike ha lanciato la Vaporfly nel 2016, tutti parlavano di quei runner che, con queste scarpe ai piedi, sembravano quasi avere un vantaggio ingiusto (c’era chi parlava di “doping meccanico”).
Lo stesso sta accadendo ora nel trail running. Roche sottolinea come queste scarpe non solo migliorino la velocità, ma, come si diceva, lo aiutano anche nel recupero. Ciò significa che ti permettono anche di ridurre i tempi fra un allenamento e l’altro.
Roche non è il solo a esserne convinto. Anche il recente vincitore della UTMB Vincent Bouillard (che corre con le Hoka Tecton 3) la pensa allo stesso modo, assieme a Katie Schide che ha dominato l’UTMB e la Western States con le North Face Summit Vectiv Pro. Coincidenze? Forse, ma il dubbio resta.
adidas Terrex Agravic Speed Ultra
La scarpa che ha aiutato Roche a battere il record alla Leadville 100 ha tutte le caratteristiche di una super shoe: un’intersuola con rocker pronunciato per una transizione più fluida e uno spessore di ben 42 mm che offre un’ammortizzazione eccezionale, perfetta per affrontare terreni impervi e dislivelli continui. Tuttavia, come ogni scarpa, non è perfetta: non in sé ma perché non è adatta a chiunque. Roche stesso ammette che alcuni potrebbero trovarla instabile, soprattutto se hanno una falcata che li fa correre più sul tallone che sul mesopiede. Come si suol dire, basta saperlo.
Un’evoluzione naturale
A chi frequenta questo settore da qualche anno non sfuggirà la somiglianza fra le supershoes e quelle che una volta si definivano maximal shoes: scarpe con intersuola molto spessa e impronta molto larga.
Alcuni le amavano per la loro protezione, altri preferivano approcci più minimalisti (ecco anche spiegato perché si chiamavano “maximal”: perché il loro opposto erano le “minimal”).
Ora, con le super scarpe, molti ultrarunnerstanno cambiando idea grazie alle prestazioni che garantiscono. E soprattutto perché, specie per atleti il cui corpo è molto provato dai lunghi allenamenti e dalle altrettanto lunghe gare, non si tratta solo di correre più veloce, ma anche di farlo con meno fatica e meno stress fisico.
David Roche fa notare come, fino a pochi anni fa, c’era un dibattito su quanto fossero utili queste scarpe. Ora, la discussione sembra essersi spostata su chi le ha già adottate e chi ci sta ancora pensando.
La parola alla scienza
Sebbene la ricerca sia ancora in una fase iniziale, ci sono studi promettenti. Un articolo pubblicato su Scientific Reports suggerisce che le supershoes potrebbero effettivamente ridurre lo stress su certe aree del corpo, aiutando i corridori a recuperare più velocemente. Quindi, se ti stai chiedendo se tutte queste innovazioni tecnologiche hanno una base scientifica, la risposta è: probabilmente sì.
Nonostante l’aumento della popolarità, c’è ancora chi preferisce un approccio più minimalista. Il motivo, secondo diverse opinioni, è che affidarsi troppo alle scarpe potrebbe farci dimenticare l’importanza della tecnica e della forza del piede. È un argomento sicuramente da considerare e, come spesso accade, la verità potrebbe stare nel mezzo, accogliendolo magari come un promemoria, e cioè che le super scarpe non sostituiscono mai una buona preparazione, ma possono sicuramente aiutarti a spingere un po’ oltre i tuoi limiti.
Ti incuriosiscono?
Vale la pena investire in un paio di super scarpe? Se sei uno che punta a migliorare la sua performance nelle gare lunghe o a ridurre il tempo di recupero, la risposta potrebbe essere sì. Tuttavia, dipende sempre, dato che la cosa più importante è trovare ciò che funziona meglio per te. Roche ha definito se stesso “poliamoroso” quando si tratta di scarpe, suggerendo che nessuna scarpa è perfetta per ogni situazione e che per lui non è un problema “sposarne” di diverse, in funzione del tipo di lavoro o gara che deve sostenere.
Il nostro invito è quindi quello di provarne diversi modelli, prendendoti il tempo per adattarti e considerando sempre le tue esigenze specifiche. Non tutte le scarpe sono uguali, non tutti i piedi sono uguali e ogni piede vuole la sua scarpa. Ma ci stiamo ripetendo.
(via Advnture)





