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Lo sport in adolescenza sviluppa un fisico sano, riduce lo stress e migliora il rendimento scolastico.
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Scegliere tra sport di squadra o individuali aiuta a scoprire le proprie inclinazioni.
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Lo sport insegna valori e dà strumenti utili per tutta la vita.
L’adolescenza è un periodo cruciale in cui si definiscono molte delle abitudini che ci accompagnano per il resto della vita. Tra queste, lo sport ha un ruolo determinante: non solo per il benessere fisico, ma anche per lo sviluppo mentale e sociale. Se sei genitore, insegnante o adolescente in cerca di motivazione, vogliamo cercare di capire insieme a te perché l’attività fisica durante l’adolescenza è così importante e come scegliere lo sport giusto.
Perché lo sport è essenziale in adolescenza?
Il corpo e la mente di un adolescente sono in continua evoluzione. Se torni indietro nella memoria puoi facilmente ricordare come al tempo tutto era più difficile: non perché lo fosse in assoluto ma perché ti accadeva per la prima volta. Il che non nega che in quella fase della vita possano accadere cose difficili da gestire a qualsiasi età, ma per ora ci concentriamo solo sullo stato emotivo prevalente.
Tutto era nuovo, dovevi cercare una tua collocazione nel mondo e ti stavi allontanando dai genitori. Tutto normale, tutto sano. Il modo migliore per rappresentare quegli anni è immaginarli come una montagna russa, concordi? In un simile contesto lo sport agisce come un’ancora: offre stabilità, aiuta a canalizzare l’energia e costruisce fiducia. In quali ambiti si rivela essere una forza positiva?
A livello fisico, l’esercizio durante l’adolescenza contribuisce a:
- Rinforzare ossa e muscoli, prevenendo problematiche come l’osteoporosi in età adulta.
- Sviluppare una postura corretta, essenziale in un’epoca dominata dagli schermi e dalla sedentarietà.
- definire uno sviluppo cardiaco e respiratorio sano.
Dal punto di vista mentale, lo sport aiuta a:
- Ridurre ansia e stress, grazie alla produzione di endorfine.
- Migliorare la concentrazione e il rendimento scolastico.
- Costruire autostima attraverso il superamento di sfide personali o di squadra.
In squadra o da soli?
Se hai avuto un rapporto come quello che ho avuto io con lo sport, ne hai provati tanti, non appassionandoti a nessuno in particolare. Oppure potresti averne amato uno o un altro e averlo praticato per molti anni, magari anche con ottimi risultati.
C’è però una distinzione abbastanza semplice da fare fra le tipologia di sport: da una parte ci sono quelli individuali e dall’altra quelli di gruppo. Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di fare sport, e uno e l’altro non sono meglio o peggio dell’altro. Ad alcuni piace fare tutto da sé, altri preferiscono fare parte di un gruppo. Altri ancora gestiscono entrambe le situazioni a seconda dei momenti, e riuscendo a conciliare discipline individuali o di gruppo.
La scelta dello sport ideale dipende in definitiva dalla personalità dell’adolescente e dai suoi obiettivi. Entrambe le opzioni hanno vantaggi unici:
- Gli sport di squadra come calcio, pallavolo o basket favoriscono la cooperazione, la gestione dei conflitti e il senso di appartenenza. Sono ideali per chi ama condividere obiettivi e lavorare insieme agli altri.
- Gli sport individuali come atletica, nuoto o tennis aiutano a sviluppare disciplina personale e concentrazione. Sono perfetti per chi preferisce competere con se stesso o ha bisogno di uno spazio di introspezione.
Quale scegliere? È difficile riuscirci se non si sperimentano entrambe le dimensioni, quindi bisogna provare. Ricordando che spesso, come dicevamo, anche una combinazione delle due può essere arricchente.
Come mantenere la motivazione?
Adolescenza e motivazione possono essere due universi paralleli che raramente si incontrano. Qui entrano in gioco l’incoraggiamento e il supporto. Non basta dire “devi fare sport”, ma bisogna rendere l’attività fisica un momento divertente e stimolante.
In questo periodo è poi altrettanto importante avere la fortuna di incontrare coach o dirigenti sportivi o preparatori che possano diventare figure di riferimento per persone che stanno definendosi e stanno cercando di capire dove stanno nel mondo e nella società. Chi sono, insomma.
Alcuni suggerimenti pratici:
- Favorisci la varietà: provare sport diversi mantiene alta la curiosità.
- Stabilisci obiettivi realistici: piccoli traguardi, come migliorare un tempo o segnare un gol, danno motivazione continua.
- Suggerisci un rapporto sano con lo sport: essere competitivi è sano finché non condiziona al punto da creare troppa pressione per risultati che magari non arrivano o non facilmente. In questo senso gioire anche per i piccoli traguardi è un modo per dare alla sfera (importantissima ma non totalizzante) dello sport una giusta dimensione.
- Sii di supporto, non pressante: l’adolescente deve sentirsi libero di scegliere lo sport che più lo appassiona. Purtroppo spesso i genitori ripongono nei figli speranze di affermazione sportiva che loro stessi non hanno raggiunto e li caricano di aspettative, frustrando loro e se stessi se non arrivano i risultati. I figli sono persone indipendenti e non hanno alcuna responsabilità nel realizzare i sogni dei genitori: non esistono per compiacerli o essere loro riconoscenti. L’indipendenza conquistata è la più grande vittoria per un adolescente, ben più importante di quella sportiva, anche perché lo guiderà e gli darà sicurezza per tutta la vita.
Lo sport come scuola di vita
Appunto: lo sport è una eccezionale scuola di vita. Per molti versi è una forma civilizzata dei conflitti esistenziali che vivrà nelle relazioni personali, nel lavoro, nel mondo. Ha delle regole, ha una morale, ha dei valori. Oltre ai benefici fisici e mentali infatti, lo sport insegna anche la gestione del successo e delle sconfitte. In un mondo sempre più complesso, queste lezioni sono un tesoro inestimabile.
Pensando nel lungo periodo
Quante sfide hai dovuto affrontare e affronti quotidianamente? Quante ne superi e quante ti lasciano abbattuto?
Se da giovane hai fatto sport molto probabilmente hai avuto molti strumenti in più per gestire problematiche, crisi e sconfitte. Le hai giù vissute in un ambiente controllato che però ti ha fatto capire quali strumenti usare per superare le difficoltà, soprattutto mentalmente. Viceversa, se non hai mai fatto sport potresti aver incontrato ostacoli più difficili da superare: non perché lo fossero in sé ma perché non avevi gli strumenti per farlo.
Scherzando diciamo spesso che il nuoto è lo sport più completo, secondo l’Associazione delle Mamme. Su questa falsa riga potremmo dire che Gli Sport sono lo strumento più completo per prepararsi alla vita. Aiutano a costruire rapporti sani con noi stessi e con gli altri, spiegano come ricomporre i conflitti e insegnano il senso di responsabilità. Quello che consiste nel capire che tutto ciò su cui hai controllo dipende da te, e che il resto lo puoi accettare o contrastare. Ma alla fine, a deciderlo sei solo tu.