Migliora la performance con un esame del sangue

Buon sangue non mente, e la corsa può influire molto sui valori del nostro sangue, sia nel bene che nel male


  • Uno studio di InsideTracker su 23.000 runner rivela delle correlazioni tra allenamento e biomarcatori.
  • Un moderato allenamento per esempio migliora il colesterolo e l’infiammazione cronica, promuovendo la salute metabolica e prestazioni.
  • Altri biomarcatori sono indicativi. il magnesio per esempio per evitare i crampi, la  ferritina è un segnale di adattamento allo stress dell’allenamento.

 

Non ci si accontenta mai, si vuole sempre di più. Chi corre è alla continua e incessante ricerca del miglioramento, che sia in termini di tempi, ritmi, distanze o altri segnali, sia fisici che mentali. In assenza di sensazioni positive ci si fa andare bene anche quelle negative, perché grazie a queste possiamo capire su quali aspetti andare a intervenire.

Uno dei metodi più semplici ed efficaci per capire se c’è e cosa c’è che non va è fare un esame del sangue.

Lo dimostra una ricerca

InsideTracker, un’azienda specializzata nell’analisi di esami del sangue di atleti di endurance, ha pubblicato il primo studio medico che descrive come l’allenamento, la dieta e il peso di un corridore possano incidere su alcuni importanti marcatori del sangue.

La ricerca di InsideTracker è stata condotta su 23.000 runner suddivisi in tre macro gruppi a seconda del volume di ore settimanali dedicate alla corsa:

  • meno di tre ore
  • dalle tre alle 10 ore
  • più di 10 ore

L’obiettivo era di determinare se e in che modo il livello di allenamento potesse influenzare alcuni marcatori del sangue.

Cosa ne è emerso?

Dallo studio è emerso che correre per un moderato numero di ore settimanali favorisce il miglioramento di alcuni biomarcatori da cui dipende uno stato di buona salute, quali colesterolo e i livelli di infiammazione cronica. D’altro canto il primo passo per migliorare le prestazioni è migliorare la salute metabolica.

Chi corre molto dovrebbe prestare attenzione ai livelli di magnesio nel sangue, la cui carenza può aumentare l’insorgere di crampi e la sensazione di affaticamento. Semi di zucca così come semi di chia, mandorle, anacardi e le verdure a foglia verde sono tutti cibi ricchi di magnesio qualora emergesse la necessità di integrare i valori di questo minerale.

Analizzando i valori della ferritina, dal cui dosaggio dipende il livello del ferro nel sangue, bisogna fare due discorsi separati:

  • per le donne un basso livello di ferritina è spesso da collegare a un basso dosaggio di ferro e quindi a uno stato più o meno acuto di anemia;
  • per gli uomini invece un basso livello di ferritina non è stato correlato a uno scarso livello di ferro nel sangue. Al contrario è sembrato essere un segnale positivo: questi runner hanno evidenziato un basso livello di infiammazione cronica, dato che indica un buon livello di adattamento allo stress dell’allenamento.

(Via Marathon Handbook)

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