Perché le bibite con dolcificanti non sono così salutari come sembrano

Un gusto irresistibile e pochissime (o anche zero) calorie. Le bibite con dolcificante sembrano la soluzione perfetta per darti piacere e sapore senza nessuna conseguenza, ma le cose sono un po’ più complicate


  • Le bibite con dolcificante hanno poche o nessuna caloria ma ciò non significa che il loro consumo sia privo di effetti collaterali.
  • Per esempio portano il corpo a reagire attivando la produzione di insulina, favorendo l’accumulo di grasso.
  • Inoltre alterano il metabolismo poiché, ingannando il cervello che pensa che tu abbia assunto zuccheri, inducono risposte metaboliche simili, favorendo l’aumento di peso.

 

Avrai sicuramente visto almeno uno dei mille milioni di video che mostrano quanto zucchero contiene una bottiglia di Coca Cola classica. Prendiamo l’esempio più popolare non per additarla: ce ne sono tantissime altre che, in misura maggiore o minore, utilizzano lo zucchero per essere più “palatabili”, come si dice tecnicamente. Il problema è che, assieme al piacere di berle (perché è innegabile), molte di queste bibite apportano al tuo fisico molto più zucchero di quanto necessario, innescando dei processi metabolici che portano – senza fartela lunghissima – all’accumulo di grasso.

La soluzione che molti, comprensibilmente, adottano è quella di consumare bibite che contengono dolcificanti artificiali, con l’idea che siano una scelta più salutare. Il problema è che questa riduzione non si traduce automaticamente in un beneficio per la salute o per la linea. Il paradosso, spiegato da diverse ricerche, è che il corpo le metabolizza in modo simile a quando si consuma zucchero normale, con conseguenze negative. Insomma: vuoi evitare di assumere zuccheri in eccesso ma il tuo corpo reagisce come se li avessi assunti. Cerchiamo di capire meglio questo meccanismo.

Come il cervello viene “ingannato” dai dolcificanti

Nonostante i dolcificanti artificiali – come l’aspartame – non contengano effettivamente zucchero e apportino pochissime o nessuna caloria, il corpo e il cervello possono essere ingannati. Quando bevi una bevanda dolce, anche se priva di zucchero, il cervello reagisce come se lo zucchero ci fosse, rilevando il sapore dolce e innescando una serie di processi fisiologici. Uno di questi è il rilascio di insulina, l’ormone che aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue. Il risultato è che il corpo accumula comunque grasso, preparandosi a gestire l’energia in eccesso che però, in realtà, non arriva mai.

La discrepanza tra il gusto dolce percepito e l’effettiva quantità di energia disponibile finisce insomma per confondere il metabolismo. Addirittura alcuni studi suggeriscono che il consumo regolare di bibite con dolcificanti potrebbe, paradossalmente, portare a un aumento di peso, nonostante l’assunzione ridotta di calorie, proprio perché il corpo reagisce come se le avessi assunte.

Accumulare grasso non è mai una buona cosa

L’impatto sul peso corporeo ha purtroppo altri effetti a lungo termine sulla salute, essendo associato a un rischio aumentato di diabete di tipo 2, malattie cardiache e alterazioni nella percezione del gusto dolce, che potrebbe portare a preferire cibi sempre più dolci e quindi meno salutari.

Non è un caso che questi additivi e in genere lo zucchero siano usati largamente nei cibi ultraprocessati, con lo scopo di renderli più gustosi, generando inoltre una dipendenza: se infatti ti abitui a determinati gusti molto enfatizzati, è difficile che poi tu riesca ad apprezzare le sottigliezze di quelli naturali. È come se ti abituassi ad ascoltare sempre musica a volumi altissimi: finiresti per non sentire più quella a volumi normali.

In altre parole, l’uso frequente di dolcificanti può alterare il tuo rapporto con il cibo, spingendoti a cercare costantemente cibi dolci, e questo potrebbe tradursi in un altro paradosso, forse il più pericoloso: abituandoti a cercare il gusto dolce (e non serve percepirlo, a volte è così subdolamente nascosto perché è impiegato come esaltatore dei sapori) finiresti per cercarne sempre di più nei cibi che lo contengono, anche se non ne avrebbero bisogno, finendo per consumare più calorie di quante te ne servano.

Ricordiamo da dove eravamo partiti: per consumare meno calorie hai deciso di bere solo bibite con dolcificanti che ti hanno abituato al gusto “dolcificato”, e sei finito a mangiare cibi che sono trattati con dolcificanti che creano una dipendenza che ti porta a mangiarne sempre di più. Volevi assumere meno calorie e ti sei trovato ad assumerne di più. Ops.

Le alternative più sane

Non disperare: il circolo vizioso può essere interrotto senza sacrificare troppo il gusto e il piacere di una buona bibita dissetante. Se l’obiettivo è ridurre l’apporto calorico senza compromettere la salute, è insomma utile considerare alternative alle bibite gassate con dolcificanti. L’acqua, sia naturale che frizzante, può essere aromatizzata con frutta fresca, erbe aromatiche o una spruzzata di succo di limone.

Anche il tè non zuccherato, caldo o freddo, può essere una valida opzione. Queste alternative non solo evitano gli effetti negativi dei dolcificanti, ma possono anche apportare benefici aggiuntivi, come l’idratazione e l’assunzione di antiossidanti.

Non vogliamo però diffondere terrore, ci mancherebbe. Siamo i primi a dire che la Coca Zero è buonissima. Come sempre contano la consapevolezza e la misura. In altre parole, berne una ogni tanto non innescherà processi devastanti nel tuo corpo e te la farà ancora più apprezzare. Il consiglio è insomma quello di trasformarle, almeno nella tua percezione, da bibite che consumi continuamente a piaceri che ti concedi saltuariamente. Come una fetta di tiramisù, che avrà pure una tonnellata di zucchero ma quanto buono è?

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