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Le power poses aiutano a sentirsi più sicuri tramite una postura aperta e decisa.
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Studi indicano che queste pose possono ridurre stress e aumentare fiducia.
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Usarle prima di una gara può trasformare l’ansia in motivazione.
Immagina di essere alla linea di partenza di una gara: di starai chiedendo chi te l’ha fatto fare e, dopo poco, non vedrai l’ora di partire. Un turbine di emozioni che, se mal gestite, possono crearti ansia nel momento peggiore per averla.
Ma cosa accadrebbe se potessi cambiare tutto semplicemente assumendo una postura diversa con il corpo? Una mossa, una particolare configurazione che non ha un potere magico ma uno molto reale. Parliamo delle power poses, o pose di potere, un fenomeno psicologico che sfrutta il legame tra corpo e mente per migliorare la sicurezza che hai e l’assertività.
Cosa sono le power poses?
Il concetto delle power poses è stato reso popolare dalla psicologa sociale Amy Cuddy, che nel suo famoso TED Talk del 2012 ha sostenuto che assumere determinate posizioni, come quella di “Wonder Woman” (mani sui fianchi e petto in fuori), può influenzare positivamente l’autostima e il modo in cui gli altri ci percepiscono. Si tratta quindi di posizioni del corpo pensate per trasmettere forza e sicurezza. Secondo alcuni studi, mantenere queste pose per pochi minuti può migliorare lo stato mentale, non solo aumentando i livelli di fiducia in se stessi ma anche riducendo lo stress.
In termini più tecnici, si tratta di posizioni corporee espansive, contrapposte a quelle di chiusura, che tendono invece a far apparire una persona più piccola e meno sicura. Secondo lo studio del 2010 di Dana Carney e colleghi, le power poses sono associate a un aumento dei livelli di testosterone e a una diminuzione del cortisolo, l’ormone dello stress.
L’idea alla base è semplice ma potente: il nostro corpo non si limita a riflettere le nostre emozioni, ma può anche influenzarle direttamente. Se sei triste o pensieroso, la tua postura rifletterà la condizione emotiva e tenderà a chiudersi, quasi in un gesto protettivo. Una postura aperta e rilassata può quindi suscitare nella mente sensazioni di forza e controllo; mentre una chiusa e contratta — come stare con le spalle curve o le braccia incrociate — ha l’effetto opposto, e favorisce insicurezza e vulnerabilità.
Quando il corpo influenza la mente
La connessione tra postura e stato mentale è al centro della embodied cognition o mente incarnata, una disciplina che studia come il corpo possa influenzare le emozioni e i processi mentali.
Può sembrare una teoria esoterica o priva di fondamento ma puoi provarne facilmente la sua efficacia. È corretto però specificare che molti dei risultati che ne dimostrerebbero la scientificità non sono stati replicati in studi successivi, accendendo un dibattito sulla validità di queste tesi.
Ciò che puoi provare è però un fenomeno abbastanza evidente: quando compi questi gesti espansivi, accade qualcosa in te. Puoi insomma avere la percezione di essere più in controllo. Pensa a quante volte, magari inconsciamente, hai gonfiato il petto prima di affrontare una sfida.
L’idea è insomma che il corpo possa letteralmente “ingannare” la mente: se ci mostriamo sicuri all’esterno, il cervello tende a interpretarlo come un segno di effettiva sicurezza, adeguando di conseguenza il nostro stato emotivo.
Cosa ne pensi di provarle prima della prossima gara?
Se sei alla griglia di partenza di una gara o stai per affrontare un evento che richiede il massimo della concentrazione e della determinazione, prenditi due minuti per fare una power pose: potrebbe davvero fare la differenza.
Per farlo, mettiti in una posizione stabile e ferma: gambe leggermente aperte, schiena dritta, spalle rilassate e petto in fuori.
Se hai visto il film Rocky, ricorderai la scena in cui corre su per le scale di Philadelphia e alza le braccia al cielo in segno di vittoria. Quel gesto non è solo simbolico: è un esempio perfetto di power pose. Adottare una postura simile, con le braccia alzate e il petto ben aperto, manda al cervello un segnale di vittoria e di forza, trasformando quell’energia in motivazione e determinazione reale.
Se vuoi provarne una, sfrutta la confusione della partenza, tanto difficilmente baderanno a una persona che si comporta come se avesse già vinto una gara prima ancora di iniziarla.
E non solo in gara
Le power poses non sono utili solo per lo sport: funzionano in ogni situazione che richieda una dose extra di fiducia. Pensa al tuo stato d’animo prima di un colloquio, di una presentazione o di un incontro importante: i pensieri sembrano pesarti nella testa più di un’incudine e le spalle ti si chiudono per il peso.
Invece di sederti come se il mondo gravasse tutto su di te, assumi una posa aperta e sicura. Fallo anche pochi minuti prima di “entrare in azione”: puoi stare dritto davanti allo specchio, con le mani sui fianchi e il petto bene in vista, oppure sederti con le spalle dritte e le braccia appoggiate con disinvoltura sui braccioli. Anche una posa rilassata ma composta può inviare al cervello il messaggio di fiducia, controllo e rilassatezza.
Potrai sentirti un po’ stupido le prime volte, ma si tratta di un inganno buono che usi per inviare al cervello i segnali giusti, soprattutto nei momenti in cui l’insicurezza sembra prendere il sopravvento.
Fake it till you make it
L’idea alla base delle power poses si lega al concetto di “fake it till you make it”, cioè “fingi finché non ci riesci davvero”. È un trucco mentale che funziona spesso, perché il nostro cervello si adatta all’immagine che diamo di noi stessi.
In fondo non ti impegna tempo (pochi minuti, anche solo un paio) e può avere effetti positivi, se non altro nel ridurre il livello di ansia, sia prima di una gara che prima di qualche appuntamento importante.
La prossima volta che ti senti insicuro, ricordati che non è solo questione di mente, ma anche di postura. Le power poses possono sembrare un trucco così banale da non poter che essere inutile, ma hanno un effetto reale sulle tue emozioni.
E, per finire, sai qual è un’altra posa che molti atleti usano? Coinvolge una parte molto piccola del tuo corpo ma produce effetti molto grandi: si tratta del tuo sorriso. Che tu sia divertito da qualcosa, triste o felice o anche neutro, prova a sorridere: lo fanno anche gli atleti professionisti.
Dopo un po’ anche il tuo cervello inizierà a sorridere anche se non sembra esserne motivo. E se anche non c’è, lo si può creare. E se non si può creare, si può illude la mente che le cose non vanno poi così male. Finché dopo un po’ potrebbe anche crederci, e farle andare bene sul serio.