Under Armour Infinite Elite, verso la corsa infinita

Under Armour compie un passo evolutivo notevole con le Infinite Elite: sono nuove in tutto e promettono molto

L’infinito è una parola molto cara a Under Armour. Più che una parola, è un’attitudine, un programma. Significa dare il massimo, attingere a ogni risorsa e, in termini più pratici, significa allenarsi il più possibile: più frequentemente, più a lungo, con più impegno.

“Infinite” è anche il nome di una scarpa, che ha avuto negli anni diverse interpretazioni e che è sempre stata intesa come scarpa protettiva e per correre a lungo. All’infinito, appunto.

Entrano in scena le Infinite Elite

Le Infinite Elite presentate nei giorni scorsi a Barcellona rappresentano un passaggio evolutivo molto importante rispetto ai modelli passati, e lo sono soprattutto dal punto di vista tecnologico: cambia la mescola dell’intersuola, cambia la tomaia, cambia il design. Cambia tutto. Le Infinite sono una cosa completamente nuova e mai vista nel catalogo Under Armour.

Innanzitutto: per chi sono pensate e con quali scopi. È giusto partire da qui perché è evidentemente quello che i designer avevano in mente: evolvere il concetto di corsa infinita, cioè più a lungo possibile, sia in termini spaziali (distanze) che temporali. E dicendo “temporali” non ci riferiamo solo alla durata del singolo allenamento ma anche alla frequenza. E descrivendole si capirà perché.

Come sono fatte

L’intersuola è la cosa che si nota subito: ha un’impronta e uno spessore molto importanti. Le Infinite Elite hanno una presenza indiscutibile: lo spessore (stack) ti solleva da terra di 36 mm nel tallone e di 28 nell’avampiede, portando il drop (differenziale tacco-punta) a 8 mm. C’è molta sostanza lì sotto ed è una sostanza particolare: chiamata da Under Armour “UA HOVR™+”, si tratta di una mescola in TPU cucinata secondo una formulazione studiata assieme ai chimici. Il verbo “cucinare” rende l’idea, anche perché il processo produttivo richiede calore e restituisce un materiale con proprietà meccaniche diverse a seconda della ricetta utilizzata. Quella di UA è una ricetta che rende le Infinite Elite non leggerissime sulla carta (326 g) ma molto equilibrate durante la corsa, tanto che il peso non si sente affatto. L’utilizzo del UA HOVR™+ è giustificato dal programma di cui parlavamo prima: aumentare la protezione, la comodità e la reattività. Ma ci arriviamo.

Anche la tomaia è cambiata: è in UA IntelliKnit, una tessitura particolare che permette – in un unico materiale – di avere resistenze e dilatazioni differenziate e che meglio si adatta al piede del runner. Altri dettagli non secondari la rendono molto confortevole: la conchiglia con invito posteriore per facilitare l’ingresso del piede, la linguetta con un’adeguata imbottitura, persino i lacci piatti e imbottiti, molto piacevoli al tatto ed efficaci nel regolare e tenere il piede saldo.

Come ci si corre

“Protezione, comodità e reattività”, dicevamo. Sono tre aggettivi diversi che convergono in un’unica direzione: l’infinito. O almeno verso un tempo molto lungo. Più la scarpa è protettiva, meno sollecitazioni trasmette al corpo, scaricando le articolazioni da urti eccessivi. Più è comoda, più crea una “dipendenza positiva”, nel senso che è piacevole correrci e alla fine ti invoglia a farlo, a lungo e spesso. E infine: più una scarpa è reattiva ed elastica, più non ti sembra di sacrificare troppo alla comodità. Oggi, grazie ai nuovi materiali impiegati nell’intersuola come l’UA HOVR™+, la risposta elastica non compromette la comodità, e la morbidezza delle Infinite Elite non privilegia la comodità rispetto alla spinta che riescono a darti.

Come è evidente, se una scarpa è reattiva e comoda ed è percepita come leggera durante la corsa, il risultato non può che essere uno: ci vuoi correre, sempre e a lungo.

One more thing

Un ultimo dettaglio rende queste scarpe ancora più interessanti ed è ancora legato al concetto di corsa infinita e di protezione: dato che sono molto protettive e che caricano meno il corpo, permettono di allenarsi più spesso perché, alla fine di un allenamento, si è meno stanchi. In altre parole, prendendosi carico di molte sollecitazioni che, se trasmesse al tuo corpo lo affaticherebbero, gli danno l’agio di conservare energia e freschezza. In altre parole, è come se anticipassero il recupero: dato che le gambe si stancano di meno, i tempi di recupero si contraggono, in modo da poter anticipare il prossimo allenamento.

Per correrci all’infinito, ovviamente.

Info

Il prezzo delle UA Infinite Elite è di 160 euro. Per il segmento di mercato in cui si inseriscono, si tratta di un prezzo molto interessante e inferiore alla media. Si tratta dell’unico dettaglio che le riguarda che non tende all’infinito. Per fortuna.

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