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In fondo i runner sono creature semplici e lineari. Ma sono anche molto incomprese, perché pochi capiscono che, a modo loro, hanno moltissime qualità e che corrono anche per salvare il mondo. Ma restando sempre umili.
Dicono che i runner siano strani. Sempre con le scarpe da running, anche in ufficio. Sempre con la testa tra i chilometri. Ma forse, e dico forse, il mondo non ci capisce. Perché abbiamo dei pregi. Tanti.
Oggi ne elenco solo cinque, per non far sembrare i runner presuntuosi.
1. Memoria selettiva infallibile
Dimenticano anniversari, password e compleanni, ma ricordano esattamente le date delle loro gare da qui alla fine del mondo.
2. Dotati di grande umiltà
Persone semplici, che non cercano la gloria. Tranne quando: fanno un personal best, comprano scarpe nuove, diventano Local Legends su Strava, fanno più km del gruppo, completano una maratona o si iscrivono a una ultra.
3. Hanno un guardaroba minimalista.
Ma solo fuori dal cassetto running. Quello dove conservano 47 t-shirt tecniche, 12 calzamaglie termiche, 6 giacche antivento, due torce, un quintale di calzini. E la scarpiera, con decine di scarpe da road, trail, velocità. Ma usano sempre le stesse due cose. Quelle “che portano bene”.
4. Sanno gestire la fatica.
Gente che corre maratone nel deserto la domenica. E sbuffa se deve fare due rampe di scale in ufficio o una passeggiata in centro. È una questione di principio, non di gambe.
5. Grandissimi storyteller.
Ogni corsa si trasforma in un’epopea. Anche 8 km intorno a casa diventano: condizioni meteo proibitive, imprevisti, crisi interiori, atti eroici, resilienza. E ci mettono mezz’ora a raccontarla al meglio su Strava con qualche citazione stoica.
Diciamo che meriteremmo una vita più soddisfacente. Una in cui le persone che non corrono ci sorridano dicendo:
“Hai corso anche oggi, campione? Raccontami dai, che sei un esempio per tutti noi.”
Magari un giorno succederà. Per ora ci accontentiamo dei kudos reciproci su Strava.
