Allenarsi in coppia: guida semiseria per sopravvivere (e migliorare) allenandosi con il proprio partner

Dalla coppia competitiva a quella dei chiacchieroni, allenarsi insieme è un'avventura. Scopri i nostri consigli pratici e divertenti per non litigare dopo il primo chilometro e rendere lo sport il vostro momento perfetto

Allenarsi con chi ami è come montare un mobile svedese: o rafforza il legame o finisce con qualcuno che dorme sul divano.

  • Allenarsi in coppia può essere una prova d’amore o l’anticamera di una crisi diplomatica.
  • Esistono diverse dinamiche di coppia durante lo sport: i competitivi, i chiacchieroni, i coach non richiesti.
  • Stabilire un obiettivo comune prima di iniziare è fondamentale per evitare discussioni a metà allenamento.
  • Rispettare i ritmi diversi non significa allenarsi separati, ma trovare un modo per farlo insieme.
  • Decidere a priori chi sarà il “motivatore” del giorno aiuta a gestire i momenti di stanchezza.
  • La vera vittoria è celebrare insieme i progressi, dal primo chilometro alla maratona (o al divano).

Allenarsi in coppia: la prova d’amore definitiva (o l’inizio della fine)

Diciamoci la verità: decidere di allenarsi con la persona con cui già si condividono il mutuo, le bollette e la scelta del gusto della pizza il sabato sera è un atto di coraggio che rasenta l’incoscienza. È un po’ come dire: “Sai, la nostra relazione è così solida che penso possa sopravvivere a te che mi vedi sudare come un cinghiale mentre cerco di tenere il tuo passo in salita”.

L’allenamento di coppia è un terreno minato, un meraviglioso campo di battaglia dove le dinamiche relazionali vengono amplificate dalla fatica. Improvvisamente, quel piccolo difetto che in casa trovi adorabile – tipo lasciare le cose in giro – si trasforma in una tragedia greca quando si tratta di preparare le borracce. Eppure, se fatto nel modo giusto, può diventare una delle esperienze più belle e fortificanti per un rapporto. Un po’ come montare un mobile dell’Ikea senza litigare: una leggenda metropolitana a cui vogliamo credere.

I tipi di coppia in allenamento: in quale vi riconoscete?

Prima di passare ai consigli di sopravvivenza, facciamo un piccolo gioco. Ogni coppia che si allena insieme, presto o tardi, si ritrova in una di queste categorie.

  • I competitivi: per loro ogni allenamento è una finale olimpica. Si sorridono, si dicono “amore, vai pure”, ma dentro stanno calcolando i parziali al secondo per umiliare l’altro sull’ultima ripetuta. Il loro motto è “ti amo, ma oggi ti distruggo”.
  • Il coach e l’allievo (spesso non richiesto): uno dei due ha letto tre articoli su un blog e si sente pronto per allenare la nazionale. Passa il tempo a correggere la postura, il ritmo, la respirazione e persino il modo in cui l’altro si allaccia le scarpe. L’allievo, di solito, sogna di usare la borraccia come arma contundente.
  • I chiacchieroni: per loro la corsa è solo una scusa per aggiornarsi sulla giornata, spettegolare sui vicini e pianificare le prossime vacanze. Il loro ritmo è dettato dalla capacità polmonare di sostenere una conversazione. Rallentano in salita non per la fatica, ma perché serve più fiato per raccontare l’ultimo aneddoto.
  • I sincronizzati: sono quasi mitologici. Corrono allo stesso passo, respirano all’unisono, si passano l’acqua con la grazia di due ballerini. Sono bellissimi da vedere, ma diciamocelo, un po’ inquietanti. Li guardi e ti chiedi se comunichino telepaticamente.

5 regole d’oro per non lasciarsi dopo il primo chilometro

Se ti sei riconosciuto in una delle descrizioni qui sopra e state pensando di appendere le scarpe al chiodo (o di cambiare partner), aspetta. Forse, con qualche piccolo accorgimento, la situazione si può salvare.

1. L’obiettivo di oggi lo decidiamo prima (e lo rispettiamo)

Sembra banale, ma è la base di tutto. Prima di uscire di casa, parlatevi. Oggi si fa un lento rigenerante o delle ripetute assassine? Si chiacchiera o si sta in silenzio a meditare sulla fatica? Deciderlo prima evita che uno dei due parta a razzo mentre l’altro si stava preparando psicologicamente per una passeggiata romantica. L’obiettivo deve essere uno e condiviso.

2. Se abbiamo ritmi diversi, non è un problema

È raro che due persone abbiano esattamente lo stesso passo. Invece di vivere la cosa come un dramma (“non mi aspetti mai!”), trasformatela in un’opportunità. Si può fare il riscaldamento e il defaticamento insieme, e poi dividersi per la parte centrale dell’allenamento, dandosi appuntamento a un punto preciso. Oppure, chi è più veloce può fare un allungo e tornare indietro, incrociando il partner. Si chiama “fartlek di coppia”, anche se il nome non è bellissimo.

3. Chi dei due è il “motivatore”?

In ogni coppia c’è chi ha più voglia di allenarsi e chi, quel giorno, preferirebbe rimanere sul divano a guardare una serie tv. Stabilite a turno chi ha il compito di motivare l’altro. Oggi lo fai tu, domani lo faccio io. Questo evita che ci sia sempre la stessa persona a trascinare l’altra, trasformando un momento di condivisione in un obbligo.

4. Il post-allenamento è sacro (e si fa insieme)

La parte migliore dell’allenamento è quando finisce. E quel momento va celebrato. Che sia una colazione abbondante, una doccia rilassante o semplicemente il piacere di spaparanzarsi sul divano lamentandosi dei dolori, fatelo insieme. È il momento in cui la fatica lascia spazio alla complicità e al rilascio di endorfine. E le endorfine, si sa, rendono tutti più amabili.

5. Celebrare i successi, anche quelli piccoli

Forse non correrete mai una maratona mano nella mano, ma magari siete riusciti a fare 5 chilometri senza litigare. È un successo! Avete migliorato il vostro tempo? Festeggiate. Siete semplicemente riusciti a uscire di casa anche se pioveva? Brindate (con un integratore, ovviamente). Imparare a riconoscere e celebrare i piccoli traguardi comuni è il vero segreto per rendere l’allenamento di coppia un’esperienza positiva.

Alla fine, la cosa più importante è tagliare il traguardo insieme

Allenarsi in coppia non è facile. Richiede pazienza, comunicazione e una buona dose di ironia. Ma se riuscite a trovare il vostro equilibrio, scoprirete che condividere la fatica, il sudore e la gioia di un obiettivo raggiunto è un collante potentissimo. Perché in fondo, non importa chi arriva primo. L’importante è arrivare al traguardo, guardarsi e pensare: “Ce l’abbiamo fatta. E siamo ancora insieme”. Che, di questi tempi, è già una vittoria.

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