Non ti convincerò a meditare dicendoti come si fa, ma svelandoti quanto ti cambi la vita, anche dove meno te l’aspetti. Spoiler: uno è il filtro anti-sclerata.
- Meditare non è una gara, non c’è un modo giusto per farlo e va bene così.
- A volte non riesce e non succede niente: anche un fallimento insegna a essere meno severi con se stessi.
- Scoprirai che la tua mente ha un tasto “pausa” che non sapevi di avere per fermare il criceto che corre nella ruota.
- Allenare l’attenzione ti permette di leggere più di due righe di fila senza controllare lo smartphone.
- Impari a creare un piccolo spazio tra un impulso e la reazione, evitando di perdere la pazienza per un nonnulla.
- I benefici non si esauriscono con la sessione, ma si diffondono in tutta la giornata, come un’onda buona.
Meditare ti sembra impossibile? Forse conoscere i benefici che ne puoi trarre potrebbe motivarti.
Non ti parlerò di come si medita, per quello puoi trovare tanti altri articoli qui su Runlovers. Non troverai la posizione del loto perfetta, né istruzioni su come svuotare la mente – impresa che, per quanto mi riguarda, è impossibile quanto far stare un elefante in una Smart. Ti parlerò solo della mia esperienza, che ormai è di qualche anno e che mi ha portato a vedere la meditazione come una piccola isola di silenzio e pace nella mia giornata, e non di certo come un noioso impegno. Prima di procedere ti dico anche che non sono un esperto, né un guru con la barba lunga. Sono solo uno che ci prova.
E provandoci, ho scoperto che la parte più interessante non è lo sforzo di sedersi immobili per venti minuti cercando di non pensare alla lista della spesa, ma quello che succede dopo. I benefici, quelli veri, non sono tanto nell’atto stesso, quanto negli effetti collaterali che si sprigionano, silenziosi e inaspettati, nella tua vita quotidiana. È un po’ come correre: non lo fai per la fatica del momento, ma per quella sensazione di onnipotenza che ti porti dietro per ore. Ecco, la meditazione fa qualcosa di simile, ma per il cervello.
Una piccola premessa
L’idea che ci sia un solo modo “giusto” per fare le cose ci frega quasi sempre. Ci mette addosso una pressione inutile, quella del voto, della performance. Con la meditazione, per fortuna, non funziona così. Anzi, la sua prima, grande lezione è proprio questa. Ognuno degli aspetti che seguono legati alla meditazione sono seguiti dal beneficio che ti procurano. Vedrai che ne resterai affascinato.
Scopri la bellezza del “va bene anche così”
All’inizio ti sembrerà di sbagliare tutto. La mente vaga, pensi a quella mail a cui non hai risposto, ti prude un ginocchio, il gatto decide che la tua testa è il posto perfetto per un agguato. E allora? Pace. Cerco di meditare ogni giorno e non sempre ci riesco. A volte la stanchezza vince, altre volte i pensieri sono un fiume in piena che mi travolge. Ho imparato che non succede assolutamente niente. Anzi, anche una meditazione “fallita” è una vittoria, perché ti insegna a mollare la presa, a non giudicarti, a dirti “oggi non va, domani è un altro giorno”. E di questi tempi, è una lezione preziosissima.
Beneficio: lascia andare, dai la giusta importanza alle cose, non essere troppo severo con te stesso, valuta quello che dipende da te e che puoi controllare e quello su cui non hai potere.
Trovi il tasto “pausa” del cervello
Uno dei tranelli mentali più potenti è credere che la nostra vita sia la somma infinita di impegni, scadenze e preoccupazioni. Un flusso ininterrotto che non si può fermare. Falso. Meditando, ho scoperto che la mente sa benissimo come prendersi una pausa. Non devi convincerla, devi solo dargliela. Per venti minuti, il mondo può aspettare. Le scadenze non si avvicinano, i problemi non si ingigantiscono. Esisti solo tu e, se ti va bene, la visualizzazione di un tempio sperduto tra colline al tramonto (la mia preferita, non ha pareti e una foresta di pilastri di legno, non chiedermi perché).
Beneficio: puoi prenderti una pausa, anche perché fermarsi e respirare è un ottimo modo per essere più coinvolti ed energici dopo. La produttività si misura in risultati, non in ore di lavoro.
Alleni il muscolo dell’attenzione
Viviamo nell’era della distrazione perenne. La nostra capacità di concentrazione è pari a quella di un pesce rosso sotto anfetamine. Meditare è come portare il cervello in palestra. All’inizio è una fatica immane tenere l’attenzione sul respiro per più di tre secondi, ma col tempo quel “muscolo” si rinforza. Te ne accorgi quando riesci finalmente a leggere un capitolo di un libro senza interromperti, o quando segui una conversazione senza che la mente parta per la tangente a pianificare la cena.
Beneficio: meditando impari quanto bello è il mono-tasking, che è anche l’unica possibilità che hai per fare davvero bene qualsiasi cosa. E anche il più breve. La meditazione ti impone gentilmente di dedicarle attenzione, di esserci in quel momento. Imparerai a farlo anche in molti altri momenti: mangiando, parlando con un’amica, ascoltando una canzone.
Installi un filtro anti-sclerata
Hai presente quel millisecondo che intercorre tra quando qualcuno ti taglia la strada e il momento in cui parte l’insulto? Ecco, la meditazione allarga quello spazio. Ti regala una frazione di secondo in più per scegliere. Invece di reagire d’impulso, puoi osservare l’impulso (la rabbia, la frustrazione) e decidere cosa farne. Non diventi un santo, ma forse eviti di urlare contro uno sconosciuto nel traffico. È una capacità da non sottovalutare, che magari ti evita pure risse con sconosciuti.
Beneficio: la meditazione ti cambia il rapporto che hai con le emozioni. Vederle e non giudicarle ti permette di mettere fra te e loro una salutare distanza, te le fa vedere meglio. Col tempo ti renderai conto che riesci a essere più riflessivo nelle reazioni, che non dici/pensi/fai la prima cosa che ti viene in mente. Ti prendi il tempo per ragionare e poi reagire con la necessaria calma. E ti eviti sbarellamenti nel frattempo.
Costruisci una certezza in un mondo di dubbi
Avere delle routine è fondamentale. La meditazione può diventare un appuntamento fisso con te stesso, un punto fermo nella giornata. È la manifestazione fisica di una promessa che ti fai: “qualunque cosa accada, mi prenderò questi venti minuti per me”. In un mondo che cambia continuamente e ci chiede di essere flessibili fino a spezzarci, avere questa piccola, solida certezza è incredibilmente rassicurante. È disciplina, e la disciplina non ha mai fatto danni.
Beneficio: acquisisci una solida disciplina. Ed è solo l’inizio. Integrando un’attività come la meditazione non semplice come è guardare la televisione, ma quando capisci il bene che ti fai inizierai a ricercarla, e scoprirai che è meglio voler fare altre cose che ti fanno stare bene. Alla fine insomma sposti la tua dieta mentale da ciò che ti eccita e che sposta il tuo equilibrio emotivo verso ciò che ti appaga e ti fa stare bene.
L’effetto benefico dura tutto il giorno
La cosa più sorprendente è che la calma che conquisti in quei venti minuti non svanisce appena riapri gli occhi. Si diluisce nel resto della giornata. Te ne accorgi quando riesci a gestire con un distacco quasi zen una discussione che normalmente ti avrebbe fatto perdere le staffe, o quando trovi un parcheggio al primo colpo e pensi che l’universo ti stia sorridendo. Si tratta di una sorta di “vibrazione” positiva che ti porti dietro, che ti rende più lucido, centrato e, in definitiva, più capace di affrontare le piccole e grandi tempeste quotidiane.
Meditare ti migliora la vita, non solo lo spirito
Alla fine, la meditazione non è un’attività mistica riservata a pochi eletti. È un allenamento. Come quando corri per preparare una maratona, mediti per preparare la tua mente ad essere un posto migliore in cui abitare. Non ti trasforma in un’altra persona, ma ti aiuta a diventare la versione migliore di te stesso: quella che non si lascia sopraffare dall’ansia, che sa quando è il momento di fermarsi e che ha capito che, in fondo, la maggior parte delle cose per cui ci affanniamo non contano poi così tanto. E scusa se è poco.




