“Ho mangiato troppo? O forse troppo poco?”
È una domanda che, se corri da un po’, ti sarai fatto almeno una volta. O anche tutte le volte. Perché – diciamolo – l’energia con cui parti non dipende solo da quanto hai dormito o dal tipo di allenamento: dipende anche da cosa (e se) hai mangiato prima. Così, in un raro momento di lucidità mista a spirito scientifico, ho deciso di farmi da cavia: tre uscite, tre approcci diversi. Digiuno. Colazione completa. E un gel energetico. Stessa distanza, stesso percorso, stesso equipaggiamento, stessa ora del giorno (per essere precisi: 2 Km di riscaldamento + 8 Km di corsa, con partenza alle 7:30, ritmo 50% in zona 2 e 50% in zona 3, temperatura sui 14°C, dopo circa 7 ore di sonno).
Spoiler: nessuna delle tre è stata una tragedia. Ma neanche una passeggiata.
1. Correre a digiuno
Se ti piace il minimalismo, questa è l’opzione più radicale.
Sveglia, scarpe, via. Senza nemmeno un sorso di caffè.
La sensazione:
I primi due chilometri sono leggeri, quasi euforici. Poi, dal terzo in poi, il motore inizia a tossicchiare. La testa è lucida, ma le gambe chiedono il conto. Il respiro resta sotto controllo, ma la percezione dello sforzo aumenta. È come se stessi tirando fuori energia da una cantina chiusa a chiave: ce n’è, ma non arriva subito.
Il tempo finale?
Nella media. Ma con uno strano senso di vuoto (non solo metaforico) che mi ha fatto cercare cibo come un bradipo affamato appena tornato a casa.
Cosa dice la scienza:
Correre a digiuno (a ritmi blandi) aumenta l’utilizzo dei grassi come fonte energetica. È un approccio utile per allenare l’efficienza metabolica, ma può ridurre la performance, soprattutto se la corsa è lunga o intensa. E può aumentare il rischio di catabolismo muscolare.
Pro:
- Utile per allenamenti leggeri o lenti
- Aiuta a “educare” il corpo a usare i grassi
Contro:
- Rischio di calo energetico improvviso
- Poco adatto a lavori intensi o lunghi
- Può aumentare la percezione dello sforzo
2. Correre dopo una colazione completa
La colazione era classica: fiocchi d’avena, banana, caffè, una manciata di mandorle. Circa 350 Kcal. Poi, un’ora di attesa.
La sensazione:
Partenza tranquilla, gambe toniche, respiro pieno. Dal terzo chilometro in poi, tutto molto stabile. La testa è focalizzata e il corpo sembra pieno di “benzina verde, qualità superiore”. Zero fame a fine corsa e recupero veloce.
Il tempo?
Leggermente migliore rispetto alle altre due. Ma la cosa più interessante è che il passo è stato costante e la fatica percepita più bassa.
Cosa dice la scienza:
Una colazione equilibrata migliora la disponibilità di glicogeno muscolare ed epatico, riduce la percezione dello sforzo e sostiene la performance. Attenzione solo al timing: partire troppo presto dopo aver mangiato può compromettere la digestione e aumentare il rischio di crampi o nausea.
Pro:
- Energia stabile e duratura
- Migliore performance nei lavori medi o lunghi
- Recupero facilitato
Contro:
- Servono almeno 45-60 minuti di attesa
- Non tutti digeriscono allo stesso modo
- Poco adatto se hai i minuti contati
3. Correre dopo un gel energetico
Quindici minuti prima della partenza: un gel da 25g di carboidrati, gusto agrumi. Nessun’altra assunzione.
La sensazione:
Partenza immediata con buona reattività. La spinta c’è, ma la durata è limitata. Passando in zona 3, la spia del “serbatoio” inizia a lampeggiare. Negli ultimi due chilometri ho tenuto botta più con la forza di volontà che con l’energia residua.
Il tempo?
Appena sotto quello a digiuno, ma più alto rispetto alla colazione completa. Recupero un po’ più lento, con fame importante nel post-corsa.
Cosa dice la scienza:
I gel forniscono carboidrati a rapido assorbimento e sono ideali per un boost pre-gara o durante allenamenti lunghi. Da soli, però, non bastano a sostenere performance prolungate, soprattutto a stomaco vuoto. E possono dare fastidi gastrointestinali se non accompagnati da acqua.
Pro:
- Facile e veloce da gestire
- Energia immediata
- Perfetto se hai poco tempo
Contro:
- Durata limitata dell’effetto
- Possibile “crash” glicemico
- Poco saziante
Quindi: qual è la strategia migliore?
Spoiler 2: non esiste una strategia migliore. Esiste la tua.
Dipende da cosa cerchi: allenare il metabolismo? Stare leggero? Spingere al massimo? A che ora corri? Quanto tempo hai? E soprattutto: come reagisce il tuo corpo?
L’esperimento non pretende di essere universale, ma può darti un’idea chiara:
- A digiuno funziona se vuoi tenere il passo lento e allenare l’efficienza.
- Con colazione completa è il top per performance e stabilità.
- Con un gel è un compromesso da usare con criterio.
Alla fine, correre è anche questo: ascoltarsi. Capire cosa ti fa stare meglio. E poi, magari, provarci anche la volta dopo. O la volta dopo ancora.
Dopotutto, non si tratta solo di andare veloci. Ma di sapere come ci si arriva.


