Trovare un running club è un po’ come il primo giorno di scuola: eccitante, ma con quella fastidiosa sensazione di “e se poi nessuno vuole fare amicizia con me?”.
- Superare la paura: l’ansia da prestazione prima di unirsi a un gruppo è normale (e superabile).
- Capisci cosa cerchi: gruppi competitivi (performance) o sociali (divertimento)? Sii onesto con te stesso.
- Dove cercare: negozi specializzati, social media (Instagram, Facebook) e app (Strava) sono i canali principali.
- Fai le domande giuste: chiedi sempre ritmo medio, livelli, e se ci sono costi nascosti (tipo la cena sociale obbligatoria).
- Il “test drive”: valuta l’accoglienza e se qualcuno si assicura che nessuno resti indietro (la famosa regola “no drop”).
- Trova la tua “tribù”: l’obiettivo non è solo correre, ma condividere la fatica (e spesso, la birra post-corsa).
Vorresti correre in gruppo ma non sai da dove iniziare (o hai paura di non essere all’altezza)?
La corsa è, per sua natura, uno sport meravigliosamente solitario. Tu, le tue scarpe, la strada. Eppure, siamo animali sociali. Ci piace condividere, perfino la fatica. Anzi, forse soprattutto la fatica.
L’idea di unirsi a un gruppo di corsa piace a molti, ma è spesso frenata da un catalogo di paure degno di un film horror: “E se sono troppo lento?”, “E se quelli parlano solo di personal best e io al massimo ho il record di pizzette mangiate?”, “E se mi lasciano indietro al primo cavalcavia e devo tornare a casa da solo fingendo di fare stretching?”.
Sono paure lecite. Entrare in un gruppo già coeso può intimidire. Ma la verità è che là fuori c’è un gruppo per chiunque. C’è il gruppo che si scalda per 10 km e quello che considera 10 km un lungo. C’è il gruppo che cronometra anche la pausa bagno e quello che si ferma a fare foto al gattino sul muretto.
Il punto non è “essere all’altezza”, ma trovare l’altezza giusta per te.
Non tutti i gruppi sono uguali: capisci cosa cerchi davvero (competizione, divertimento, supporto?)
Prima di lanciare un appello disperato sui social, fermati un attimo a riflettere. Cosa stai cercando davvero?
I gruppi di corsa non sono un monolite. C’è un intero ecosistema là fuori. Ci sono i gruppi sportivi affiliati (Fidal & Co.), spesso orientati alla performance, con tesseramenti, allenatori e un calendario gare. Se vuoi abbassare i tuoi tempi e hai uno spirito competitivo, sono perfetti.
Poi ci sono le crew, un fenomeno più recente, spesso nate in contesti urbani. L’atmosfera è più informale, l’identità visiva (la maglietta, il logo) è forte, e l’aspetto sociale è tanto importante quanto la corsa. Si corre forte, ma spesso il “terzo tempo” (la birra, il caffè) è sacro.
Infine, ci sono i gruppi sociali/amatoriali. Non hanno velleità agonistiche. L’obiettivo è stare insieme, fare due chiacchiere correndo, supportarsi a vicenda e magari preparare una 10 km di paese per avere la scusa di mangiare al pasta party.
Non c’è una scelta giusta o sbagliata. C’è solo quella che fa per te. Se ti iscrivi a un gruppo da “coltello tra i denti” quando tu vuoi solo chiacchierare, durerai quanto un ghiacciolo ad agosto.
Dove trovare la tua “tribù”: i canali per scovare i running club nella tua zona
Ok, hai deciso. Vuoi provarci. Ma dove si nascondono questi branchi di runner?
- I negozi specializzati: sono il cuore pulsante della community. Entra, compra (o anche no), e chiedi al proprietario. Conoscono tutti. Spesso sono loro stessi a organizzare uscite settimanali, divise per livelli. È il punto di partenza più sicuro.
- I social media: sembra banale, ma Instagram e Facebook sono potentissimi. Cerca hashtag come #[nomecittà]running, #[nomecittà]runner, o “running crew [tua città]”. Guarda le foto: ti sembra gente con cui andresti a bere una birra? È già un buon indizio.
- Le app: Strava ha una funzione “Club” dove puoi cercare per zona. Molti gruppi la usano per organizzare le uscite. Anche le app dei grandi brand (come Adidas Runners, per esempio) aggregano community molto attive nelle principali città.
- Il passaparola: vedi qualcuno correre sempre alla tua stessa ora con una maglietta di un gruppo? Chiedi. Nella peggiore delle ipotesi ti guarderà male perché lo hai rallentato, nella migliore avrai trovato i tuoi nuovi compagni di avventura.
Le domande giuste da fare prima di presentarti al primo allenamento
Hai trovato un gruppo che sembra interessante. Li hai contattati su Instagram. Ora è il momento di fare qualche domanda chiave prima di presentarti in calzoncini e speranze. Non è un interrogatorio, è solo per evitare di perdere tempo (tuo e loro).
- “Qual è il ritmo medio delle uscite di gruppo?”: questa è la domanda fondamentale. Se ti dicono “5:00 min/km” e tu viaggi a 6:30, forse non è il gruppo “social” che fa per te. Cerca gruppi che specifichino “ritmo tranquillo”, “corsa in chiacchiera” o che abbiano…
- “Ci sono diversi gruppi di livello?”: le realtà più strutturate hanno spesso diversi “pacemaker” o guide per ritmi differenti (es. un gruppo a 5:30, uno a 6:00, uno a 6:30). Questa è la soluzione ideale.
- “C’è un costo?”: alcuni club richiedono un tesseramento (per copertura assicurativa o per pagare un coach), altri sono totalmente gratuiti. Meglio saperlo prima.
- “Le uscite sono strutturate (ripetute, ecc.) o solo corsa facile?”: serve a capire se ti stai unendo a un allenamento o a una corsa di piacere.
Il “test drive”: come capire se un gruppo fa davvero per te
Sei sopravvissuto alle domande. È il momento del “test drive”. La prima uscita.
Vai senza ansia da prestazione. Stai solo guardando. E mentre corri (o arranchi), osserva:
- L’accoglienza: qualcuno ti si presenta? Ti chiedono il tuo nome? O sei trasparente? Un buon gruppo ha un “responsabile” (formale o informale) che fa sentire i nuovi a proprio agio.
- La gestione del ritmo: se è un gruppo sociale, la regola d’oro è “no drop” (non si lascia indietro nessuno). Qualcuno si affianca a te che sei nuovo? Il gruppo davanti rallenta ai bivi per aspettare gli ultimi? Se vedi che i primi accelerano e se ne fregano, forse l’anima “social” è solo di facciata.
- Il “vibe”: Di cosa parlano? Solo di gare, scarpe e tempi? O anche di lavoro, film, o del fatto che non vedono l’ora di arrivare al bar? Cerca di capire se l’atmosfera è quella che cerchi.
- Il post-corsa: È qui che si vede la vera natura del gruppo. Si disperdono tutti appena fermato il Garmin? O c’è il rito del caffè, della colazione o della birra? Il “terzo tempo” è spesso la parte migliore.
Correre insieme è bello, ma solo se trovi le persone giuste
Non avere fretta. Trovare il gruppo giusto è come trovare un paio di scarpe comode: potresti doverne provare qualcuno prima di trovare quello che calza a pennello.
Non scoraggiarti se la prima esperienza è negativa. Non tutti i gruppi vanno bene per tutti. Correre in compagnia può trasformare la fatica in divertimento, farti scoprire nuovi percorsi e, soprattutto, farti conoscere persone che capiscono perfettamente perché alle sei del mattino di domenica sei in piedi a sudare invece che a letto.
Non stai cercando solo compagni di allenamento. Stai cercando la tua “tribù”. E vale la pena cercarla.


