La corsa lenta rigenerante: perché è l’allenamento più importante (anche se non senti fatica)

Rallenta. Stai per scoprire lo strumento per diventare un runner più forte e resistente.

La corsa lenta (Zona 2) è l’allenamento più importante perché costruisce la base aerobica fondamentale (mitocondri e capillari) e migliora l’efficienza nell’uso dei grassi, permettendoti di correre più a lungo, recuperare meglio e prevenire infortuni, anche se non senti una grande fatica.

  • Correre la maggior parte del tempo a un ritmo “medio-veloce” è un errore che porta a stanchezza cronica e plateau di performance.
  • La corsa veramente lenta (Zona 1-2 di frequenza cardiaca, RPE 3-4) è la chiave per costruire le fondamenta fisiologiche della resistenza.
  • Benefici Scientifici: Aumenta il numero di mitocondri (le centrali energetiche delle cellule), sviluppa la rete capillare (che porta ossigeno ai muscoli) e insegna al corpo a bruciare i grassi in modo efficiente.
  • È un allenamento a basso impatto che riduce lo stress su articolazioni e tendini, permettendo di aumentare il volume totale in sicurezza e facilitando il recupero.
  • Il ritmo giusto è quello del “talk test”: devi poter sostenere una conversazione senza affanno.
  • La regola dell’80/20 (80% allenamenti lenti, 20% intensi) è il modello seguito dagli atleti d’élite per massimizzare i risultati.

Corri sempre forte per migliorare? Stai probabilmente commettendo l’errore più grande

C’è un malinteso diffuso nel mondo del running amatoriale, un’equazione apparentemente logica ma profondamente sbagliata: per andare più forte, devo sempre correre forte. Quindi cosa facciamo? Usciamo per la nostra corsetta quotidiana e ci assestiamo su quel ritmo “svelto” che ci fa sentire bravi, che ci fa sudare, che ci fa credere che stiamo facendo un lavoro produttivo. Ogni uscita diventa una piccola sfida contro il cronometro o contro noi stessi.

Il risultato? Spesso ci sentiamo cronicamente stanchi, i miglioramenti rallentano fino a fermarsi (il temuto plateau) e il rischio di infortuni aumenta. Perché? Perché stiamo trascurando l’allenamento più importante di tutti. Quello che non ti regala l’adrenalina delle ripetute, quello che, a dirla tutta, all’inizio può sembrare persino noioso: la corsa lenta.

La magia della Zona 2: cosa succede al tuo corpo quando corri piano

Quando corri a un’intensità veramente bassa – quella che ti permette di chiacchierare senza problemi, tecnicamente definita come Zona 1 o Zona 2 di frequenza cardiaca – il tuo corpo non sta “riposando”. Sta facendo un lavoro quasi impercettibile e fondamentale, che nessun allenamento ad alta intensità può replicare.

Costruire le fondamenta: mitocondri e capillari

Pensa ai tuoi muscoli come a una città. Per funzionare bene, ha bisogno di due cose: tante centrali energetiche e una rete stradale efficiente per portare il carburante. Portiamo adesso la metafora nel nostro corpo:

  • Mitocondri (le centrali): Sono organelli microscopici all’interno delle cellule muscolari che producono energia usando l’ossigeno. La corsa lenta è lo stimolo principale per aumentarne il numero e la dimensione. Più mitocondri hai, più energia aerobica (quella che ti serve per resistere a lungo) puoi produrre.
  • Capillari (la rete stradale): Sono i vasi sanguigni più piccoli, quelli che consegnano l’ossigeno direttamente alle fibre muscolari. Correre piano stimola la capillarizzazione, ovvero la creazione di nuovi capillari. Più capillari hai, più ossigeno arriva ai tuoi muscoli, più a lungo puoi sostenere lo sforzo.

Imparare a bruciare i grassi: l’efficienza energetica

Il nostro corpo ha due serbatoi principali: quello piccolo e prezioso dei carboidrati (glicogeno) e quello enorme dei grassi. La corsa ad alta intensità brucia principalmente carboidrati. La corsa lenta, invece, insegna al tuo corpo a diventare incredibilmente efficiente nell’attingere alle riserve di grassi per produrre energia. Questo ha due vantaggi notevoli: risparmi il glicogeno per i momenti in cui ti serve davvero (come la parte finale di una gara) e aumenti la tua capacità di correre per ore senza “andare in crisi di fame”. Praticamente stai trasformando il tuo corpo in un motore ibrido super efficiente.

Correre di più, infortunarsi di meno: il potere del basso impatto

Correre è un’attività ad alto impatto. Ogni passo genera stress su articolazioni, tendini e ossa. Correre sempre forte moltiplica questo stress. Correre piano lo riduce drasticamente. Questo ti permette di:

  • Aumentare il volume totale: Puoi correre più chilometri a settimana con un rischio di infortuni molto più basso. E il volume è uno dei fattori chiave per migliorare la resistenza.
  • Recuperare meglio: Una corsa lenta non crea ulteriore stress, anzi. Aumenta il flusso sanguigno ai muscoli (come un recupero attivo), aiutandoli a ripararsi dopo gli allenamenti intensi e preparandoti per la sessione successiva.

Come capire se stai correndo davvero “lento”: il talk test e la frequenza cardiaca

Ma quanto “lento” è lento? Dimentica il passo al chilometro del tuo amico o dell’atleta élite. Il ritmo giusto è assolutamente personale. I due metodi migliori per trovarlo sono:

  1. Il Talk Test: È il sistema più semplice e infallibile. Mentre corri, dovresti essere in grado di sostenere una conversazione completa, parlando in frasi lunghe, senza ansimare. Se riesci a dire solo poche parole tra un respiro e l’altro, stai andando troppo forte. Se potresti cantare, forse stai andando un po’ troppo piano (ma è meglio troppo piano che troppo forte!).
  2. La Frequenza Cardiaca: Se usi un cardiofrequenzimetro, la corsa lenta corrisponde generalmente alla Zona 1 (60-70% della FCMax) e alla Zona 2 (70-80% della FCMax). La maggior parte del tuo tempo “lento” dovrebbe essere trascorsa in Z2. Usa le tue zone cardiache personalizzate per guidarti.

Quanta corsa lenta fare? La regola dell’80/20 (e perché funziona)

Questa potrebbe essere la parte che ti stupisce di più. Quanto del tuo allenamento settimanale dovrebbe essere dedicato alla corsa lenta? La risposta, supportata da decenni di studi sugli atleti d’élite, è: la stragrande maggioranza.

Il modello di allenamento più efficace è quello polarizzato, riassunto spesso nella regola dell’80/20:

  • 80% del tuo tempo/chilometraggio settimanale dovrebbe essere corso a intensità bassa (Z1-Z2).
  • Il restante 20% dovrebbe essere dedicato all’alta intensità (Z4-Z5: ripetute, gare).

La Zona 3, quella della “fatica moderata” in cui molti amatori passano la maggior parte del tempo, andrebbe limitata. Perché? Perché non è abbastanza lenta per dare i massimi benefici aerobici e non è abbastanza veloce per dare i massimi benefici anaerobici. È una “terra di nessuno”, un limbo che crea molta fatica ma pochi adattamenti specifici.

Rallenta per andare più forte: non è un paradosso, è scienza

Aderire al club della corsa lenta richiede un cambio di mentalità. Richiede di mettere da parte l’ego, di smettere di confrontare il proprio passo con quello degli altri e di fidarsi del processo. All’inizio ti sembrerà strano, forse persino controproducente. Ma settimana dopo settimana, sentirai la differenza.

Le tue corse veloci diventeranno più brillanti, perché avrai una base aerobica più solida su cui appoggiarle. Recupererai più in fretta tra un allenamento e l’altro. E, soprattutto, riscoprirai il piacere di correre senza l’assillo costante della fatica, godendoti il paesaggio, i tuoi pensieri o la chiacchierata con un amico.

Rallentare non è un segno di debolezza. È la scelta di chi ha capito come funziona il proprio corpo. È l’investimento più sicuro per una carriera da runner lunga, felice e piena di soddisfazioni.

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