Il galateo del runner: le 10 regole non scritte per convivere pacificamente su strada e sentieri

Dallo sputo "artistico" alla gestione dei rifiuti dei gel, passando per il sorpasso silenzioso. Una guida ironica e utile alle buone maniere che ogni corridore dovrebbe conoscere per convivere pacificamente su strade, parchi e sentieri

Forse non vincerai la maratona, ma puoi vincere il premio per il corridore con cui tutti vorrebbero allenarsi. Ecco le regole non scritte per riuscirci.

  • Tieni la destra: come in autostrada, è la regola base della sopravvivenza. La corsia di sorpasso è l’altra.
  • Un saluto non costa nulla: un cenno del capo o un gesto della mano rafforza il senso di community. Siamo della stessa tribù.
  • Non siamo un muro umano: correre in gruppo è bellissimo, ma occupare l’intero marciapiede in cinque affiancati un po’ meno.
  • Lo sputo “artistico”: prima di liberare le vie aeree, accertati che non ci sia nessuno nella tua scia. Il vento non è sempre tuo amico.
  • Le cartacce dei gel non sono coriandoli: le tasche dei pantaloncini hanno una funzione. Usale.
  • Il sorpasso gentile: avvisa chi ti precede con un “passo a sinistra” o un colpo di tosse. Eviterai di far prendere un infarto a qualcuno.

Corriamo tutti per la stessa passione: cerchiamo di non odiarci a vicenda

La corsa è libertà, anarchia, il nostro momento di evasione dal mondo e dagli impegni. Non ci sono arbitri, non ci sono cartellini gialli e, a parte qualche gara, nessuno ci dice cosa fare. Eppure, proprio perché siamo tanti a condividere questa passione su strade, parchi e sentieri, esiste un codice non scritto. Una specie di Costituzione non ufficiale del runner, basata su una sola, grande idea: il rispetto reciproco.

È un’anarchia organizzata, un caos calmo in cui la libertà di ognuno di noi finisce dove inizia lo spazio vitale (e la pazienza) dell’altro. Perché se è vero che corriamo per stare bene con noi stessi, parte di questo benessere deriva dal non trasformare il nostro allenamento in un percorso a ostacoli fatto di altri esseri umani. Pensaci: siamo una tribù che condivide fatica e soddisfazioni. Tanto vale farlo andando d’accordo.

Il decalogo del runner educato: 10 regole per un mondo migliore (almeno al parco)

Ecco quindi un piccolo prontuario di galateo, un decalogo semiserio per rendere la convivenza più facile e la nostra corsa, e quella degli altri, un’esperienza migliore.

1. Tieni la destra, sempre

Sembra banale come dire a un bambino di non mettere le dita nella presa della corrente, eppure è la base di tutto. Come in autostrada, si tiene la destra per lasciare che i missili terra-aria che fanno le ripetute ci sorpassino a sinistra. È una regola semplice che previene collisioni, imprecazioni e sguardi di fuoco.

2. Il saluto: un piccolo gesto che fa la differenza

Non devi fermarti a chiedere come sta la zia, basta un cenno del capo, un sorriso tirato dalla fatica o un gesto con la mano. Salutare un altro runner è un modo per dire “ti vedo, siamo sulla stessa barca, teniamo duro”. È un piccolo rituale che ci fa sentire parte di qualcosa, una community di gente un po’ folle che sceglie di sudare per divertirsi.

3. Il gruppo: non siamo un plotone

Correre in compagnia è una delle cose più belle. Peccato che a volte ci si dimentichi di non essere da soli al mondo. Se siete in cinque, evitate di correre affiancati occupando l’intero marciapiede o la ciclabile. Diventate un muro umano invalicabile, costringendo chiunque incrociate a fare lo slalom tra i pali della luce o a buttarsi in strada. Mettetevi in fila indiana, o al massimo in coppia.

4. Lo sputo artistico: guarda prima di agire

Succede. La fatica, il muco, la necessità primordiale di liberare le vie respiratorie. È comprensibile. Quello che è meno comprensibile è farlo senza curarsi di chi sta correndo dietro. Prima di esibirti nel tuo miglior getto liberatorio, un’occhiata alle spalle può salvare l’onore (e la maglietta) di chi ti segue. Il vento, ricorda, non è sempre tuo amico. E impara il concetto di sopra e sottovento (specie se non vuoi che tutto ti ritorni indietro – consiglio: mai sputare controvento)

5. I rifiuti: le tasche esistono per un motivo

La bustina del gel vuota, l’involucro della barretta, la bottiglietta d’acqua. Sembrano piccoli oggetti innocui, ma trasformano i nostri percorsi preferiti in una discarica a cielo aperto. Le tasche dei pantaloncini o del gilet da trail non sono un optional di bellezza: usale per riportare a casa i tuoi rifiuti. Il karma (e l’ambiente) ringrazierà.

6. Il sorpasso silenzioso

Sei nel tuo mondo, concentrato sul respiro, e all’improvviso ti senti sfiorare da un’ombra che ti supera a velocità doppia senza emettere un suono. L’effetto è quello di un film horror. Quando sorpassi qualcuno, soprattutto se ha le cuffie, un leggero “permesso” o “passo a sinistra” è un gesto di cortesia che evita infarti e gesti scaramantici.

7. Volume a palla? No, grazie

La musica è la compagna di allenamento di molti, ma ricorda che le orecchie ti servono anche per sentire quello che ti succede intorno: una bici che arriva, un’auto, un altro runner che cerca di superarti. Usa le cuffie a conduzione ossea o tieni il volume a un livello che ti permetta di non isolarti completamente dal mondo. Se non stai cercando di vivere l’esperienza di ascolto più esoterica del mondo – e se stai correndo, non puoi averla – usa anche solo un auricolare; specie se stai ascoltando un podcast, è più che sufficiente e non sarai isolato dall’ambiente sonoro circostante. E per favore, non cantare a squarciagola.

8. L’automobilista gentile esiste: ringrazialo

A volte capita il miracolo: un’auto si ferma per farti attraversare sulle strisce, anche se non sarebbe obbligata. Invece di tirare dritto con l’aria di chi ha appena conquistato il mondo, alza una mano in segno di ringraziamento. È un piccolo gesto che migliora la giornata a entrambi e contribuisce a smontare l’idea che runner e automobilisti debbano odiarsi per definizione.

9. La strada è di tutti

Non ci siamo solo noi. Ci sono persone che passeggiano, bambini in bicicletta, anziani, cani al guinzaglio. Rallenta quando incroci un passeggino, allarga la traiettoria quando vedi un cane e non pretendere che il mondo si fermi al tuo passaggio. Siamo noi gli ospiti veloci nel loro mondo più lento.

10. Il traguardo non è un muro

Hai finito la tua gara, sei distrutto, euforico. La tentazione è quella di fermarsi due centimetri dopo la linea del traguardo per piegarti sulle ginocchia e ringraziare tutti i santi del paradiso. Non farlo. Continua a camminare per qualche metro, spostati di lato e lascia spazio a chi sta arrivando dopo di te. Eviterai di creare un ingorgo e di essere travolto da gente tanto stanca quanto te.

Essere un runner migliore significa anche essere una persona migliore

Alla fine, tutte queste regole si possono riassumere in una sola: usa il buon senso. Pensa agli altri come vorresti che gli altri pensassero a te. La corsa è uno sport individuale che pratichiamo in uno spazio collettivo. Rispettare questo spazio e chi lo condivide con noi non ci farà correre più forte, ma renderà ogni nostra uscita un’esperienza un po’ più civile e, perché no, un po’ più felice.

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9 Commenti

  1. A prescindere che uno stia correndo o camminando, da codice della strada l’automobile è obbligata a lasciar passare i pedoni sulle strisce ;)

    • Sì, ma non tutti purtroppo lo rispettano, quindi meglio non dover ribadire che esiste la legge da un letto di ortopedia :(

    • Certo, ma sempre meglio essere cauti, specie perché non tutti le rispettano. Comunque vale la regola del guardarsi in giro e del rendersi il più possibile visibili.

  2. Ritengo molto utile questo piccolo decalogo . Certe cose si sanno già . Ma le diamo per scontate.
    Grazie per i consigli .
    Buone corse a tutti 😉🔥

  3. Credo che il suggerimento di tenere la destra sia valido solo all’interno di un parco. Quando si corre per strada è FONDAMENTALE CORRERE A SINISTRA della carreggiata in modo da avere i veicoli che ti vengono di fronte ed avere la possibilità di poterli evitare nel caso che qualcuno guidi in modo sconsiderato. Io personalmente ho avuto ben 3 volte la vita salva grazie ad essermi gettato a bordo strada. Se fossi stato a destra forse non sarei qui a scrivere…

    • Hai ragione: vale nei parchi e nelle piste di atletica, dove è anche opportuno segnalare a voce se si ha intenzione di superare. Per strada è sempre meglio in contromano, ovviamente solo se si corre sul ciglio della strada. Su marciapiede vale il senso che si preferisce. Grazie della precisazione!

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