- La “carne” vegetale ha generalmente meno grassi saturi e più fibre rispetto a quella animale, ma essendo un prodotto ultraprocessato, contiene spesso elevate quantità di sodio e altri additivi.
- Gli effetti sulla salute dei sostituti della carne sono ancora poco chiari e servono più ricerche e studi per confermare il loro reale impatto a lungo termine.
- Sebbene la carne vegetale possa essere una valida alternativa, la scelta più salutare rimane quella delle proteine vegetali semplici, come legumi, tofu e tempeh.
Le alternative alla carne sono ormai facilmente reperibili sia nei supermercati che nei locali, che offrono nei loro menu panini farciti con burger dalle sembianze sempre più simili a quelle di un hamburger in “carne ed ossa” ma dall’animo green. Questi prodotti, immessi sul mercato da aziende come Beyond Meat e Unconventional per citarne un paio, sono realizzati con ingredienti vegetali come soia e piselli. Il “problema” è che gli ingredienti iniziali vengono poi altamente processati per ottenerne il prodotto finale, sollevando dubbi sulla loro reale salubrità. Mentre è ormai risaputo che il consumo di carne, specialmente quella rossa, è associato all’aumento di tutta una serie di problematiche legate alla salute, nostra e dell’ambiente, l’effetto a lungo termine dei sostituti della carne sulla salute è ancora oggetto di numerosi studi.
Carne vegetale e valori nutrizionali
I valori nutrizionali dei prodotti a base vegetale possono variare da marca a marca, ma emergono alcune tendenze: rispetto alla carne “vera”, questi alimenti hanno generalmente meno grassi saturi, che sono collegati a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Ad esempio, un hamburger di manzo con l’85% di carne magra contiene circa 6,5 grammi di grassi saturi, mentre un Beyond Burger, 100% vegetale, ne ha solo due. Tuttavia, non tutti i prodotti vegetali sono uguali e questo valore può variare anche di molto.
Sul fronte delle proteine la differenza è minima: un hamburger di manzo da circa 113 grammi fornisce 21 grammi di proteine, mentre le alternative vegetali si aggirano tra i 19 e i 21 grammi. Un vantaggio della carne vegetale è la presenza di fibre, nutrienti fondamentali per la salute metabolica e cardiovascolare, assenti nella carne “vera”.
Una nota negativa è il contenuto di sodio, generalmente più alto rispetto alla carne fresca e non lavorata. Alcuni produttori stanno cercando di ridurre il sodio e i grassi saturi nei loro prodotti, ad esempio sostituendo l’olio di cocco con quello di avocado.
Quali sono gli effetti sulla salute?
Gli studi sugli effetti della carne vegetale sulla salute sono ancora pochi e con risultati contrastanti. Una ricerca condotta nel 2024 a Singapore su 82 persone ha mostrato che non c’erano differenze significative tra chi consumava carne “vera” e chi assumeva prodotti a base vegetale.
Un altro studio del 2020, finanziato da Beyond Meat, ha invece evidenziato alcuni benefici: dopo due mesi di consumo di “carne” vegetale, i partecipanti avevano livelli di colesterolo più bassi e un lieve calo di peso rispetto al periodo in cui mangiavano carne animale. Tuttavia, la credibilità di studi finanziati dalla stessa industria produttrice può essere messa facilmente in discussione, per cui servono ricerche più indipendenti e su larga scala per ottenere dati più affidabili.
Il problema degli alimenti ultraprocessati
Uno dei principali dubbi sulla carne vegetale riguarda il fatto che rientra nella categoria degli alimenti ultraprocessati. Questi prodotti sono spesso associati a un maggiore rischio di malattie metaboliche, ma non è ancora chiaro se tutti gli alimenti ultraprocessati abbiano lo stesso impatto negativo. Secondo alcuni esperti, le “carni” vegetali non sarebbero tra gli alimenti più preoccupanti, specialmente se confrontate con bevande zuccherate, carni lavorate e salumi.
Una buona alternativa, ma non la migliore
Se si vuole ridurre il consumo di carne senza rinunciare completamente a quel sapore e a quella consistenza, i sostituti vegetali possono essere una buona soluzione, a patto che vengano consumati con moderazione. Potrebbero offrire alcuni benefici per la salute e sono sicuramente migliori per la salvaguardia dell’ambiente.
Tuttavia, la scelta più salutare rimane quella di orientarsi verso fonti di proteine vegetali semplici e meno processate, come legumi, tofu, tempeh e seitan. Piuttosto che la carne rossa e lavorata anche il pesce e il pollo, o la carne bianca in generale, possono essere alternative migliori.


