- L’attività fisica, come la corsa, aiuta a gestire l’ansia grazie al rilascio di endorfine, sostanze naturali che promuovono benessere e calma mentale.
- Questo effetto non è una suggestione, ma una risposta biologica del corpo che contribuisce a riequilibrare il sistema nervoso e a schiarire la mente.
- Integrare regolarmente il movimento nella quotidianità, anche con brevi sessioni e senza pressioni, offre uno strumento semplice ed efficace per gestire lo stress.
Io l’ho vissuto sulla mia pelle e una delle cose più belle della corsa — e in generale dell’attività fisica — è quanto aiuti a gestire l’ansia. Non parlo solo di benessere fisico, ma proprio di equilibrio mentale. Perché quando ti muovi, nel corpo succedono un sacco di cose. E una delle più importanti è il rilascio di endorfine.
Le endorfine sono delle sostanze che il nostro corpo produce naturalmente successivamente a situazioni di sforzo o paura e che hanno un effetto simile a quello degli antidolorifici. Ma non solo: sono anche responsabili di quella sensazione di benessere che spesso arriva dopo un allenamento – non a caso si parla di “sballo dello sportivo”. Ti senti più leggero, più sereno. Anche se hai solo corso per mezz’ora, anche se non hai fatto nulla di “straordinario”.
Una risposta biologica, non una suggestione
Non è una suggestione. È proprio una risposta biologica. Il corpo si muove, si attiva, e il sistema nervoso si riequilibra. La mente si alleggerisce, si fa un po’ di ordine – e ritorna il concetto di ordine. Non risolve tutto, certo, ma aiuta. E in certi momenti è già tanto.
Correre è un modo semplice, efficace (e pure abbastanza economico) per gestire lo stress. E non serve essere atleti, non serve puntare a un obiettivo. Basta farlo con regolarità. Anche due o tre volte a settimana. Anche meno di un’ora per volta.
Muoversi senza stressarsi
E se correre non ti piace, va bene lo stesso. Può essere una camminata veloce, una sessione di esercizi a corpo libero in casa, una pedalata, una nuotata, un po’ di yoga. L’importante è muoversi.
Ma non sempre si ha tempo, lo so, o almeno si ha questa sensazione. Una cosa che può aiutare, se non riesci a trovare tempo nella giornata, è cambiare approccio: non pensarla come un’attività “a parte”, ma come qualcosa da integrare nei momenti vuoti. Ad esempio, se hai una ventina minuti tra due call o prima di cena, esci a fare due giri dell’isolato. Non serve sempre un’ora libera.
Oppure puoi usare i weekend per muoverti un po’ di più, magari in modo più rilassato. L’importante è che non diventi un’altra fonte di pressione. Non è una gara. È un’opportunità per stare meglio.
Il movimento come abitudine gentile
Un piccolo trucco che a me ha aiutato: legare il movimento a un’abitudine che già hai. Tipo ascoltare un podcast mentre cammini. O usare l’uscita per fare una telefonata che rimandi da giorni. O ancora meglio: non fare niente di tutto questo e semplicemente respirare mentre ti muovi. Perché non sempre è indispensabile riempire gli spazi vuoti. Pensa a un disegno: il vuoto, lo spazio bianco che c’è in un foglio, è proprio quello che dà valore al soggetto. Se vale per Keith Haring, allora vale anche per noi.
Insomma, alla lunga l’effetto si sente. Ti accorgi che i momenti di ansia si gestiscono meglio. Che il corpo è meno teso e riesci a rilassarti. E di conseguenza che dormi un po’ di più, o meglio. Che quando sei nervoso, hai uno strumento in più. Uno strumento semplice, sempre disponibile, e tutto tuo.
Non risolve tutto, ma aiuta. E nei giorni in cui l’ansia è forte, anche solo sapere che puoi uscire e muoverti – un po’ – fa la differenza.