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La vita è adesso

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  • Buoni propositi spesso diventano gabbie che illudono di avere controllo sulla vita.
  • La serenità è personale: conta il processo, non il risultato.
  • Migliore abitudine? Accettare l’imperfezione e vedere il positivo.

 

Un nuovo anno inizia, e con esso la tentazione di stilare una lista di buoni propositi. Ti preghiamo: per quest’anno non ci provare nemmeno. Niente lista. Ripetitelo: nessuna lista, nessun obbligo, nessuna nuova abitudine da integrare a pedate nella tua vita.

Pensi davvero che il 1° gennaio sia il giorno giusto per iniziare a diventare una versione migliore di te stesso? Forse quest’anno è il momento di fare qualcosa di diverso: dimenticare i buoni propositi e concentrarci su ciò che conta davvero.

Basta abitudini, basta buone abitudini

I buoni propositi, in fondo, sono il primo passo verso nuove abitudini. I propositi sono la forma delle nuove abitudini che vorremmo integrare nella nostra vita.

Vuoi correre tre volte a settimana, mangiare meglio, leggere di più. Tutto bellissimo, sulla carta. Le abitudini sono i mattoni di una vita ordinata, dicono. Le abitudini costruiscono i comportamenti e li cambiano, poco alla volta. Te l’abbiamo ripetuto spesso. È vero e continuiamo a pensarlo ma non è tutto. C’è infatti un problema: vivere per “comportarsi bene” può diventare una prigione.

Pensaci: quanto tempo spendi a costruire strategie, pianificare routine, cercare di essere perfetto? Pensi che accumulare buone abitudini ti porterà serenità, come se esistesse una formula universale. Ma la verità è che la serenità è profondamente personale. C’è chi la trova correndo per ore in montagna e chi, al contrario, si rilassa giocando ai videogiochi. E va bene così. Siamo diversi, e le stesse regole non valgono per tutti.

Fidati del processo, fregatene del risultato

Spesso ci illudiamo che seguire una serie di buone abitudini ci darà il controllo sulla vita. Ma la vita è imprevedibile, e nessuna routine ci salverà dalla sua imprevedibilità. Piuttosto che pensare ai risultati, concentrati sul processo: fai ciò che ti fa stare bene, senza aspettarti che questo ti porti chissà quale illuminazione. Il Nirvana, sospettiamo, potrebbe apparirti mentre aspetti la pizza o una sera al tramonto, mentre sei in coda in autostrada. Non è mai detto, davvero: magari al Nirvana piacciono i tramonti o le pizze (come biasimarlo).

Immagina di prepararti per una gara: segui un programma e una parte di te si convince che, se lo rispetterai religiosamente, il risultato sarà garantito. Un’altra parte (in genere quella vestita da diavoletto dispettoso) nel frattempo si starà facendo delle grandissime risate. Ascoltala: ha ragione perché sa bene che la vita è imprevedibile. Allora cambia strategia: dimentica l’obiettivo e innamorati del processo. Concentrati, per esempio, sulla sensazione del vento sul viso, sul ritmo del tuo respiro, sulla libertà che correre ti dà. La gioia sta nel viaggio, non nella destinazione.

Una domanda da farti

“Cosa ti fa stare davvero bene?”

Non tutte le cose che ti fanno stare bene sono facilmente integrabili nella vita di tutti i giorni, ed è importante accettarlo. Puoi amare il volontariato, ma non per questo devi dedicargli ogni ora libera. Puoi adorare dipingere, ma passare troppo tempo con un pennello in mano può essere alienante. La felicità non è una somma di ore, ma la qualità del tempo che dedichi alle cose che ami.

La vera sfida è capire cosa vuoi davvero fare e ritagliare il tempo per farlo, accettando anche che non è sempre detto che riuscirai a farlo. E quando la vita si mette di traverso, impara ad accettarlo con il sorriso.

La migliore abitudine: accettare l’imperfezione

Vuoi una buona abitudine per quest’anno? Non svegliarti alle sei del mattino, né ossessionarti con la perfezione. Impara invece ad accettare che la vita non è sempre piacevole. Ci saranno momenti in cui dovrai fare cose che non ti va di fare, e va bene così. Allenati a vedere il lato positivo delle cose, anche nelle situazioni più difficili. È un’abilità che vale oro e che ti servirà più di qualsiasi “buon proposito”.

Quindi, lascia perdere le liste infinite e inizia il nuovo anno ascoltandoti davvero. La serenità non te la dà il rispetto di routine perfette, ma la constatazione che la vita non è quella che queste ti aiuteranno a costruire ma quella che stai vivendo. La vita è adesso.

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