I 5 documentari sulla corsa più belli di sempre (da guardare sotto le coperte)

Piove e fa freddo? Niente paura. Ecco 5 documentari capolavoro che trasformano il divano in un campo di allenamento mentale. Da Kipchoge alla follia della Barkley, preparati a voler uscire a correre subito

Cinque storie visivamente potenti per viaggiare con la mente e caricare le gambe di motivazione mentre fuori il meteo dice no.

  • Non sentirti in colpa se oggi preferisci il divano alla pioggia: il riposo è parte dell’allenamento, specialmente se “attivo”.
  • Kipchoge: The Last Milestone non è solo un documentario, è una lezione di ingegneria umana e forza mentale che ridefinisce l’impossibile.
  • The Barkley Marathons ti mostrerà il lato oscuro, assurdo e ironico dell’ultra-running, dove il fallimento è quasi una certezza matematica.
  • Icarus inizia come un esperimento sul doping amatoriale e finisce come un thriller geopolitico da Oscar che ti terrà incollato allo schermo.
  • La semplicità vince con la storia di Lorena Ramírez, che ci ricorda come per correre servano solo cuore e sandali, non tecnologia spaziale.
  • Attenzione agli effetti collaterali: guardare questi titoli aumenta drasticamente la probabilità di uscire a correre domani all’alba, qualunque sia il meteo.

Piove? Fa freddo? È il momento perfetto per una maratona (su Netflix)

Oggi magari fuori dalla tua finestra il cielo ha quel colore grigio indeciso che toglie la voglia di vivere, figuriamoci quella di fare le ripetute. C’è umidità, forse piove, e il divano ti sta guardando con l’aria di chi sa di aver già vinto.

E sai una cosa? Va bene così.
Non devi per forza essere un eroe ogni singolo giorno. A volte, l’allenamento migliore è quello che fai con gli occhi e con la testa, lasciando che le gambe recuperino sotto la tua copertina preferita. La cultura della corsa non si nutre solo di chilometri e gel al glucosio, ma anche di storie. Di immagini. Di quella strana elettricità che ti scorre addosso quando vedi qualcuno fare qualcosa che credevi impossibile.

Oggi puoi restare in pigiama. Ma non spegnere il cervello. Abbiamo selezionato cinque documentari che non sono semplici resoconti sportivi, ma opere visive capaci di scavare dentro le motivazioni più profonde che ci spingono, ogni volta, a mettere un piede davanti all’altro.

Le nostre 5 scelte per ispirarti, commuoverti e motivarti

Mettiti comodo. Prepara un tè caldo o un caffè lungo. Ecco il carburante per la tua prossima uscita.

1. Kipchoge: The Last Milestone

Dove trovarlo: Sky / NOW / Noleggio

Se la corsa fosse una religione, questo sarebbe il suo testo sacro. Non si tratta solo della cronaca del progetto INEOS 1:59, ovvero il tentativo (riuscito) di Eliud Kipchoge di abbattere il muro delle due ore in maratona a Vienna. È uno studio sulla calma.
Osservare Kipchoge correre è un’esperienza estetica: non c’è sforzo apparente, non c’è spreco di energia. Il suo viso rimane imperturbabile mentre viaggia a ritmi che la maggior parte di noi non tiene nemmeno in bicicletta. Guardalo per capire che i limiti sono spesso solo costrutti mentali che ci siamo auto-imposti. È pura poesia cinetica.

2. The Barkley Marathons: The Race That Eats Its Young

Dove trovarlo: YouTube / Prime Video (a seconda del paese)

Cambiamo completamente registro. Dalla perfezione viennese passiamo al caos del Tennessee. La Barkley Marathon non è una gara, è un esperimento sociologico sadico ideato da un uomo, Lazarus Lake, che sembra uscito da un romanzo di Stephen King.
Percorso non segnato, rovi, dislivelli impossibili e un tempo limite di 60 ore che quasi nessuno riesce a rispettare. Qui non si corre per la medaglia (che non esiste), si corre per vedere quanto a fondo si può raschiare il barile della propria sofferenza. È divertente, grottesco e ti farà sentire improvvisamente molto fortunato a correre “solo” una 10 km nel parco cittadino.

3. Icarus

Dove trovarlo: Netflix

Questo è il documentario che inizia parlando di ciclismo e corsa e finisce per svelare uno scandalo internazionale. Bryan Fogel voleva solo dimostrare quanto fosse facile doparsi e non farsi beccare nelle gare amatoriali (come la Haute Route). Poi incontra Grigory Rodchenkov, lo scienziato russo a capo del laboratorio antidoping di Mosca.
Ciò che segue è storia: Icarus diventa un thriller in tempo reale che ha portato alla luce il doping di stato russo. Ha vinto l’Oscar e ti farà guardare allo sport professionistico con occhi completamente diversi, più cinici forse, ma sicuramente più aperti.

4. Lorena, la donna dai piedi leggeri

Dove trovarlo: Netflix

In un mondo dominato da scarpe con piastra in carbonio, foam reattivi e orologi GPS che ti dicono anche quanto hai dormito male, Lorena Ramírez è un cortocircuito necessario. Lorena appartiene alla comunità Rarámuri in Messico, famosa per i suoi corridori di lunghe distanze.
Lei corre ultramaratone indossando la sua gonna tradizionale e un paio di sandali. Niente gel, niente tabelle di marcia scientifiche. Solo corsa, natura e una semplicità disarmante che ti costringe a chiederti: “Di cosa ho bisogno davvero per correre?”. La risposta, spesso, è molto meno di quello che pensiamo.

5. Free to Run

Dove trovarlo: Prime Video

Per capire dove stiamo andando, dobbiamo sapere da dove veniamo. Oggi diamo per scontato che chiunque possa iscriversi alla Maratona di New York, uomini e donne, professionisti e amatori. Non è sempre stato così.
Free to Run racconta la rivoluzione del running, da sport elitario e maschile a fenomeno di massa. Vedrai le immagini storiche di Kathrine Switzer aggredita mentre correva a Boston perché “le donne non possono correre la maratona”, e la visione di Fred Lebow che ha inventato la NYCM come la conosciamo oggi. È un documentario che ti fa sentire parte di una famiglia globale immensa e rivoluzionaria.

Attenzione: effetti collaterali

C’è un rischio calcolato nel guardare questi documentari. Potresti iniziare la visione avvolto nella coperta, convinto di poltrire tutto il giorno. Ma verso i titoli di coda, succederà qualcosa. Sentirai un formicolio alle gambe. Guarderai le tue scarpe nell’ingresso con occhi diversi.
È molto probabile che, appena finito l’ultimo episodio, ti ritroverai a controllare il meteo per domani mattina, puntando la sveglia un’ora prima del solito. Perché l’ispirazione è una forma di energia rinnovabile: basta saperla accendere.

Buona visione e, (forse) buona corsa.

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