Se le precedenti versioni della Hierro erano scarpe da trail educate, flessibili, gentili con i tuoi piedi e con il sentiero, la New Balance Hierro v9 ha fatto un po’ come certi personaggi dei film d’azione: si è presa una stagione sabbatica, è sparita per un po’, e quando è tornata aveva il doppio del muscolo, un nuovo look e una camminata da protagonista. Piaccia o no, questa è la nuova Hierro. Ed è una scarpa che non chiede “permesso”.
La nona versione della Hierro è un reboot, quasi un recasting: abbandona le linee leggere e l’andatura naturale delle versioni precedenti per diventare una scarpa da trail maximalista, con un’intersuola alta, una base larga e un’impronta decisamente stabile. Ma non pensare a qualcosa di ingombrante o goffo: qui il comfort è re. E non il comfort da pantofole molli, ma quello che ti tiene in piedi – e ti fa andare avanti – quando il sentiero si fa lungo, polveroso e un po’ ripetitivo.
Schiuma, rigidità e filosofia di corsa
La Fresh Foam X, la famosa schiuma per l’intersuola di casa New Balance, in questa versione è a doppio strato: sopra morbida per coccolarti l’appoggio, sotto più ferma per tenerti dritto quando il terreno fa il dispettoso. Eppure non è un cuscino spugnoso: è un’ammortizzazione solida, strutturata, quasi scolpita. Un po’ come se il materasso fosse stato progettato da un ingegnere, non da un designer d’interni.
Poi c’è il rocker – quel profilo curvo che ti accompagna nella transizione tallone-punta. Qui è marcato e si sente: la scarpa ti spinge in avanti anche quando tu vorresti solo fermarti un attimo a guardare il panorama. È come un compagno di corsa troppo motivato: utile, ma devi saperci convivere.
Il tallone sale, il drop scende
Parlando di geometrie, qui le cose si fanno interessanti. Il drop è sceso (circa 4 mm), ma lo stack è salito parecchio. Sotto il piede hai tanta, tantissima schiuma. Più di quanta te ne aspetteresti da una scarpa da trail, e infatti qui il concetto è diverso: non una scarpa per sentirsi parte del terreno, ma per volarci sopra. Come una Range Rover dei sentieri. E come lei, probabilmente non è proprio l’ideale per i passaggi stretti e tecnici: rende meglio su trail battuti, sterrati, ghiaia, boschi gentili. Non è fatta per farti giocare a fare il capriolo sulle creste alpine. Anche se struttura e protezione ti permettono passi stabili su ogni superficie.
Vibram e tacchetti che mordono (ma con classe)
Sotto, la suola è firmata Vibram Megagrip. E già qui molti potrebbero fermarsi, dire “ok, mi basta sapere questo” e comprarla. Ma andiamo oltre: i tacchetti sono ben distribuiti, non troppo profondi, e lavorano bene sul secco, sul bagnato, nel bosco e su un po’ di fango (purché non sia quello che ti si attacca anche all’anima). Se sei abituato a suole ultra-aggressive, potresti trovarla un po’ educata. Ma per la maggior parte delle uscite, fa il suo con eleganza.
Calzata e comfort: un equilibrio riuscito
La tomaia è semplice e funzionale: mesh sintetico, ben ventilato davanti, più strutturato dietro. Niente fronzoli, ma neanche rigidità eccessiva. Il piede è ben contenuto, soprattutto nel mesopiede, mentre la punta lascia un po’ di spazio ma senza esagerare.
Una nota speciale sulla linguetta: ben imbottita, resta al suo posto e protegge dal pietrisco. Anche i lacci fanno il loro mestiere, senza sfilarsi e senza doverli ritirare ogni due chilometri.
Peso e sensazioni: non è leggera, ma è “giusta”
Non è una piuma (siamo attorno ai 300 grammi), ma nemmeno ti appesantisce. Il peso è distribuito bene e, paradossalmente, aiuta a farla sentire più stabile e concreta sotto i piedi. È il classico caso in cui una scarpa non cerca di nascondere ciò che è: solida, protettiva, affidabile. E se cerchi una scarpa da portare lontano, questa franchezza è un plus.
Conclusione: la Hierro è cresciuta. E adesso sa cosa vuole essere
La New Balance Hierro v9 non cerca di piacere a tutti. Non è democratica come certi modelli che vanno bene “per tutto”. È una scarpa che si è fatta una sua idea del trail running e la persegue con coerenza: comfort, stabilità, protezione. Se cercavi ancora quella sensazione da barefoot con un po’ di grip, puoi passare oltre. Ma se invece vuoi una compagna che ti porti anche dopo il ventesimo chilometro, che non si scomponga quando il sentiero si allunga e le gambe iniziano a protestare, allora benvenuto: potresti aver trovato la tua scarpa da trail ideale.

