Non sarò mica diventato un tossico del running?

Ore 6:00 del mattino e la prima cosa a cui pensi è allacciarti le scarpe? Prima di mettere in valigia i vestiti per le vacanze, controlli di avere l'outfit da runner perfetto? Benvenuto nel mondo del running


  • Ci sono segnali che ti fanno dubitare della tua “sana” passione per la corsa, sintomi che possono indicare che questa “dolce ossessione”, tutto sommato, non è affatto un male.
  • Dalla pianificazione meticolosa dell’outfit da runner prima di ogni viaggio all’analisi compulsiva degli orologi altrui, vediamo quali sono le più ricorrenti “manie” di chi non può fare a meno di correre.
  • Ma poi corri sereno: la tua “dipendenza” è in realtà una fonte di benessere e gioia. Abbraccia questa passione che ti spinge a superare i tuoi limiti, passo dopo passo.

 

Ammettilo: ti è capitato, d’improvviso, mentre allacciavi le scarpe per l’ennesima uscita settimanale, di fermarti un attimo a pensare: “Oddio, ma non sarò mica diventato uno di quei fanatici?”. Quelli che parlano solo di chilometri, che guardano con sospetto chi prende l’ascensore per un piano e che hanno più scarpe da corsa che paia di calzini.

Forse è iniziato tutto per rimetterti in forma, un po’ come quando il protagonista di una commedia romantica decide di cambiare vita per conquistare la sua amata. Qualche corsetta blanda, giusto per non sentirsi troppo in colpa dopo l’ennesima fetta di torta. Poi, senza che tu te ne accorgessi, la cosa ti ha preso la mano. Un po’ come quando inizi a guardare una serie su Netflix e ti ritrovi alle tre di notte che stai ancora premendo “prossimo episodio”.

I sintomi inequivocabili

Ma quali sono i segnali che dovrebbero preoccuparti? Beh, tanto per cominciare, il tuo vocabolario ha subito una mutazione genetica degna di un film di supereroi. Parole come “fartlek”, “VO2 max” e “acido lattico” sono entrate nel tuo lessico quotidiano con la stessa naturalezza con cui parli del meteo (peccato che, quando le pronunci, molti ti guardano come se parlassi in klingoniano). E se qualcuno osa chiederti cosa significhino, lo guardi con la stessa compassione che si riserva a chi ancora non ha visto Severance.

E poi: la tua conversazione tipo con gli amici ha iniziato a ruotare stranamente intorno a tempi al chilometro, dislivelli e nuove scarpe tecniche. Se qualcuno osa parlarti di altro, lo guardi con la stessa espressione perplessa che avevi quando tua nonna ti chiedeva a cosa servisse internet.

Ma parliamo dei viaggi: come è cambiato il tuo rapporto con le trasferte, siano di lavoro o di piacere? Ammettilo: ormai la tua priorità è sapere con certezza matematica dove andare a correre, e meglio ancora se è un percorso con una vista mozzafiato che farebbe invidia ai set de Il Signore degli Anelli. E aspetta: confessa come fai la valigia: hai notato che, da quando corri, la fai in modo completamente diverso? Una volta era un puzzle di vestiti e cose buttate dentro all’ultimo momento, adesso sembra una partita di Tetris in cui riesci a incastrare magliette tecniche, calzini specifici, gel energetici e soprattutto il megapezzo finale: le scarpe. Da running, ovviamente.

E vogliamo parlare della tua ossessione per gli orologi? Non ti accontenti di sapere che ore sono: devi analizzare il modello che indossa quello con cui parli, cercando di capire se è un runner della tua “categoria”. Sarà un triatleta? Un appassionato normale? Un professionista? Un po’ come gli appassionati di auto che riconoscono un modello di lusso a un chilometro di distanza, tu decifri al volo se quello sconosciuto ha appena finito una maratona o se usa il cardiofrequenzimetro solo per controllare i battiti a riposo.

Ma in fondo, è davvero un male?

Arriviamo al dunque: tutta questa “strana” passione è davvero un problema? La risposta, con buona pace di chi ti guarda con un sopracciglio alzato, è un convinto NO! Certo, la tua dolce metà potrebbe sospirare quando racconti per filo e per segno l’ultima ripetuta in salita, e i tuoi amici potrebbero prenderti in giro perché preferisci svegliarti all’alba per correre piuttosto che fare le ore piccole. Potrebbero anche arrivare a non invitarti più fuori per una birra il venerdì, anche perché ormai 1) parli solo di corsa.e 2) non bevi più. Allora non sono veri amici, oppure quelli che ti amano ti tollereranno, vedrai. Scherzi a parte, questa tua “dipendenza” ha solo effetti collaterali decisamente positivi. Ti regala endorfine a fiumi, scaccia via lo stress, e ti mantiene in una forma smagliante, facendoti sentire forte come un supereroe Marvel.

I “veri” problemi di un runner… o forse no?

Proviamo a guardare il lato “negativo”, se proprio dobbiamo trovarne uno. Potresti ritrovarti a spendere più soldi in scarpe tecniche che in bollette (ma in fondo, sono un investimento per la tua salute!). Potresti diventare insofferente ai ritardi, perché ogni minuto perso è un minuto in meno da dedicare alla corsa (il tempo è tiranno, proprio come nei film d’azione!). E potresti persino iniziare a valutare le tue prossime mete di vacanza in base alla qualità dei percorsi running locali (addio alle pigre giornate in spiaggia se non c’è un lungomare decente!).

Potresti ritrovarti a comprare più paia di scarpe da running che scarpe eleganti. Potresti svegliarti all’alba anche nel weekend, quando tutti gli altri dormono beatamente. Potresti persino sognare tabelle di allenamento e ripetute. Ma in fondo, non stai facendo del male a nessuno, anzi! Stai investendo nel tuo benessere fisico e mentale, e in un mondo pieno di “dipendenze” ben più dannose, la tua è decisamente una delle più salutari.

Corri, e non preoccuparti troppo

Quindi, caro runner, cara runner, se ti sei riconosciuto in questo ritratto scherzoso e affettuoso di noi che corriamo, non sentirti in colpa. Non sei un “tossico” nel senso negativo del termine. Sei semplicemente una persona che ha trovato una passione sana, che ti fa stare bene nel corpo e nello spirito.

Continua ad allacciare quelle scarpe, a sfidare il cronometro, a esplorare nuovi percorsi. E se qualcuno ti chiede perché lo fai con tanta dedizione, rispondi con un sorriso: “Non lo so mica, per questo corro a scoprirlo.”

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