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Perché anche se bevo caffè mi viene sonno?

  • 4 minute read

  • La caffeina non è magia: corpo e cervello possono adattarsi e “ignorare” il caffè.
  • Si chiama “effetto rebound”, e coinvolge digestione e stress, tanto da farti venire sonno invece che svegliarti.
  • Ci sono comunque strategie come il coffee nap o posticipare il caffè possono ribaltare il copione.

 

Non so se capita anche a te, ma a me succede che il caffè faccia l’effetto contrario a quello previsto. Specie dopo pranzo, un caffè può essere il miglior sonnifero. E poi lavorare diventa un’impresa.

Mi sono chiesto come sia mai possibile: non dovrebbe essere eccitante? Non dovrei sentirmi carico come una molla dopo? Invece mi ritrovo poco dopo a combattere con le palpebre che sembrano improvvisamente pesare 3 tonnellate l’una. Allora ho deciso di indagare e la prima cosa che ho scoperto è che il caffè non è la mia personale kryptonite e che, soprattutto, capita. Molto più spesso di quanto succeda.

Il cervello si abitua, come con le serie Netflix

Se prendi caffè tutti i giorni, magari anche più di uno, è possibile che il tuo cervello abbia iniziato a “farci il callo”. Letteralmente. I recettori dell’adenosina – quella sostanza che ti fa sentire assonnato – diventano più numerosi o meno sensibili. Il risultato è un depotenziamento della caffeina, un po’ come una serie TV alla terza stagione: l’emozione è ormai venuta meno.
È una forma di assuefazione, proprio così.

L’effetto rimbalzo: quando la stanchezza si accumula in sordina

La caffeina non ha l’effetto di eliminare la stanchezza: la mette in pausa, facendotela percepire meno. Bloccando l’adenosina, non la fa però sparire: quella continua ad accumularsi e a esercitare la sua funzione, ossia quella neuromodulatoria che agisce nel sistema nervoso, contribuendo a regolare il sonno e il rilassamento.
Quando l’effetto della caffeina svanisce… boom. È come se l’adenosina dicesse: “Mo’ ti faccio vedere io chi comanda”.
E ti ritrovi più stanco di prima. Tipo quando finisce l’adrenalina dopo un esame o un colloquio: hai presente il calo di tensione che ne segue e quella condizione di fatica biblica?

Caffè a stomaco vuoto = energia presa a prestito

Sorseggiare un caffè al volo, senza nulla nello stomaco, può sembrare una buona idea per “partire forte”, anche perché psicologicamente si associa il pasto alla conseguente sonnolenza, quindi è comprensibile pensare che bere un caffè a stomaco vuoto ne massimizzi l’effetto. Peccato che può anche causarti un calo di zuccheri: la caffeina stimola l’adrenalina, l’adrenalina abbassa la glicemia, e tu ti ritrovi in modalità “divano” senza sapere perché.
Il risultato? Invece di essere sveglio, ti senti pronto per il pigiama.

Un po’ di sete

Il caffè è anche leggermente diuretico. Se lo prendi senza bere acqua, puoi disidratarti. Certo, dipende dalle quantità e di caffè non ne bevi di certo un secchio (almeno, spero per te) ma anche una leggera disidratazione può tradursi in stanchezza.
Tipo quando torni dalla spiaggia e vorresti solo dormire: spesso non è il sole, è che non hai bevuto abbastanza.

Stress e superlavoro? Il corpo ti spegne per autodifesa

C’è anche un altro aspetto interessante da considerare: si tratta di una reazione fisiologica del corpo all’eccesso di stress magari legato al carico di lavoro o ai pensieri. Il corpo va in protezione e, prima di danni più gravi, si spegne. Cioè, si addormenta. Quando sei stressato o hai dormito poco, la caffeina può quindi agire come un acceleratore su un motore già surriscaldato.
In certi casi, il tuo corpo reagisce chiudendo tutto per “protezione”: stanchezza, sonno, blackout.
Quindi non è il caffè che ti fa dormire, è il tuo sistema nervoso che tira il freno a mano. E il caffè non ci può fare molto.

Anche la genetica vuole la sua parte

E non è finita: stress e disidratazione potrebbero non c’entrare molto. C’è anche da considerare una predisposizione genetica che comporta una metabolizzazione molto lenta della caffeina. Il responsabile in questo caso è il gene chiamato CYP1A2.
Risultato: invece di sentirti sveglio, potresti sentirti irritabile o stanco.

Il nemico numero uno? L’abbiocco post-pranzo

Ecco il plot twist. Quando tutti (beh, io almeno) davano la colpa al caffè dopo pranzo per il sonno, si scopre che non è lui a farti venire sonno. Il problema è quando, non che cosa: dopo pranzo è il momento perfetto per il tuo corpo per dire: “Okay, pausa digestiva”.
Il sangue sta già andando tutto verso lo stomaco per aiutare la digestione, il cervello rallenta, tu sbadigli. E mentre il caffè cerca di farsi strada, la digestione ha già iniziato le sue operazioni.

Ricorda anche che la caffeina non fa effetto subito. Possono volerci anche 30 minuti per raggiungere il picco.
Quindi magari ti senti stanco prima che il caffè abbia iniziato a lavorare e pensi: “È colpa del caffè!”. In realtà c’entra solo quando lo hai bevuto.

Cosa puoi provare per cambiare la musica

Lo so: il caffè è buonissimo e l’idea di rinunciarci – specie dopo pranzo, quando non berlo è come comunicare al tuo cervello che manca qualcosa – non è piacevole. Ecco allora qualche accorgimento.

  • Aspetta 15-30 minuti dopo aver mangiato prima di prendere il caffè.
  • Fai una passeggiata dopo pranzo: aiuta la digestione e la circolazione.
  • Prova il “coffee nap”: lo cahiamano anche “napuccino” (da nap – pisolino – e cappuccino) e consiste nel bere un caffè, per poi fare un pisolino di 15-20 minuti. Quando ti svegli, la caffeina è in azione e tu sei carico come se avessi dormito due ore.
  • Accompagna il caffè con un po’ di cibo o con latte: può attenuare l’effetto di crollo glicemico.
  • Bevi anche acqua: idratarti è fondamentale per restare sveglio.

Il caffè non è insomma un interruttore magico. È più come una spinta in bici: se sei in salita, serve anche pedalare.
Capire come e quando usarlo fa tutta la differenza.
E se ti viene sonno dopo averlo bevuto… forse è solo il tuo corpo che ti sta chiedendo qualcosa di più semplice: una pausa vera.

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