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I cibi ultraprocessati sono ovunque, e sono studiati per creare dipendenza.
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Aumentano il rischio di obesità, diabete, problemi cardiaci e persino ansia.
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Come evitarli? Leggi le etichette, privilegia gli alimenti freschi e trasforma la cucina in un modo di volere bene a te e a chi ami.
Hai presente quella voglia di tornare a casa dopo il lavoro e trovare già tutto pronto? E hai mai fatto caso a quanto è inversamente proporzionale a quella di cucinare? Ecco perché molto spesso quando hai fame la tua mente pensa subito a un certo, specifico tipo di cibo: quello che ti dà soddisfazione immediata, che è già pronto e che… e che ha delle controindicazioni. E non poche.
Quelli a cui probabilmente stai pensando sono i cibi ultraprocessati. Non è un caso, dato che sono studiati proprio per essere irresistibili: si tratta infatti di mix perfetti di zuccheri, grassi e sale che attivano i centri del piacere, proprio come un episodio della tua serie preferita.
Ma cosa sono esattamente? “Ultrapocessato” dovrebbe già farti pensare a qualcosa di industriale, e infatti di quello si tratta. Di cibi che contengono ingredienti che tua nonna non riconoscerebbe: emulsionanti, coloranti, dolcificanti e conservanti. Vivono e si riproducono sugli scaffali dei supermercati: sono le merendine, le bibite gasate, i surgelati pronti, le carni lavorate come le salsicce e i würstel e persino alcuni cereali “salutisti” che, a guardar bene, hanno più zucchero di un tiramisù.
Perché eliminarli ti farà bene
Se pensi che un pacchetto di biscotti sia innocuo, ripensaci. Questi cibi non sono solo “vuoti” a livello nutrizionale.
- Innescano un circolo vizioso: gli zuccheri aggiunti che contengono, assieme ai grassi modificati, alterano il metabolismo, spingendoti a mangiare di più.
- Salute a rischio: Oltre all’obesità e al diabete, aumentano il rischio di morte per malattie cardiache e quello di sviluppare ansia e depressione.
- Fanno male a un po’ tutto il corpo: a causa degli additivi come emulsionanti e coloranti, questi cibi danneggiano il microbiota (cioè la fauna intestinale di batteri “buoni” che tengono in equilibrio e pulito il tuo intestino), e possono creare le condizioni ideali per sviluppare infiammazioni e malattie autoimmuni.
Come ridurre il loro consumo
Non serve diventare uno chef stellato o spendere un patrimonio. Basta adottare alcune strategie da Mission: Impossible (ma meno drammatiche e più semplici, promesso!).
- La regola d’oro è solo una: meno ingredienti ci trovi scritti, meglio è. Se leggi sull’etichetta una lista con più di 5 componenti o nomi che sembrano usciti da Breaking Bad, lascia perdere.
- Cerca sempre le alternative semplici: una mela al posto della barretta, yogurt greco invece di quello alla frutta con sciroppo. Oppure opta per snack salutari, come frutta fresca, frutta secca non salata o yogurt naturale per tenere a bada gli attacchi di fame tra i pasti.
- Integrale è meglio di raffinato. Anche se potresti pensare che “raffinato” sia più affidabile, in questo caso – credici – “integrale” vince, anche perché si tratta di alimenti meno o per niente processati e soprattutto più ricchi di fibre, che puliscono l’intestino. Scegli quindi riso integrale, pasta integrale e pane integrale.
- Riduci il consumo di carne, a partire da salsicce, wurstel e salumi. Opta invece per fonti proteiche meno processate, come le carni fresche, il pesce o i legumi, specie se sei vagano.
- Gli zuccheri sono ovunque, a partire dalle bevande gassate. Che infatti sono buonissime perché piene di zuccheri, che hanno la funzione di renderle irresistibili ma anche di creare dipendenza. Sostituiscile quindi con con acqua, tè non zuccherato o infusi di erbe. Anche l’acqua frizzante con una fetta di limone può essere un’alternativa rinfrescante. 
- Pianifica i pasti della settimana in modo da fare una spesa consapevole. Se hai sempre a portata di mano ceci cotti, quinoa e verdure tagliate, sarà più facile evitare i pasti pronti.
- Trasforma la cucina in un rituale: preparare un piatto di pasta integrale con pomodorini freschi richiede lo stesso tempo di scaldare un surgelato. Cambia i riti, insomma.
È più facile di quanto pensi
La tua salute è il risultato delle scelte che fai ogni giorno. Piccoli cambiamenti possono portare a grandi benefici nel tempo. Come diceva Yoda in Star Wars: “Fare o non fare, non c’è provare”. Quindi, perché non iniziare oggi stesso a fare scelte più consapevoli per il tuo benessere?
Pensala così: ogni volta che scegli un cibo non processato, è come se aggiungessi un kilometro alla tua resistenza fisica e mentale. Immagina allora di essere il protagonista di un videogioco in cui ogni decisione giusta ti avvicina al livello successivo: acquisti più energia, hai meno sbalzi d’umore, e soprattutto hai un corpo che funziona come un orologio svizzero.
E ricorda: non è una questione di perfezione. Se un giorno cadi nella tentazione di un gelato confezionato, non è la fine del mondo. L’importante è che la regola, non l’eccezione, sia mangiare come se il tuo corpo fosse un tempio.