Ti è mai capitato di finire un allenamento e non capire bene perché sia andato male (o sorprendentemente bene)? Ti sei mai chiesto se quella sensazione di fatica fosse legata al sonno, all’alimentazione, allo stress o semplicemente a una giornata no?
La verità è che la mente dimentica in fretta, ma la carta (o un foglio digitale) no.
Tenere un diario di allenamento è uno degli strumenti più semplici e potenti per diventare più consapevoli di come ti alleni, di cosa funziona e di cosa invece ti allontana dai tuoi obiettivi. Non serve scrivere romanzi: bastano poche righe al giorno, ma con costanza.
Perché scrivere ti fa correre meglio?
Scrivere è un’azione che permette di avere lucidità e ti rende più consapevole.
Non parlo solo delle task list (che pure sono fondamentali), parlo proprio di annotare per capirsi. Mettere nero su bianco quello che si prova, quello che si fa, quello che si vorrebbe fare, anche solo per vedere meglio cosa vale la pena tenere, e cosa si può lasciare andare.
Allenarsi non è solo “uscire a correre”, è un processo fatto di scelte, tentativi, errori e miglioramenti. Mettere queste cose per iscritto, ti aiuta a mettere ordine tra sensazioni, dati e obiettivi.
Quando corri o ti alleni, sei dentro l’azione. Ti sembra di sentire tutto: il respiro, la fatica, il passo, ma appena finisci, spesso quella sensazione si sfuma. Ti restano solo dei giudizi: “è andata bene” oppure “non ho spinto abbastanza”. Ma perché è andata così?
Il diario ti costringe a fermarti un attimo e fare il punto, per osservare e chiederti:
Come mi sentivo prima di partire? Com’è stato durante? Cosa ha funzionato e cosa no?
Col tempo, in mezzo a quelle righe, iniziano a emergere connessioni. Ti accorgerai che magari dormi male ogni volta che ti alleni tardi, che i lavori di qualità ti riescono meglio al mattino, che ci sono alimenti che ti appesantiscono e playlist che ti potenziano.
Come si inizia?
Il modo migliore per iniziare è non aspettare di avere un format perfetto. Quando butti giù due righe su com’è andato l’allenamento, stai già facendo una cosa importantissima: stai osservando te stesso da fuori ed è proprio da questa prospettiva che arrivano le intuizioni migliori.
Un piccolo consiglio in più? Scrivi a mano.
Non per romanticismo, ma perché la scrittura manuale attiva processi neurologici legati alla memoria e alla comprensione. In un certo senso, rafforza il legame tra quello che senti e quello che fai.
Non serve nulla di complicato: puoi cominciare appuntando semplicemente chilometri e sensazioni, poi, col tempo, puoi aggiungere altri elementi utili:
- Obiettivo della seduta (lungo, recupero, qualità…)
- Come ti sentivi prima/durante/dopo
- Ore di sonno, alimentazione pre-allenamento
- Meteo, superficie, eventuali fastidi o pensieri ricorrenti
- Fatica percepita (es. scala da 1 a 10)
- Livello di concentrazione/impegno
- Note libere
Scrivi come ti viene, usa aggettivi, disegna faccine, inventa la tua scala di valutazione personale. L’importante è che abbia senso per te.
Scrivere obiettivi, non solo allenamenti
Il diario è anche il posto perfetto per mettere a fuoco i tuoi obiettivi. All’inizio di una stagione, di una preparazione o anche solo di un nuovo mese, puoi fermarti e annotare:
- obiettivi primari: la gara o le gare a cui vuoi arrivare pronto
- obiettivi secondari: i miglioramenti pratici che ti servono per riuscirci (più chilometri, più costanza, più tecnica, più forza.)
A partire da lì, puoi riflettere ogni settimana su cosa stai facendo per avvicinarti a quei traguardi. Puoi costruire un piccolo piano e giorno dopo giorno, tornare al diario per tenere la rotta. Ti sorprenderà scoprire quanto può essere motivante rileggere le parole che hai scritto nelle settimane in cui credevi di non aver fatto abbastanza.
Un KPI tutto tuo
Nel mondo del lavoro si usano i KPI (Key Performance Indicator) per misurare i risultati.
Il diario di allenamento, in fondo, è proprio questo: un indicatore chiave di performance, ma personale, flessibile e umano. Non ti giudica, non ti valuta con un voto, ma ti mostra il percorso, ti fa vedere come stai crescendo e dove puoi migliorare.
Con il tempo il diario diventa una sorta di specchio: non giudica, ma riflette. Ti aiuta a individuare i momenti chiave, i segnali da non sottovalutare, le abitudini che ti fanno bene. E quando le cose si mettono in salita, sfogliarlo può ricordarti quanto sei già cresciuto.
E tu? Hai mai tenuto un diario di allenamento? Se sì, che forma ha? Se no, ti va di provare?