Del metodo Galloway, o run-walk-run o “Jeffing” ti avevamo già parlato. Si tratta di un tipo di allenamento con almeno due particolarità: sfata il mito secondo cui solo il lavoro sfiancante sia il solo efficace e permette di avere un approccio più rilassato con la corsa, abbassando la soglia di accesso. In verità ha ancora molte altri lati positivi, dato che diminuisce il rischio di infortuni e aumenta le prestazioni. E molto altro.
Iniziamo allora col dire perché si chiama così e di cosa si tratta, brevemente e rimandandoti all’articolo più approfondito. E poi scopriamo perché è così efficace.
Chi è Jeff Galloway e perché ha rivoluzionato la corsa
Jeff Galloway è stato un olimpionico americano, ma è diventato celebre soprattutto per aver ideato un metodo che ha reso accessibile la corsa a chiunque. Il suo approccio si basa su un principio tanto semplice quanto controintuitivo: alternare segmenti di corsa a brevi pause di cammino pianificate. Tutto molto semplice.
L’idea rivoluzionaria era semplice quanto spiazzante per i puristi della fatica: alternare corsa e camminata non solo non compromette le prestazioni, ma le migliora.
Come funziona il metodo Jeffing
Il principio è molto semplice: stabilisci un rapporto tra corsa e camminata, e lo rispetti in maniera regolare. Ad esempio: 3 minuti di corsa e 1 minuto di camminata. Oppure 60 secondi di corsa e 30 di camminata. I rapporti possono cambiare in base al livello di allenamento e al ritmo che vuoi tenere.
L’importante è non improvvisare e non camminare solo quando la stanchezza prevale. L’unica regola è rispettare dei tempi e rapporti precisi, niente di più facile.
È come inserire pause strategiche in una lunga giornata di lavoro: non aspetti di essere esausto, ma ricarichi le energie prima di raggiungere il limite. Oppure come bere a intervalli regolari e non solo quando hai sete.
Perché camminare a intervalli regolari ti fa andare più veloce
Detto così, sembra assurdo: cammini, eppure sei più veloce. Ma qui entra in gioco la fisiologia e la gestione intelligente delle risorse. Pensa al tuo corpo come a una batteria. Ogni passo di corsa consuma energia. L’approccio tradizionale è consumare energia finché l’indicatore non arriva pericolosamente vicino allo zero. Il metodo Galloway, invece, è come mettere il telefono in modalità risparmio energetico a intervalli regolari.
Le brevi pause di cammino fanno diverse cose straordinarie:
Riducono l’accumulo di fatica. Camminare utilizza i muscoli in modo diverso e meno intenso. Quei 30 o 60 secondi sono un pit-stop metabolico in cui i tuoi muscoli smaltiscono parte dell’acido lattico accumulato. Quando ricominci a correre, i muscoli sono più freschi e reattivi.
Preservano le fibre muscolari. La corsa è una serie di impatti ripetuti che causa micro-lacerazioni nei muscoli. Interrompere questa catena con la camminata riduce il danno muscolare complessivo. Meno danni significa più forza a disposizione, anche in gara.
Mantengono la costanza di ritmo. Chi corre tradizionalmente tende a rallentare progressivamente. Il metodo Galloway introduce un reset regolare, creando una curva del ritmo più piatta, senza cali drastici.
Abbattono il muro psicologico. Correre una maratona comporta uno sforzo mentale intenso. Ma farlo per 4 minuti? Quello lo sanno fare tutti. Il metodo Galloway scompone un obiettivo enorme in tanti piccoli traguardi gestibili, mantenendo la mente lucida e positiva.
E funziona anche in gara?
Assolutamente sì. Non è raro vedere persone che, proprio grazie a questo approccio, riescono a chiudere maratone sotto le 4 ore. Alcuni perfino sotto le 3:30. Il tempo che “perdi” camminando viene ampiamente recuperato dal fatto che il tuo passo medio rimane più veloce e costante per tutta la durata dell’evento.
Invece di crollare negli ultimi chilometri, ti ritrovi a superare persone che ti sembravano irraggiungibili, dato che hai energie di riserva a disposizione. È una questione di strategia.
Una filosofia di corsa
Jeffing non è un trucco per “fregare” la corsa. È un modo per amarla di più, per non bruciarsi, per ascoltare il corpo invece di sfidarlo costantemente. Ti insegna che rallentare non è un segno di debolezza: è una scelta strategica intelligente.
La corsa, come la vita, non funziona bene solo quando dai il massimo: funziona meglio quando dosi le forze e le usi in maniera intelligente.
A volte, per andare davvero lontano, bisogna avere l’intelligenza di rallentare, respirare e ripartire più forti di prima.
Il metodo Galloway ci ricorda l’importanza del correre con intelligenza.


