Probabilmente è successo anche a te. Entri in un supermercato per comprare del pane e ti ritrovi a vagare come un’anima in pena fra le corsie, circondato da confezioni che urlano “PROTEIN” a caratteri cubitali. Yogurt, budini, biscotti, persino le patatine. Sembra che il mondo, a un certo punto, si sia messo d’accordo sul fatto che la nostra vita soffrisse di una cronica carenza di proteine.
Anche se corri o ti alleni regolarmente, avrai sentito almeno una volta che “servono per i muscoli”, che “non fanno ingrassare” o che “senza, è tutto inutile”. Ma cosa nasconde davvero questa ossessione?
Cosa sono realmente le proteine
Facciamo un passo indietro. Immagina il tuo corpo come una costruzione complessa: le proteine sono i mattoncini fondamentali. Non un tipo solo di mattoncino, ma tutti quelli che servono a tenere insieme tutto: muscoli, pelle, capelli, enzimi, ormoni, anticorpi. Senza, la costruzione non solo non starebbe in piedi, ma non esisterebbe nemmeno.
Sono costituite da aminoacidi, una ventina in tutto. Alcuni il corpo non li sa produrre da solo: sono gli aminoacidi essenziali, e dobbiamo prenderli da quello che mangiamo. Un po’ come quando devi cambiare fonte di energia perché quella principale si è esaurita.
Animali, vegetali e industriali
I mattoncini non sono tutti uguali. Ci sono le proteine animali (carne, pesce, uova, latticini) che contengono tutti gli aminoacidi essenziali: sono come un set completo, pure con le istruzioni. Quelle vegetali (legumi, cereali, frutta secca) sono come una scatola di mattoncini misti: per avere la serie completa devi essere bravo a combinare pezzi da fonti diverse. Riso e fagioli, per esempio, funzionano meglio insieme.
E poi ci sono le proteine in polvere, barrette e drink proteici: estratti purificati da fonti naturali come siero del latte, soia o piselli. Sono la versione efficiente dei nostri mattoncini, ma prive di tutta la ricchezza di un piatto cucinato con cura. Diciamo che c’è la materia prima, ed è innegabile che funzionino. Però sono una soluzione più spiccia, per chi non ha molto tempo.
Perché questa ossessione quasi religiosa
Perché a un certo punto abbiamo iniziato a trovare le proteine ovunque? Non ce n’erano abbastanza in quello che mangiavamo normalmente? Forse dobbiamo fare un altro passo indietro, o meglio, dobbiamo fare una considerazione: il modo in cui mangiamo influenza cosa mangiamo ed è a sua volta influenzato da mode e abitudini. Se non hai 18 anni, probabilmente ricordi bene l’ossessione negativa di anni fa, e cioè quella per i grassi. Non ce ne dovevano essere, in nessuna forma. Giuro di aver visto con i miei occhi in un supermercato il salame light, anche se confesso di non aver ancora capito cosa fosse in realtà. Forse non volevo scoprirlo. Quella “moda alimentare” ci ha portati a consumare prodotti “fat free”, o light. Dietetici, in poche parole.
L’alimentazione non sfugge alle regole del marketing, e anzi è uno dei settori che ne è più pesantemente coinvolto. Quella era un’epoca in cui eravamo ossessionati dall’idea di ingrassare, e oggi non è molto diverso. Con una differenza: le proteine hanno la fama di essere le uniche amiche della linea. Saziano di più, aiutano a costruire massa muscolare e, di conseguenza, non vengono percepite come una minaccia. Sono l’alibi perfetto per mangiare senza sensi di colpa.
Questa percezione ha spalancato le porte a un mercato vastissimo. Troviamo proteine aggiunte ovunque, spesso in prodotti che con la salute hanno poco a che fare. Una barretta con 28 grammi di proteine può arrivare ad avere solo 150 calorie, grazie all’utilizzo di EPG. Di cosa si tratta? EPG sta per “Glicerolo Propossilato Esterificato” – un ingrediente che non è un grasso e quindi non ha calorie ma che serve a rendere più palatabili gli alimenti che lo usano. Va specificato che è ammesso il suo uso negli USA, dove la FDA (Food and Drug Administration lo considera GRAS, cioè “Generalmente sicuro per l’alimentazione”, mentre in Europa è in fase di approvazione, anche se non è ancora ammesso il suo utilizzo. Con ciò non vogliamo dire che sia pericoloso ma solo informare su come cibi così ricchi di proteine sono anche piacevoli da mangiare.
Cibi simili vengono ormai percepiti come salutari, con in più il fatto di essere dolci, irresistibili e che ti fanno pure sentire come se stessi facendo un favore ai tuoi bicipiti.
Alimenti funzionali
Nella nostra corsa verso l’alimento “funzionale”, ci siamo forse dimenticati il motivo per cui mangiamo: nutrirci, sì, ma anche vivere. Abbiamo semplificato tutto al punto da far coincidere il benessere con una formula stampata su un’etichetta.
La verità è che affidarsi ciecamente alle proteine come scorciatoia significa rinunciare alla domanda più importante: “Di cosa ho veramente bisogno?”. Questa domanda non ha una risposta universale scritta su una confezione. Richiede ascolto, tempo, errori, pazienza. Tutte cose che non si comprano al supermercato.
La strada più lunga è quella giusta
Forse il punto è proprio questo. Nella nostra perenne ricerca di una soluzione facile, ci siamo aggrappati alle proteine come a una formula magica. Deleghiamo a una barretta la responsabilità di nutrirci, dimenticando che capire di cosa abbiamo davvero bisogno richiede tempo, studio, magari il parere di un esperto.
Richiede la pazienza di cucinare, di ascoltare il nostro corpo e le sue risposte. Come ogni runner sa bene, non esistono scorciatoie vere: il percorso più lungo e faticoso è quasi sempre l’unico che porta davvero da qualche parte.
Le proteine sono importanti, questo è innegabile. Ma trasformarle in un’ossessione significa perdere di vista l’equilibrio che rende l’alimentazione non solo nutriente, ma anche sostenibile e gratificante nel lungo periodo.