Una guida pratica e priva di tecnicismi inutili per trovare la scarpa da running perfetta per te, evitando il marketing aggressivo di gennaio.
- La regola d’oro è il comfort filter: se la scarpa non è comoda appena la indossi, non è quella giusta, indipendentemente dal prezzo.
- Scegli in base al tuo profilo reale: chi riparte da zero ha esigenze diverse da chi corre tre volte a settimana o fa allenamento ibrido.
- Non ossessionarti con il drop: a meno di problemi fisici specifici, è un parametro secondario rispetto alla sensazione di calzata.
- Evita l’errore dell’hype: comprare le scarpe con piastra in carbonio per correre a ritmi lenti è inutile e costoso.
- Attenzione alla taglia: le unghie nere sono il segnale che hai comprato le scarpe troppo strette; lascia sempre un pollice di spazio in punta.
- Sii onesto sull’utilizzo: non comprare una scarpa da trail se correrai solo sul tapis roulant o sull’asfalto del parchetto.
Gennaio è quel mese crudele in cui i sensi di colpa per i panettoni si trasformano in un’improvvisa, quasi violenta, voglia di correre.
E qual è la prima cosa che fai? Apri il browser, digiti “migliori scarpe running” e vieni travolto da uno tsunami di termini come superfoam, carbon plate, energy return e cifre che sembrano il PIL di un piccolo stato.
La verità è che scegliere le scarpe per ricominciare (o iniziare) non dovrebbe richiedere una laurea in ingegneria aerospaziale. Spesso ci complichiamo la vita cercando la scarpa “migliore in assoluto”, dimenticando che esiste solo la scarpa “migliore per te”. E no, spesso non è quella che ha vinto la maratona di New York ai piedi di un etiope che pesa quaranta chili meno di te.
Ecco una mappa per orientarti in questa giungla, senza tecnicismi superflui e con un po’ di sano pragmatismo.
La regola madre: comfort prima di tutto
C’è molta scienza dietro il running, ma la regola più importante è sorprendentemente banale: il comfort filter.
Funziona così: indossi la scarpa. Ci fai due passi (o una corsetta sul tapis roulant del negozio). Se senti qualcosa che non va — una pressione sul collo del piede, il tallone che scappa, una cucitura che sfiora il mignolo — quella non è la tua scarpa.
Il tuo cervello è bravissimo a dirti come proteggere il tuo corpo. Se la scarpa è comoda, il tuo movimento sarà più naturale e il rischio di infortuni diminuirà. Non farti convincere che “poi cede” o “si deve formare”. La scarpa giusta è come un buon amico: ti mette a tuo agio subito, non dopo tre mesi di sofferenze.
I 3 profili (e cosa cercare)
Non siamo tutti uguali. Identifica chi sei oggi, non chi vorresti essere tra sei mesi.
Riparto da zero
Se non corri da anni o non hai mai corso, i tuoi tendini e le tue articolazioni hanno bisogno di un abbraccio, non di una frustata. Cerca protezione e stabilità. Non ti serve una scarpa leggera come una piuma; ti serve una scarpa che perdoni gli errori di appoggio e che ammortizzi bene l’impatto.
Cosa cercare: “Daily trainer” ammortizzate, intersuola generosa, struttura solida sul tallone.
Corro 3 volte a settimana
Hai già una base, le gambe girano. Ti serve un “muletto”, una scarpa tuttofare. Non devi farci le gare, devi farci i chilometri in serenità.
Cosa cercare: affidabilità e durata. Una scarpa bilanciata, né troppo morbida (che ti “affossa”), né troppo secca.
Faccio Hybrid (Running + Palestra)
Se corri 5 km e poi ti butti a fare squat o burpees, hai un problema: le scarpe da running troppo morbide ti rendono instabile sotto i pesi, quelle da crossfit sono mattoni per correre.
Cosa cercare: Un compromesso. Drop basso, intersuola reattiva ma non “cuscinosa”, suola con buon grip. Oppure, rassegnati a cambiare scarpe tra il tapis e la ghisa.
5 criteri facili per scegliere
Lascia perdere le schede tecniche infinite. Guarda queste cinque cose:
- Comfort: vedi sopra. È molto più importante di quanto pensi.
- Uso reale: sii brutalmente onesto. Correrai maratone o farai 30 minuti tre volte a settimana per scaricare lo stress? Compra la scarpa per quello che fai oggi.
- Rotazione: ti diranno che servono due paia di scarpe. È vero, alternare aiuta a prevenire infortuni perché cambia leggermente il carico sulle strutture. Ma se stai iniziando, un paio fatto bene basta e avanza. La rotazione è uno step successivo.
- Drop (differenziale tacco-punta): è diventato un feticcio. 0mm, 4mm, 10mm. Se non hai problemi specifici (tipo al tendine d’Achille, che gradisce un drop più alto), un drop standard tra gli 8 e i 10mm va benissimo per la maggior parte degli umani. Non fissarti.
- Terreno: se corri al parco o su strada, prendi scarpe da strada (road). Le scarpe da trail usale solo se vai davvero su sentieri sconnessi. Usare una scarpa da trail sull’asfalto è come guidare un trattore in autostrada: scomodo e rumoroso.
3 errori tipici di gennaio
Li abbiamo fatti tutti. Cerca di evitarli.
Comprare per moda
Vedi la scarpa con la piastra in carbonio da 250 euro. È bellissima. Ti dicono che “spinge”. Se corri a 6:00 min/km, quella piastra sarà rigida come una tavola di legno e ti farà solo male ai piedi. Lascia le “super shoes” agli atleti o a quando sarai molto più veloce.
Taglia sbagliata
Le scarpe “da passeggio” devono essere giuste. Le scarpe da running devono essere “grandi”. I piedi si gonfiano mentre corri. Se in negozio tocchi in punta, dopo 10 km avrai le unghie nere. Applica la regola del pollice: deve esserci lo spazio di un pollice tra il tuo dito più lungo e la punta della scarpa.
La scarpa estrema
Troppo minimalista (tipo “a piedi nudi”) o troppo massimalista (con zeppe di 5 cm). Gli estremi richiedono adattamento. Per ricominciare, la via di mezzo è la strada della salvezza.
Checklist finale (la puoi pure stampare)
Prima di fare l’acquisto, fatti queste domande:
- Ho provato la scarpa con i calzini che uso per correre?
- C’è spazio in punta (regola del pollice)?
- Il tallone è fermo o scivola via?
- Mi sento stabile o barcollo?
- Mi piace? (Sì, anche l’occhio vuole la sua parte, correre con una scarpa che ti piace aiuta l’umore).
Scegliere bene significa dimenticarsi di avere le scarpe ai piedi dopo i primi cento metri. Tutto il resto è marketing.


