Sportivi della domenica: antologia tragicomica di gesti atletici discutibili

Sportivi della domenica: una carrellata esilarante e autoironica dei personaggi più iconici che popolano le nostre corse del weekend. Ti ci riconosci?

Lo sport è una cosa seria. Tranne quando non lo è.

C’è un momento, ogni domenica mattina, in cui il mondo si divide: da un lato chi dorme beato nel letto, dall’altro chi si infila una maglietta tecnica del 2012 e si convince che oggi è il giorno buono per il personale sui 10 km. Lo spirito è encomiabile, l’energia quasi commovente, il risultato spesso è tragicomico.

Non c’è ironia più sincera di quella che ci rivolgiamo da soli, guardandoci con affetto e una punta di vergogna nelle vecchie foto post-allenamento. Perché sì, siamo stati anche noi sportivi della domenica. O forse lo siamo ancora, e va benissimo così. Ecco quindi una rassegna di figure epiche e universalmente riconoscibili: se non ti ci ritrovi, probabilmente stai mentendo.

Il Metronomo

Corre con una precisione millimetrica, lo vedi guardare l’orologio ogni 300 metri. Ha il passo perfetto, la cadenza perfetta, la respirazione perfetta. Peccato che il suo “passo perfetto” sia di 7’40”/km e tu gli stia dietro da venti minuti aspettando il sorpasso giusto per non offenderlo.

Il Crasher

Parte a razzo. Un razzo veramente – tipo che se c’è una partenza collettiva, sparisce all’orizzonte prima ancora che il GPS agganci il segnale. Dopo 1 km lo ritrovi accasciato su una panchina, rosso peperone, che annuisce con lo sguardo perso nel vuoto e dice “Oggi non gira”.

L’Accessorista

Non sappiamo se stia andando a correre o a girare una campagna per un brand tecnico outdoor. Fasce, occhiali specchiati, pettorina da trail, t-shirt con i buchi, scarpe con 14 sistemi di ammortizzazione, cardiofrequenzimetro, due gel, un GPS da polso che rileva anche le fasi lunari. Poi scopri che sta facendo il giro dell’isolato.

Il Braccista

Va in palestra da anni, ha due bicipiti grossi come il tuo torace e le gambe di SpongeBob. Corre come se stesse evitando di farle toccare terra: perché in effetti non le ha mai allenate. Ogni passo è un rimbalzo su caviglie disperate.

Il Filosofo

È lento, meditativo, assorto. Corre per pensare, ma in realtà cammina per raccontarti il suo ultimo sogno lucido, il podcast che ha ascoltato, e quanto sia importante la connessione con la terra. Dopo 3 km ti ha prosciugato tutte le energie. Mentali.

La Gazzella Tecnologica

Ha tutti i dati, li controlla in tempo reale, discute di VO₂max e soglie anaerobiche con chiunque abbia la sfortuna di incrociarla. La vedi sempre ferma a regolare l’app, settare l’allenamento, calibrare le scarpe. Corre poco, ma aggiorna molto.

Il Senza-Fondo

“Faccio un’oretta tranquilla” dice, poi dopo due ore lo vedi in mezzo alla campagna che sorride beato mentre ascolta il White Album in cuffia. Ha finito l’acqua, non sa dove sia, ma che giornata pazzesca, bro.

Il Social Runner

Corre per Instagram. Fotina alla partenza, fotina alla fontanella, reels al tramonto, caption motivazionale tipo “Solo chi osa può volare”. Poi ti accorgi che ha fatto 2,4 km in 1h15. Ma con stile.

Il Fan della Salita

Il suo habitat naturale è il dislivello. Corre solo in salita, solo su sterrato, solo a stomaco vuoto. Disprezza chi corre in piano e – se glielo chiedi – lo fa “per sentire le gambe, non per fare tempo”. Nessuno sa se esista davvero o se sia solo una leggenda che si tramanda nei trail.

Il Minimalista

Maglietta in cotone Fruit of the Loom, pantaloncini di quando faceva calcio a 16 anni, scarpe consumate “ma ancora buone”. Corre da sempre e corre sempre. Zero problemi, zero app, zero post. È l’unico a cui non diresti mai niente. Perché ti sta simpatico. E perché in fondo è quello che vorresti essere.


Anche tu ti ci sei ritrovato almeno in uno? Dai, ammettilo. Magari sei stato più d’uno, a seconda dell’umore, delle fasi lunari o di cosa hai mangiato la sera prima. Ma il bello è proprio qui: nella varietà, nell’imperfezione, nell’autoironia.

E se hai un personaggio che manca a questa galleria, raccontacelo. Gli sportivi della domenica sono una specie in continua evoluzione: a volte buffi, a volte epici, sempre umanissimi.

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