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Trail running per principianti: tutto quello che devi sapere prima di iniziare

  • 4 minute read

C’è un momento, durante una corsa nel solito parco asfaltato o su ciclabili impeccabili, in cui ti accorgi che qualcosa ti manca. È lo stesso momento in cui inizi a guardare con occhi diversi quella traccia sterrata che parte dal bordo del sentiero. Non sai esattamente dove porta, ma ti attira. Perché il trail running inizia così: con una deviazione. Con il desiderio – a volte irrazionale – di esplorare, di perderti per ritrovarti, di fare pace con le salite e con i tuoi pensieri.

Se ti riconosci in tutto questo e stai pensando di abbandonare l’asfalto per iniziare a correre su sentieri – prima di iniziare, fermati un attimo. Controlla di avere tutto quello che ti serve per farlo nel modo giusto, senza spaventarti (troppo), senza farti male e, magari, scoprendo che il trail è molto più di un tipo di corsa. È un modo diverso di vivere il movimento. E anche un po’ la vita.

Le scarpe (no, quelle da strada non vanno bene)

Partiamo da terra, letteralmente. Le scarpe da trail non sono una versione “sporchevole” di quelle da running su strada. Hanno una suola diversa, spesso con tasselli della suola più profondi, che garantiscono grip su fango, roccia e fogliame. Sono più protettive, soprattutto in punta, perché incontrare una radice o un sasso non è un’ipotesi: è una certezza.

Alcune hanno anche una piastra anti-roccia nell’intersuola per evitare le dolorose “punture” sotto il piede. Se vuoi iniziare, cerca modelli base che siano confortevoli ma con buona trazione. E no, non servono per forza scarpe da ultra o con 10mm di drop negativo. Parti con modelli versatili e stabili. Tipo: “non ho paura del fango, ma neanche lo cerco”.

Abbigliamento: il principio della cipolla (ma tecnica)

Nel trail non ci sono spogliatoi, quindi devi portare con te quello che potrebbe servirti. Il clima cambia in fretta, soprattutto se sali di quota. Vestiti a strati: un baselayer tecnico che asciuga subito, uno strato intermedio se fa freddo, e una giacca antivento o impermeabile se sei in zone più “selvagge”.

Ovviamente evita il cotone, scegli materiali traspiranti. E dimentica il concetto di outfit perfetto: meglio essere pronti che belli (poi comunque con le calze alte e lo zaino tecnico sembri subito un esperto, anche se ti sei perso due curve fa).

Zaini e borracce: il tuo piccolo equipaggio

Correre su sentieri significa anche essere più autonomi. Non trovi fontanelle ogni 2 km e, soprattutto, se ti fermi, devi avere con te quello che ti serve: acqua, barrette, telefono, giacca. Gli zaini da trail sono pensati per questo: hanno tasche frontali, vestibilità aderente (niente zaino che balla sulla schiena) e sono leggeri.

Per le prime uscite bastano anche una cintura da corsa con una flask morbida e qualche tasca, ma appena cominci ad allungare o ad affrontare dislivelli seri, lo zaino diventa un elemento imprescindibile. Come nella vita: se sai cosa portare con te, ti senti più sicuro.

Dislivello e ritmo: qui si cammina (senza vergogna)

Uno dei primi traumi del trail per un runner da strada è accettare che si cammina. E anche spesso. Il dislivello cambia tutto: puoi anche correre serenamente 10 km in pianura ma trovarli faticosissimi su sentiero se c’è una salita di 400 metri in mezzo.

Non ragionare in chilometri, ragiona in tempo e in sforzo. Usa i bastoncini se il dislivello è importante. E, soprattutto, non sentirti “meno runner” se ti fermi o cammini. Sei solo un runner che ha scoperto che l’umiltà è un ottimo alleato.

Cibo, acqua e testa: il trittico della sopravvivenza

Nel trail il corpo brucia più energia, anche solo per stare in equilibrio. Se stai fuori più di un’ora, porta con te qualcosa da mangiare: gel, barrette o frutta secca. Ma soprattutto bevi. Spesso. Anche se non hai sete.

E poi c’è la testa. Che va allenata come le gambe. Perché può capitare di perdersi (succede), di prendere una salita troppo forte e pagare dopo, di avere paura. È normale: bisogna stare attenti a ogni passo. Ma anche qui, come nella vita, puoi sempre tornare indietro, prenderti una pausa e ripartire. Con più attenzione, con più consapevolezza. E, a volte, con un panorama che ti ripaga di ogni singolo metro.

Ok, ma da dove comincio?

Comincia da un sentiero facile. Vicino a casa. Anche un parco collinare va bene. Studia la mappa (Komoot, AllTrails), avvisa qualcuno prima di uscire, e non andare mai da solo all’inizio. Non serve correre 20 km al primo giro. Bastano 5, magari in un’ora. E se ti fermi a guardare un albero o a sentire il silenzio, stai facendo trail anche così.


Il trail running non è solo una disciplina. È un modo di fare pace con la fatica, di riscoprire lo stupore. Di tornare a casa infangato e felice. Di sentire le gambe stanche ma la testa leggera. E se stai pensando: “vorrei provarci, ma non so se sono capace”, sappi che lo sei. Serve solo una deviazione dal solito percorso. E un primo passo fuori dall’asfalto.

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