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Come scegliere le scarpe da trail running ASICS

  • 8 minute read

Dopo la guida ai modelli da strada, ci spostiamo offroad con lo stesso approccio. Perché sui sentieri la scarpa si sceglie guardando il terreno, non il cronometro: cinque modelli ASICS e il fondo per cui ciascuno è stato costruito.

  • Tre variabili decidono quasi tutto: quanto è sconnesso il fondo, quante ore resti fuori e quanto spesso trovi bagnato.
  • La BLAZEBLAST porta sui sentieri la tecnologia delle BLAST da strada ed è pensata per chi arriva dall’asfalto.
  • Per il tecnico veloce c’è la FUJI LITE 7, per la montagna la TRABUCO 14, per le ultra la TRABUCO MAX 5.
  • La METAFUJI TRAIL 2 porta nel trail una piastra in carbonio a forma di X, testata in gara dagli atleti ASICS.

Il primo tratto di single track dopo l’asfalto è sempre una piccola sorpresa. Il piede appoggia su qualcosa che si muove, la caviglia corregge, gli occhi smettono di guardare l’orizzonte e si posano tre metri più avanti. Da quel momento la scarpa smette di essere un dettaglio: è l’unico pezzo di attrezzatura che tocca il terreno, e sul terreno, fuori strada, bisogna adattarsi a tutto.

ASICS costruisce scarpe da sentiero dai tempi della prima FUJITRAIL, e la proposta di questa stagione ha una particolarità: copre cinque usi che quasi non si sovrappongono, dalla prima uscita sullo sterrato fino alle gare da cento miglia. Vediamo come orientarsi, partendo da dove si deve partire.

Le tre variabili che contano fuori strada

Quanto è sconnesso il fondo che corri. Uno sterrato di fondovalle e un sentiero di cresta pieno di pietre smosse chiedono cose opposte. Sul primo puoi permetterti una scarpa alta e morbida, sul secondo servono un appoggio basso e una suola che si aggrappi. Se non sei sicuro di come classificare i tuoi percorsi abituali, imparare a leggere il terreno è il primo esercizio da fare, e vale anche in negozio.

Quante ore resti fuori. Un’ora nel bosco e sei ore in montagna non sono la stessa attività e, forse, nemmeno lo stesso sport. Oltre le tre o quattro ore, la quantità di schiuma sotto il piede smette di essere una preferenza e diventa protezione: le articolazioni accumulano migliaia di impatti, e la differenza si sente nei giorni successivi.

Quanto spesso trovi bagnato. Fango, erba con la rugiada, rocce umide: sono le condizioni in cui la gomma decide se resti in piedi.

Da qui nascono i due numeri da leggere su ogni scheda. Il primo è l’altezza dei tasselli: funzionano come piccole lame che affondano dove il terreno cede, quindi più sono alti più mordono nel molle, mentre su fondo compatto tassellature basse sono più silenziose e comode. Il secondo è il drop, la differenza di altezza tra tallone e avampiede: un drop basso tiene il piede più vicino a terra e ti dà controllo sul tecnico, uno più generoso alleggerisce il lavoro del polpaccio sulle lunghe. Tutta la collezione trail running di ASICS è organizzata esattamente lungo queste linee.

1. Dall’asfalto allo sterrato: la scarpa per cominciare

BLAZEBLAST di ASICS

È il modello nuovo di quest’anno, e nasce da un’osservazione semplice fatta da ASICS ascoltando chi corre: molti volevano ritrovare sui sentieri il rimbalzo delle scarpe da strada. La BLAZEBLAST è la prima trail della famiglia BLAST e utilizza la schiuma FF BLAST MAX abbinata alla costruzione a trampolino nell’avampiede, quella sagomatura di suola che si comprime allo stacco e restituisce spinta. Il risultato sotto il piede è vivace, morbido, familiare a chiunque arrivi dalla strada. La tomaia in tessuto tecnico intrecciato resta leggera e ventilata, la suola ASICSGRIP monta tasselli da 2,5 millimetri, tarati per i sentieri scorrevoli.

I numeri: 252 grammi uomo e 222 donna, drop di 8 millimetri, intersuola da 43 millimetri al tallone e 35 all’avampiede. Costa 160 euro ed è arrivata nei negozi il 1° agosto 2026. Magdalena Gassebner, che ne ha seguito lo sviluppo in ASICS, l’ha raccontata come una scelta precisa: invece dell’ennesima scarpa iper-tecnica, un modello che dia sicurezza fin dalla prima uscita. Se stai iniziando adesso, funziona benissimo anche sulle colline dietro casa, che sono la palestra giusta prima della montagna vera.

Ideale per: chi arriva dalla strada, sterrati e sentieri scorrevoli, uscite miste asfalto e terra, prime esperienze fuori strada.

2. Quando il sentiero si fa tecnico e vuoi sentire il terreno

FUJI LITE 7 di ASICS

La FUJI LITE 7 lavora in direzione opposta rispetto alla tendenza generale delle scarpe alte. Intersuola contenuta, 32 millimetri al tallone e 28 all’avampiede, drop di appena 4 millimetri: il piede resta vicino al terreno e riconosce quello che succede sotto, che sul tecnico è il modo migliore per non sbagliare l’appoggio. L’ammortizzazione è affidata alla mescola FF BLAST PLUS, più leggera della schiuma FF BLAST tradizionale, e la suola ASICSGRIP monta tasselli da 4 millimetri, quindi presa vera su terra, erba bagnata e fondi che si sbriciolano.

Pesa 241 grammi in taglia unisex, una decina in meno rispetto alla FUJI LITE 6, e il guadagno arriva dalla nuova tomaia in tessuto intrecciato, che è anche più resistente contro rocce e sterpaglia. Il dettaglio da segnalare è la costruzione della linguetta, la tongue wing: due alette che avvolgono il mesopiede e riducono i movimenti del piede dentro la scarpa, quelli che sui traversi in discesa mandano le dita contro la punta. Costa 140 euro ed è l’ingresso più accessibile della gamma. Piccola avvertenza: un drop basso chiede caviglie e tendini preparati, quindi se vieni da scarpe da strada con 8 o 10 millimetri, vale la pena inserire in settimana qualche esercizio di rinforzo.

Ideale per: sentieri tecnici, salite e discese ripide, uscite brevi e brillanti, chi vuole sentire il terreno.

3. Montagna e lunghe distanze: le due TRABUCO

Stesso obiettivo, due approcci diversi: correre meglio, più a lungo e con maggiore consapevolezza. A distinguerle è la filosofia dell’ammortizzazione, che definisce il carattere e il terreno ideale di ciascuna scarpa.

TRABUCO 14 di ASICS

La TRABUCO 14 è la scarpa più duttile del catalogo, quella che punta su equilibrio e prevedibilità. L’aggiornamento principale di questa versione è il passaggio alla schiuma FF BLAST MAX con due millimetri di materiale in più rispetto alla generazione precedente: appoggi più morbidi, stacco più reattivo, e una struttura che regge bene anche quando le ore si allungano. La calzata è stata ridisegnata con più spazio nella parte anteriore, un dettaglio che conta parecchio quando il piede si gonfia dopo qualche ora, mentre la tomaia in mesh tecnico rinforzato e la linguetta a soffietto integrata con l’alloggiamento per i lacci tengono fuori sassolini e detriti. Sotto, ASICSGRIP con tasselli da 4 millimetri.

È dotata di una piastra di protezione anti-roccia, una lamina rigida annegata nell’intersuola che si comporta come il tagliere sotto il coltello: plantare la pietra appuntita che a piena velocità sentiresti sotto il piede arriva molto più smorzata, invece di concentrarsi sotto l’arco plantare.

Pesa 281 grammi uomo e 249 donna, quindici in meno rispetto al modello che sostituisce, con drop di 8 millimetri e un’intersuola da 35 millimetri al tallone. Costa 160 euro. Ben Dhiman, atleta ASICS Trail, l’ha sintetizzata bene dicendo che dà sicurezza dove il terreno non ne offre: agile sui single track più stretti, prevedibile quando la stanchezza ti toglie precisione. Esiste anche in versione GTX con membrana impermeabile a 170 euro.

Ideale per: montagna, sentieri tecnici e rocciosi, uscite da mezza giornata, chi cerca protezione senza perdere agilità.

TRABUCO MAX 5 di ASICS

Quando le ore diventano molte e il fondo resta corribile, la TRABUCO MAX 5 è la risposta. È il modello con più ammortizzazione della gamma trail: FF BLAST PLUS per 38,5 millimetri al tallone, drop di 5 millimetri, e una geometria che assorbe gli impatti ripetuti delle discese lunghe. Gli aggiornamenti di questa quinta generazione si concentrano sulla tomaia, ora in mesh tecnico idrorepellente e rinforzata dove la scarpa si consuma prima, con una trama studiata per far passare l’aria e lasciare uscire l’acqua dopo un guado.

Pesa 302 grammi nella versione da uomo e 264 in quella da donna, tredici in meno rispetto alla TRABUCO MAX 4, e costa 180 euro. È anche il modello con l’impronta di carbonio più bassa dell’intera gamma trail ASICS: 10,7 kg di CO2 equivalente per paio, il 26% sotto la media del settore. Nelle uscite per cui è nata, la corsa è solo una parte del lavoro, e sapere quando conviene camminare incide sul risultato quanto la scarpa che hai ai piedi.

Ideale per: ultradistanze, uscite di molte ore, sentieri corribili, chi predilige il comfort alla reattività.


Quando serve la membrana impermeabile e quando è di troppo

La versione GTX di una scarpa da trail aggiunge una membrana che blocca l’acqua dall’esterno, e costa in media dieci euro in più: la TRABUCO 14 GTX è in vendita a 170 euro contro i 160 della versione normale. Conviene se corri d’inverno, se i sentieri hanno erba alta e bagnata al mattino, o se vivi dove piove spesso, perché un piede asciutto a due gradi è una questione di comfort e di vesciche. Ha meno senso in estate e in tutte le situazioni in cui i guadi sono frequenti. In quei casi è meglio una tomaia che dreni in fretta, come quella idrorepellente della TRABUCO MAX 5. La regola pratica è: membrana se l’acqua arriva dall’alto e dai lati, tomaia drenante se arriva da sotto.


4. Le gare: il carbonio arriva sui sentieri

METAFUJI TRAIL 2 di ASICS

La METAFUJI TRAIL 2 è il modello di punta del trail racing ASICS e arriva con una storia alle spalle poco comune: il prototipo ha corso in gara ai massimi livelli prima di diventare un prodotto. A Chamonix, nel 2025, Tom Evans e Ben Dhiman lo indossavano quando hanno chiuso l’UTMB al primo e al secondo posto. E quest’anno Ben Dhiman l’ha confermata come scarpa vincente arrivando per primo al traguardo. Alla versione definitiva di questa scarpa hanno lavorato ventitré atleti e sette prototipi successivi.

La novità tecnica è la piastra in carbonio a forma di X, disegnata specificamente per il fuoristrada. Una piastra piena, come quelle delle scarpe da strada, spinge bene ma resta rigida quando il terreno è irregolare; la geometria a X favorisce la spinta in salita e permette ai due lati della scarpa di adattarsi in modo indipendente quando il piede incontra una pietra o una radice. In discesa, questo aiuta a mantenere un contatto più preciso con il terreno. La piastra lavora incastrata tra due schiume: sopra la FF LEAP, la più leggera e reattiva prodotta da ASICS, sotto la FF BLAST PLUS che si occupa del comfort quando la gara si allunga. Completano il progetto la tomaia Motion Wrap con filato elastomerico, il collarino a calzino con tasca per i lacci rapidi, il sottopiede SOLYTE e la suola ASICSGRIP con tasselli da 3,5 millimetri.

Pesa 255 grammi in taglia unisex, drop di 5 millimetri, intersuola da 41,5 millimetri al tallone. Costa 250 euro ed è disponibile dal 1° agosto 2026. Come tutte le scarpe da gara, chiede una base di chilometri già costruita: la spinta si paga in sollecitazione su polpacci e tendine d’Achille, e l’ingresso graduale è parte del suo utilizzo corretto.

Ideale per: gare dalla media distanza all’ultra, atleti allenati, chi cerca velocità senza perdere ammortizzazione.

Tabella riepilogativa

Modello Ideale per Peso uomo/donna Tasselli Drop Prezzo
BLAZEBLAST Primi sentieri, fondi scorrevoli 252 g / 222 g 2,5 mm 8 mm 160 euro
FUJI LITE 7 Tecnico veloce, uscite brevi 241 g (unisex) 4 mm 4 mm 140 euro
TRABUCO 14 Montagna, sentieri rocciosi 281 g / 249 g 4 mm 8 mm 160 euro
TRABUCO MAX 5 Ultra e uscite molto lunghe 302 g / 264 g 4 mm 5 mm 180 euro
METAFUJI TRAIL 2 Gara, media distanza e ultra 255 g (unisex) 3,5 mm 5 mm 250 euro

Il collaudo vero si fa in salita

Una scarpa da sentiero si giudica in tre momenti: quando spingi in salita, quando molli i freni in discesa e quando, dopo tre ore, riesci ancora a contare su un appoggio preciso. Il primo dipende dal peso, il secondo dalla suola, il terzo dalla schiuma all’intersuola. Nessuna scheda tecnica può dirti come saranno quei tre momenti per te, perché dipendono dal tuo peso, dalla tua falcata, dalla tua preparazione e dai sentieri che hai vicino casa.

Quello che le caratteristiche delle scarpe possono fare è aiutarti a orientarti. Indossale, cerca la salita più ripida che conosci e la discesa che di solito ti mette in difficoltà. La risposta arriva prima di quanto pensi.

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