Dalle aree industriali abbandonate dove c’erano i rave a ritrarre attori, sportive e i musicisti più famosi del mondo: la fotografia di Mattia Zoppellaro ci porta dentro i rave per scoprire cosa sono stati e sono questi eventi collettivi e cosa c’entra l’abbigliamento, come estetica e codice sociale.
Che cosa raccontano davvero i rave, se li guardi dall’interno e non da lontano? In questa puntata di Contaminazioni incontriamo Mattia Zoppellaro, fotografo che dalla provincia è arrivato a documentare free party e scena techno tra Italia ed Europa: capannoni industriali, centri sociali, corpi sfiniti e comunità temporanee. Per poi arrivare a fotografare artisti, musicisti e sportivi per Rolling Stones, GQ e Vanity Fair.
Ma cosa succedeva davvero in quei rituali collettivi? Trance e alienazione, ma anche appartenenza, resistenza e bisogno di evasione. E quali sono i codici estetici di questi eventi? C’è l’abbigliamento sportivo diventato una divisa per ballare ore (Air Max, tute in acetato), e c’è una tecnologia nata per correre riadattata alla notte. E poi la contraddizione: eventi illegali e anticapitalisti popolati da loghi Nike, Adidas, Australian.
Infine, l’eredità: quando quell’estetica è stata assorbita dalla moda di lusso e quando, nel mirino, si è capito che l’autenticità stava finendo.
Ascolta “Il giorno infinito – La cultura Rave, i suoi riti e le sue divise. Con Mattia Zoppellaro” su Contaminazioni Fuorisoglia.
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