ACG porta a Chamonix una collezione da gara camuffata con la geologia del Monte Bianco e una scarpa che ha già raccolto podi prima di essere mostrata al pubblico.
- Chamo Camo è un motivo mimetico costruito studiando granito, calcare, arenaria, foreste e licheni del percorso attorno al Monte Bianco.
- Il disegno veste il kit degli atleti dell’All Conditions Racing Department e una collezione retail di abbigliamento e cinque scarpe da trail.
- La Kigerfly è stata mostrata dopo mesi di gare corse in prototipo: ACG ha diffuso la storia degli atleti e rimandato le specifiche tecniche all’inizio del 2027.
- La collezione è su Nike.com dal 23 luglio e presso alcuni rivenditori ACG selezionati dal 30.
Il 28 agosto alle 17:45, da Chamonix, parte l’UTMB, l’Ultra-Trail du Mont-Blanc: 174 chilometri e 9.900 metri di dislivello positivo attorno al massiccio. Sulla linea di partenza ci saranno scarpe e maglie coperte da un disegno ricavato dalle rocce che attraverseranno nelle quaranta ore successive. Si chiama Chamo Camo, è la collezione da gara di Nike ACG, All Conditions Gear, ed è arrivata in valle qualche settimana prima dei corridori.
Insieme alla collezione, ACG ha mostrato per la prima volta la Kigerfly, una scarpa da trail che ha corso in prototipo per mesi prima che qualcuno la vedesse nel loro aspetto definitivo.
Un camouflage costruito con la geologia del Monte Bianco
Guarda una parete di granito alle sette del mattino, poi torna a guardarla a metà pomeriggio: il tono si è spostato, le ombre hanno cambiato lato. Un disegno mimetico pensato per un percorso che si corre dall’alba al tramonto e poi di nuovo all’alba deve reggere tutte quelle versioni della stessa pietra.
I designer ACG hanno lavorato su texture, colori e ombre delle formazioni di granito, calcare e arenaria che compongono il tracciato, e sulle foreste di abeti rossi e pini che lo costeggiano. Ne è uscito un camouflage a strati, costruito per sovrapposizione invece che per macchia piatta. Anche il modo in cui la natura risolve lo stesso problema è entrato nel progetto: la fauna selvatica, la vegetazione e i licheni che si confondono con l’ambiente circostante.
Patrick Montoya, ACG Apparel Senior Manager, colloca l’origine dell’idea nella dinamica delle gare lunghe, «una continua sfida tra chi insegue e chi è inseguito», dove l’atleta vuole muoversi senza farsi notare e tenere l’attenzione sul terreno.
Vale la pena dirlo con precisione: nella settimana in cui il fondovalle di Chamonix diventa il posto più fotografato del trail mondiale, sparire non è un’opzione praticabile. I pettorali sono numerati, i tracker trasmettono la posizione in diretta, le troupe presidiano i colli. Il camouflage qui lavora più come dichiarazione di appartenenza a un territorio preciso che come occultamento, e si inserisce in una tendenza che dura da qualche stagione: l’abbigliamento outdoor che ha lasciato i colori accesi per le tonalità minerali. È anche il motivo per cui il disegno funziona nelle immagini di gara, dove l’atleta è ormai una silhouette dentro un paesaggio.
Cosa contiene la collezione
Il kit degli atleti dell’All Conditions Racing Department copre l’intera giornata di gara: la canotta e la maglia a maniche corte Dri-FIT ADV Distance per la corsa, una maglia dedicata al riscaldamento, i tight corti per le donne e a metà coscia per gli uomini, gli shorts da gara. Completano l’equipaggiamento il Dri-FIT ADV Distance Airborne e l’Aero-FIT Radical AirFlow.
La parte acquistabile è più contenuta. Per le donne, canotta e shorts da trail running Dri-FIT con slip interno, più una maglietta con stampa ACG; per gli uomini la maglia Dri-FIT ADV “Solar Chase”, gli shorts da 15 centimetri con slip interno e la stessa maglietta stampata. Il motivo mimetico veste poi cinque scarpe già a catalogo: ACG Ultrafly Trail, ACG Zegama Trail, ACG Pegasus Trail, Wildhorse e Terra Kiger.
La collezione è disponibile su Nike.com dal 23 luglio e presso alcuni rivenditori ACG selezionati dal 30.
Kigerfly, la scarpa presentata al contrario
Di solito una scarpa da gara arriva prima come scheda tecnica e poi come risultato. La Kigerfly ha fatto il percorso inverso: gli atleti dell’All Conditions Racing Department hanno gareggiato per mesi con un prototipo mai annunciato, salendo sui podi con ai piedi un modello che nessuno poteva identificare. È il metodo delle case automobilistiche che portano in gara una vettura fasciata di pellicola nera, vincono la corsa e pubblicano le specifiche l’anno dopo.
Il racconto diffuso insieme alle prime immagini è quasi interamente dedicato agli atleti. Le salite che hanno messo alla prova la scarpa, le discese, i riscontri raccolti gara dopo gara e rimandati ai progettisti, le modifiche fatte tra un appuntamento e l’altro. Il prototipo, dice ACG, è stato costruito in montagna più che testato in montagna.
L’approfondimento sulla tecnologia è annunciato per l’inizio del 2027, e fino ad allora la Kigerfly resterà visibile soprattutto sui piedi di chi corre davanti.
Il giudizio, a questo punto, riguarda il metodo. Un podio è una prova che nessuna scheda tecnica può fornire: dice che quella scarpa ha retto una gara vera, sotto un atleta vero, su un terreno che non ammette errore.



