Nike ha strutturato le sue scarpe da gara in base alla gara che stai preparando: Swooshfly per cominciare, Alphafly 4 per il personale in maratona, Apex per chi si gioca i secondi.
- Come Nike ha riorganizzato la sua linea da gara e da quale domanda è ripartita
- Swooshfly: da dove nasce, cosa cambia nella piastra e perché guarda a chi corre la maratona in quattro ore e mezza
- Alphafly 4 in breve, con i dati di Nike sul modello precedente
- Apex: quattro unità Air Zoom e una piattaforma a drop zero spiegate in parole semplici
- Date di arrivo e prezzi noti dei tre modelli
Per anni le scarpe da gara si sono messe in fila come i gradini di una scala: in basso la più accessibile, in cima la più veloce. Con Swooshfly, Alphafly 4 e Apex, Nike ridisegna la linea partendo da un’altra domanda, cioè che gara stai preparando, perché la prima maratona e il tentativo di record chiedono cose diverse sotto il piede.
Una linea organizzata per obiettivo
La mappa si legge in fretta. Swooshfly è pensata per chi affronta la prima gara o insegue un nuovo obiettivo, dai 5 chilometri alla maratona. Alphafly 4 è per chi vuole abbassare il proprio tempo in maratona. Apex è per chi in maratona lotta per ogni secondo.
Da un modello all’altro cambia soprattutto il dosaggio tra la schiuma dell’intersuola, che ammortizza e restituisce energia, e la piastra in fibra di carbonio, che irrigidisce la scarpa e accompagna la spinta. Alphafly 4 e Apex aggiungono le unità Air Zoom: sacche d’aria in pressione nell’avampiede che si comprimono sotto il carico e lo restituiscono; in Swooshfly il lavoro si concentra su una schiuma nuova e su una piastra più flessibile.
Swooshfly e Apex non sono ancora in vendita in Italia: conviene capire adesso la logica della linea, per scegliere con calma quando arriveranno.
Swooshfly, la scarpa da gara per cominciare
Swooshfly è la scarpa più interessante della linea, perché parte dal problema di chi corre la maratona in quattro ore e mezza e non da quello di chi la corre in due. Secondo i dati di Nike il tempo medio in maratona si aggira proprio sulle quattro ore e mezza, e un amatore copre i 42 chilometri in circa 55.000 passi, quasi il doppio dei 28.000 che bastano a Eliud Kipchoge. Vuol dire restare in strada più del doppio del tempo, con quasi il doppio degli appoggi da gestire.
Chi in Nike lavora da anni alle scarpe da gara ha raccolto spesso, dai maratoneti amatoriali, la stessa frase: senza abitudine, con una super scarpa ai piedi si ha la sensazione che sia la scarpa a guidarti. È l’effetto di uno sterzo molto diretto. Al pilota restituisce ogni millimetro, a chi guida la domenica sembra spostare l’auto un istante prima delle sue mani. Le scarpe da gara per gli atleti élite sono costruite per amplificare l’appoggio sull’avampiede, e molti amatori le trovano troppo rigide da controllare.
La risposta di Nike parte dalla piastra. Alphafly e Vaporfly usano otto strati di fibra di carbonio, Swooshfly ne ha cinque: nei test al laboratorio Nike di Shanghai è stato il numero che, secondo chi la provava, teneva insieme spinta e controllo. Tre strati in meno sembrano una rinuncia, ma in una scarpa veloce buona parte del lavoro lo fa l’intersuola, ed è lì che sta la novità: la schiuma SkyX, fatta di microsfere di TPU, un materiale plastico elastico, trattate a vapore per ottenere densità diverse tra tallone, centro e avampiede, con una rullata pensata anche per chi appoggia prima il tallone. Secondo Nike, l’insieme restituisce fino al 16% di energia in più rispetto a Vaporfly 4, misurato sulla taglia 44 uomo.
La forma è più ampia a metà piede e l’arco plantare più basso, perché i runner coinvolti nei test segnalavano scarpe da gara troppo strette e irritazioni sotto l’arco. Nell’avampiede la gomma GOATEK aumenta l’aderenza vicino ai ristori, dove l’asfalto si copre di acqua e bicchieri schiacciati e diventa più scivoloso a ogni ora che passa, un dettaglio che conosce bene chi ai ristori ci arriva in mezzo al gruppo. L’idea è nata ascoltando i maratoneti cinesi, e Nike ha sviluppato la scarpa in circa un anno, la metà del tempo che richiede di solito un modello nuovo.
Alphafly 4, per il personale in maratona
Se hai già una maratona alle spalle e adesso il traguardo è un tempo, la scarpa della linea è Alphafly 4. Nike l’ha costruita intorno al momento in cui mantenere il ritmo diventa più difficile che trovarlo. Secondo i dati di Nike restituisce il 10% di energia in più rispetto al modello precedente e pesa il 5% in meno.
La nuova schiuma ZoomX LT sta sopra e sotto la piastra in carbonio, due unità Air Zoom lavorano nell’avampiede, la suola è una Fast Shot e la tomaia Atomknit è priva di cuciture. Rispetto a Swooshfly la piastra torna a otto strati, quindi più rigida, e arriva l’aria nell’avampiede. La nuova unità Air Zoom di Alphafly 4 è anche la base su cui è costruita Apex, dove viene portata all’estremo.
Apex, per chi cerca ogni secondo
La costruzione di Apex si capisce partendo dall’avampiede, dove ci sono quattro unità Air Zoom disposte in due coppie sovrapposte, la quantità d’aria più alta che Nike abbia mai messo nella parte anteriore di una scarpa da corsa. Sopra di loro una piastra in carbonio a onda inversa è progettata per convogliare il carico verso le unità d’aria, sotto c’è uno strato di ZoomX LT.
La piattaforma misura 40 millimetri sia al tallone sia all’avampiede, cioè lo spessore massimo consentito nelle gare su strada, e il drop è zero: il piede resta orizzontale come sul pavimento di casa, solo quattro centimetri più in alto. La tomaia Flyknit X, senza sottopiede, calza come un guanto. Secondo i dati di Nike il ritorno di energia arriva fino al 40% in più rispetto ad Alphafly 3, sulla taglia 44 uomo, con un peso inferiore di oltre il 10%. Jacob Kiplimo ha corso con i prototipi negli ultimi mesi, in alcune delle gare più importanti della sua carriera.
Colpisce che ai due estremi della linea si arrivi alla stessa idea. Kiplimo racconta che le innovazioni migliori ti fanno pensare meno a cosa succede sotto i piedi, e di Swooshfly Nike scrive che deve aiutare a concentrarsi meno sulle scarpe e più sulla sfida. Quasi due ore e mezza di differenza al traguardo, e alla scarpa si chiede la stessa cosa.
Quando arrivano e quanto costano
Alphafly 4 è uscita in anteprima, in edizione limitata, il 17 settembre su nike.com. La distribuzione più ampia parte il 29 ottobre, su nike.com e presso rivenditori selezionati, al prezzo di 279,99 euro. Apex arriva a gennaio 2027 e il prezzo non è ancora stato comunicato. Swooshfly debutta in Cina a febbraio 2027 e nel resto del mondo in primavera: Nike ha indicato un prezzo di 145 dollari, mentre quello in euro non è ancora noto.


