• Allenamento & performance
    • Correre
    • Iniziare a correre
    • Consigli
    • Tecnica
    • Programmi di Allenamento
    • Offroad
    • Recensioni
    • Scarpe
    • Training
  • Benessere
    • Azioni
    • Alimentazione
    • Let’s go outdoor
    • Meditazione
    • Walking e hiking
  • Contaminazioni
    • Cultura
    • Lifestyle
    • Cose Preziose
    • Playlist
    • Oggi non corro
  • Lovers
    • Editoriali
    • Corsi e Ricorsi
  • News
  • Podcast
  • English
Runlovers Runlovers
  • Allenamento & performance
  • Benessere
  • Contaminazioni
  • News

Nike Pegasus Plus 2: la spinta arriva dall’aria

  • 5 minute read

La Pegasus Plus 2 mette un’unità Air Zoom curva sotto l’avampiede e porta la sensazione della scarpa da gara dentro l’allenamento quotidiano, senza montare una piastra.

  • Sotto l’avampiede compare un’unità Air Zoom curva ed esposta, appoggiata su un’intersuola in schiuma ZoomX.
  • Nike dichiara almeno il 18% di ritorno di energia in più rispetto alla prima Pegasus Plus.
  • La pressione dell’unità è tarata taglia per taglia, così la resa resta la stessa su qualunque piede.
  • Nessuna piastra: la spinta arriva dalla geometria dell’aria e dalla schiuma, e questo la rende una scarpa da usare spesso.
  • In arrivo a fine agosto su nike.com e in una selezione di negozi.

La Pegasus è la linea di scarpe da running più longeva e più venduta nella storia di Nike, e oggi presidia una funzione precisa dentro un catalogo diviso in tre strade: l’ammortizzamento reattivo, mentre la Vomero si occupa del comfort massimo e la Structure del sostegno. Dentro questa famiglia esiste da un paio d’anni una versione dal carattere più brillante, pensata per i giorni in cui il passo diventa più veloce. È la Pegasus Plus, e la seconda generazione arriva a fine agosto con una modifica che si vede prima ancora di infilarla: un’unità Air Zoom curva, esposta, incastonata sotto l’avampiede.

La posizione dice tutto. Quello è il punto esatto in cui il piede spinge per staccarsi da terra, e metterci un elemento che si comprime e si ricarica significa intervenire sull’istante in cui una scarpa può restituire energia invece di limitarsi ad assorbire l’impatto.
Sopra l’unità Air Zoom corre un’intersuola in schiuma ZoomX, la stessa famiglia di materiali che Nike usa nelle scarpe da gara su strada. La combinazione dichiarata vale almeno il 18% di ritorno di energia in più rispetto alla prima Pegasus Plus.

Vale quindi la pena capire come lavora l’unità Air Zoom, e cosa cambia per chi la avrà ai piedi.

Cosa cambia sotto il piede

Un’unità Air Zoom è una camera sigillata di aria in pressione, tenuta in forma da fibre tessili interne che uniscono la parete superiore a quella inferiore. Immagina le corde di una racchetta da tennis: la tensione è già dentro il telaio prima che la palla arrivi, e per questo la risposta non deve costruirsi al momento del colpo. Nike descrive quelle fibre come molle precaricate, e il compito che hanno è restituire una quota maggiore dell’energia che il piede ha appena messo a terra.

E la forma conta quanto il contenuto.

L’unità è curva, e la curvatura serve a far scorrere un passo dopo l’altro, senza lo scalino che si sente quando la suola sotto le dita resta piatta e rigida. È il principio dei profili “a dondolo” che ormai troviamo ovunque, applicato però a un elemento che lavora, non a un blocco di schiuma sagomata: il risultato è un appoggio che ti accompagna in avanti proprio nell’istante in cui stai già andando avanti. È questo equilibrio tra aria e schiuma a generare il salto di ritorno di energia dichiarato da Nike, e a raccontare il comportamento della scarpa meglio di qualsiasi scheda tecnica.

C’è poi una riga del materiale di lancio che rischia di passare inosservata e che vale quanto il 18%: la pressione dell’unità è tarata con precisione e la costruzione cambia in funzione della taglia, per mantenere costante la resa su tutti i piedi. Chi calza un 37 e chi calza un 46 non caricano l’unità Air Zoom con la stessa forza, e progettare una taratura diversa per ogni misura è un lavoro lungo, costoso e invisibile in vetrina. Probabilmente è la scelta più rappresentativa dell’intero progetto, ed è quella che chi corre sentirà sotto il piede senza sapere di doverla ringraziare.

Velocità senza piastra

L’altra decisione importante riguarda ciò che manca. Nella Pegasus Plus 2 non c’è nessuna piastra: Nike dichiara di aver cercato la sensazione delle proprie scarpe da gara su strada affidandosi soltanto alla schiuma e alla geometria dell’aria. La direzione è coerente con quello che la ricerca degli ultimi anni ha spostato dalla piastra all’intersuola, e per chi corre ha una conseguenza pratica che vale più di qualsiasi percentuale.

Una scarpa veloce senza piastra si può usare spesso. Le super shoes in carbonio chiedono un inserimento graduale, perché cambiano il carico su tendini e articolazioni in modo marcato, e restano attrezzi da giorni scelti. La Pegasus Plus 2 nasce per il posto opposto: quello della scarpa che tiri fuori per i medi, per le progressioni, per il lungo che finisce forte. Dentro una rotazione settimanale occupa la casella tra la daily trainer e la scarpa da gara, la più difficile da riempire bene e quella che, riempita bene, cambia la qualità e il divertimento dell’intera settimana.

Sopra il piede, e chi l’ha già provata

La tomaia poggia sulla forma MR10 2.0, cioè lo stampo tridimensionale che determina il volume interno della scarpa, già introdotto sulla Pegasus 42. L’avampiede è più accogliente e c’è più spazio per le dita, mentre il sistema del mesopiede tiene fermo il piede senza irrigidirlo. Intorno alla caviglia i materiali sono più curati, gli elementi riflettenti aiutano nelle uscite serali, e sotto resta la suola waffle con zone di flessione che riprende uno dei segni più riconoscibili della casa di Portland.

Prima di arrivare in negozio la scarpa è passata per i piedi di oltre trenta atleti di alto livello, dai maratoneti di vertice alle stelle della pista, e per il laboratorio di ricerca sportiva Nike, che ha studiato come si muovono e cosa percepiscono per orientare le scelte di progetto. Tra loro Cameron Myers, australiano, oggi in cima al ranking mondiale dei 1500 metri, che ha detto delle Pegasus Plus 2: “Adoro le corse in cui sono concentrato ma continuo a godermi ogni passo. È la sensazione che mi dà questa scarpa.”

“Velocità senza sacrificio” è il modo in cui Deepa Ramprasad, responsabile del footwear running di Nike, sintetizza l’obiettivo. Racconta di anni passati a lavorare su ogni singolo ingrediente del sistema per arrivare esattamente a quello che serve a chi corre, senza aggiungere altro. La formula centra il problema tecnico reale: dare spinta a una scarpa quotidiana senza appesantirla e senza renderla instabile.

Cosa sapremo correndoci

Peso, drop e prezzo di listino italiano arriveranno con il lancio, a fine agosto, su nike.com e in una selezione di negozi. Sono i numeri che completeranno il quadro, ma la parte interessante è già visibile a occhio nudo: l’unità Air Zoom che lavora nel punto in cui il piede spinge, una schiuma di derivazione racing sopra, e nessuna piastra a irrigidire il gesto.

Sulla carta è il progetto Pegasus più ambizioso degli ultimi anni. Sull’asfalto, lo scopriremo a fine agosto.

Runlovers
© Runlovers | All rights reserved | Privacy Policy
 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Caricamento commenti...