Mentre i cinque cerchi brillano sulla neve di casa nostra, c’è un modo per non essere solo spettatori: indossare gli sci stretti e scoprire la fatica vera.
- Lo sci di fondo è l’estensione naturale della corsa, ma con una componente tecnica più affascinante e complessa.
- È lo sport che garantisce i valori di VO2max più alti in assoluto, costruendo un motore aerobico fuori dal comune.
- A differenza della corsa, è un’attività a impatto zero, ideale per rigenerare le articolazioni senza smettere di faticare.
- Coinvolge attivamente la parte superiore del corpo, trasformando il runner in un atleta completo e bilanciato.
- La scelta tra tecnica classica e skating dipende dalla tua voglia di coordinazione o di velocità pura.
- Il segreto per non odiarlo dopo dieci metri? Investire in un maestro di sci per imparare a scivolare invece di camminare.
Le Olimpiadi sono qui. E tu puoi fare lo sport più duro (e bello) dei Giochi
C’è un’elettricità strana nell’aria in questo febbraio 2026. Le Olimpiadi di Milano-Cortina non sono più una data sul calendario, ma una realtà fatta di fiato ghiacciato e lame che incidono la neve. Mentre guardi gli atleti sfrecciare in televisione, potresti avvertire quel leggero senso di colpa tipico di chi ha lasciato le scarpe da running in garage perché fuori si gela. Ma c’è una notizia che potrebbe cambiarti l’inverno: lo sci di fondo non è l’alternativa noiosa alla corsa. È la sua versione potenziata, nobile e, se vogliamo dirla tutta, decisamente più epica.
Praticare il fondo durante i Giochi non è solo un modo per sentirsi parte del movimento olimpico; è un atto di onestà verso il proprio corpo. Se la corsa è un monologo dei tuoi quadricipiti, lo sci di fondo è un’orchestra sinfonica dove ogni muscolo, dai tricipiti ai dorsali, deve suonare a tempo. È lo sport della fatica pura, quella che non ti regala nulla se non la soddisfazione di aver domato la gravità e l’attrito.
Perché lo sci di fondo è il “padre” del fitness aerobico (VO2max da record).
Se prendi un maratoneta d’élite e lo metti di fianco a un fondista olimpico, noterai che il secondo ha spesso una marcia in più nel “motore”. Il VO2max, ovvero il Consumo Massimo di Ossigeno, raggiunge nello sci di fondo vette che noi runner sogniamo solo dopo tre caffè e una discesa ripida. Questo accade perché il fondo richiede una quantità di ossigeno spaventosa per alimentare contemporaneamente gambe, braccia e core.
Allenarsi sulla neve significa costruire una cilindrata superiore. Quando tornerai sull’asfalto a primavera, avrai la sensazione che il tuo cuore lavori a un regime di giri più basso, perché lo avrai abituato a gestire carichi di lavoro massicci in quota. È come fare un aggiornamento hardware al tuo sistema cardiovascolare mentre ti godi il silenzio dei boschi innevati.
Tecnica classica o skating? Quale scegliere se vieni dalla corsa
Qui si divide il mondo in due fazioni, un po’ come tra chi ama le scarpe minimaliste e chi vuole quattro centimetri di mescola sotto i piedi.
La tecnica classica è quella dei binari. Esteticamente è il gesto che più si avvicina alla corsa, con quel movimento alternato che sembra naturale ma nasconde insidie. È perfetta se ami il ritmo e la meditazione.
Lo skating (o tecnica libera), invece, è il pattinaggio. È più dinamico, più veloce e richiede una coordinazione laterale che per noi runner, abituati a muoverci solo in avanti come treni sui binari, all’inizio può sembrare un rebus insolubile. Lo skating è adrenalina, la classica è poesia. Se sei un runner puro, la classica ti sembrerà più familiare, ma lo skating ti darà quella sensazione di velocità che su strada ottieni solo in bicicletta.
Salva le ginocchia, distruggi i tricipiti: un allenamento total body vero
Il grande paradosso della corsa è che la amiamo, ma lei a volte ci prende a schiaffi le articolazioni. Ogni passo è un micro-impatto. Nello sci di fondo l’impatto è zero. Si scivola. Le tue ginocchia ti ringrazieranno con un biglietto scritto a mano, mentre i tuoi tricipiti e i tuoi addominali scopriranno di esistere davvero.
Nel fondo non “porti in giro” le braccia come faresti in una 10 km; le usi per spingere, per generare propulsione. È l’allenamento complementare perfetto perché va a riempire i vuoti muscolari che il running inevitabilmente crea. Ti ritroverai con un core di marmo e una stabilità posturale che ti renderà un corridore molto più efficiente e meno incline agli infortuni.
Come iniziare: non improvvisare, prendi un maestro (almeno la prima volta).
Vedo già la scena: arrivi al noleggio, prendi gli sci più lunghi della tua auto, ti fiondi in pista pensando “quanto sarà mai difficile?” e dopo tre minuti sei a terra a rincorrere uno sci che ha deciso di andare a valle senza di te. Lo sci di fondo è uno sport tecnico. Molto tecnico.
Il consiglio d’oro è: investi in un maestro. Anche solo per un’ora. Ti insegnerà il segreto della scivolata, il trasferimento del carico da uno sci all’altro e, soprattutto, come non usare i bastoncini come se fossero stampelle. Imparare la tecnica corretta trasforma una sessione di sofferenza pura in un’esperienza di flusso quasi mistico. E poi, ammettiamolo, con la tecnica giusta sembrerai un atleta olimpico anche se stai andando alla velocità di una tartaruga stanca. Ma una tartaruga molto elegante.


