Il trail invernale è un’esperienza mistica che richiede rispetto e attrezzatura: senza ramponcini e ghette non è corsa, è pattinaggio artistico (ed è molto pericoloso).
- Il trail sulla neve richiede ramponcini specifici (micro-spikes), non semplici scarpe da trail.
- Le ghette sono fondamentali per evitare che la neve entri nelle scarpe e congeli i piedi.
- La tecnica cambia: passi brevi, baricentro basso e fiducia nell’attrezzatura.
- La sicurezza è la priorità: coperta termica, telefono al caldo e mai andare da soli in zone isolate.
- È fondamentale saper rinunciare e tornare indietro se le condizioni peggiorano.
Il silenzio del bosco innevato: l’esperienza più bella del trail
C’è un momento preciso, quando entri nel bosco e il rumore dei tuoi passi cambia. Smette di essere il toc-toc secco sulla terra battuta e diventa un suono ovattato. Tutto intorno è bianco, i rumori sono attutiti, l’aria è così fredda che ti sembra di bere acqua ghiacciata a ogni respiro.
Correre sui sentieri innevati non è solo sport, è esplorazione. È ritrovare quella sensazione di meraviglia che avevamo da bambini.
Tuttavia, la montagna d’inverno non è un parco cittadino. La bellezza è direttamente proporzionale al rischio: il ghiaccio si nasconde sotto la neve fresca, le temperature possono crollare nell’arco di pochi minuti e il grip delle tue fidate scarpe da trail potrebbe non bastare più.
Per godersi la magia senza finire al pronto soccorso, serve l’attrezzatura giusta.
Mai senza grip: guida ai ramponcini (micro-spikes) da running
Se pensi che basti una scarpa con i tasselli profondi, ti sbagli. Sulla neve battuta o sul ghiaccio vivo, la gomma non tiene. Hai bisogno di metallo.
I ramponcini da trail (o micro-spikes) sono catene leggere con punte d’acciaio che si calzano sopra la scarpa da running. Non sono i ramponi da alpinismo (quelli rigidi con le punte lunghe), ma una versione flessibile che ti permette di correre.
- Come sceglierli: Devono essere della misura perfetta. Se sono larghi, li perderai nella neve o inciamperai; se sono stretti, ti faranno male ai piedi e rallenteranno la circolazione.
- Quando metterli: La regola d’oro è anticipare. Non aspettare di essere a metà di una lastra di ghiaccio in pendenza per cercare di infilarli tremando dal freddo. Appena il terreno diventa misto o ghiacciato, calzali.
- La sensazione: All’inizio ti sentirai strano, come se avessi dei “tacchi” metallici. Ma dopo pochi metri, sentirai una presa (grip) che ti darà una sicurezza aggiuntiva.
Piedi asciutti (o caldi): ghette, calzini e membrane impermeabili
Il nemico numero uno nel trail invernale non è il freddo, è l’umidità.
Puoi avere le scarpe in Gore-Tex migliori del mondo, ma se la neve entra “da sopra”, dalla caviglia, ti ritroverai comunque con i piedi bagnati e congelati in cinque minuti.
La soluzione si chiama ghetta. È un accessorio spesso sottovalutato che copre l’allacciatura e la caviglia, sigillando la scarpa.
Abbinala a calzini in lana merino (che scaldano anche se bagnati) e avrai un sistema a prova di bomba. Ricorda: meglio un piede bagnato ma caldo (merino) che un piede apparentemente asciutto che sta congelando perché la scarpa è troppo stretta e blocca la circolazione.
Tecnica: passo corto e baricentro basso (fidati del ramponcino)
Correre con i ramponcini richiede un adattamento.
Se sulla strada cerchiamo fluidità e spinta, qui cerchiamo stabilità.
- Accorcia il passo: Devi aumentare la cadenza. Passi brevi significano che il piede sta meno tempo a terra e hai più possibilità di correggere uno scivolone.
- Appoggio piatto: Cerca di atterrare con tutto il piede, per far mordere il ghiaccio a tutte le punte del ramponcino contemporaneamente.
- Baricentro basso: Piega leggermente di più le ginocchia. Abbassare il centro di gravità ti rende più stabile.
Ne abbiamo parlato anche nella nostra guida generale su come correre sulla neve, ma sul trail la pendenza rende tutto più estremo. In discesa, fidati del grip: se cerchi di frenare troppo arretrando col busto, è il momento in cui cadi di sedere. In generale, però, evita discese ghiacciate troppo ripide.
Sicurezza: la regola del “torna indietro prima di avere freddo”
Il trail invernale non perdona l’improvvisazione.
In estate, se ti storci una caviglia, aspetti i soccorsi al caldo. In inverno, l’ipotermia arriva veloce.
- Mai da soli: O se proprio devi, comunica esattamente dove vai e quando torni.
- Zaino salvavita: Porta sempre una giacca antivento/impermeabile in più, guanti di riserva e, obbligatoria, la coperta termica (quel foglietto argentato che pesa 50 grammi e salva la vita).
- Batteria: Il freddo uccide la batteria del telefono. Tienilo in una tasca interna, a contatto con il calore del corpo, non nello zaino. Per essere certo di avere sempre copertura, puoi anche optare per un comunicatore satellitare (tipo il Garmin InReach) ma tienilo comunque sempre al caldo.
E ricorda la regola più importante della montagna: la cima (o la fine del sentiero) è opzionale, tornare a casa è obbligatorio. Se la neve è troppa, se il tempo peggiora, girarsi e tornare indietro è un atto di intelligenza, non di debolezza.


