L’arte difficilissima di andare piano

Correre piano è più difficile che correre forte, perché mette alla prova il nostro ego. Scopri cosa sono i "chilometri spazzatura" e perché imparare a rallentare è il segreto per diventare un runner più veloce e resistente.

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Questa è la settimana in cui la maggior parte delle persone abbandona i propri sogni, ma tu puoi trasformare la fine dell’entusiasmo nell’inizio della vera disciplina sportiva semplicemente non mollando oggi.


C’è un errore che accomuna quasi tutti noi amatori. È una trappola dell’ego chiamata “zona grigia” o, come dicono gli americani, Junk Miles (chilometri spazzatura).

Funziona così: la tabella dice “corsa lenta rigenerante”. Noi usciamo, ma andare davvero piano ci sembra umiliante. Se incontriamo un altro runner, acceleriamo impercettibilmente. Se guardiamo l’orologio e vediamo un ritmo “troppo alto”, spingiamo un po’. Risultato? Corriamo i lenti troppo forte (non recuperando) e i veloci troppo piano (perché siamo stanchi dai lenti fatti male).

Andare piano è un’arte difficile. Richiede più disciplina delle ripetute.

Richiede l’umiltà di farsi sorpassare dal signore anziano al parco senza reagire. Se oggi devi recuperare, recupera. Il test è semplice: se non riesci a parlare fluentemente di politica o di calcio mentre corri, stai andando troppo forte. Metti l’ego in tasca. Il tuo cuore ti ringrazierà, e le tue gambe saranno pronte per quando dovrai spingere davvero.

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