Il segreto dell’allenamento mentale di Jannik Sinner

Quello che ha preparato al successo un atleta eccezionale come Sinner non è un segreto ma un metodo di allenamento. Italiano e molto apprezzato


  • L’allenamento fisico e mentale del fortissimo tennista riflette una dedizione totale e l’efficacia del metodo di “Formula Medicine”.
  • Si tratta di un metodo scientifico inventato dall’italiano Riccardo Ceccarelli per ottimizzare il rendimento mentale e fisico degli atleti.
  • Il metodo si concentra sull’uso mirato delle risorse mentali, migliorando prestazioni e riducendo stress.

 

Ancora inebriati dalla straordinaria vittoria agli Australian Open di pochi giorni fa, ci siamo incuriositi – e crediamo di non essere gli unici – riguardo ai metodi di allenamento di Jannik Sinner. E non parliamo solo di quelli fisici: il suo corpo è una macchina meravigliosa spinta alla sua massima espressione da lavori mirati e grande sapienza dei tecnici che lo seguono e somma dedizione da parte sua. Una dedizione dimostrata da quando ha lasciato a 14 anni la famiglia per essere seguito e preparato da chi aveva intuito il suo straordinario talento, tanto da dedicare la vittoria alla famiglia, che non gli ha mai messo pressione e gli ha sempre lasciato seguire le sue passioni (e qui, lo ammettiamo, ci è scesa più di una lacrima).

Se però un atleta arriva a quei livelli, ci deve essere qualcosa di più oltre a un corpo perfettamente allenato. Ci deve essere una mente fortissima, specie in un gioco come il tennis che, non a torto, può essere annoverato fra le discipline di resistenza. Come si rimane in bolla per molte ore? Come si ritrova la motivazione quando la partita sembra andare malissimo? Se non lo sai, i primi due set si sono conclusi con una sconfitta pesantissima per Sinner, tanto che a un certo punto si è girato verso il suo team con un labiale molto eloquente: “Cosa faccio adesso?” Adesso ascolti un consiglio (spostarsi di poco indietro sulla linea di fondo campo per ricevere meglio le saette che Medvedev gli tirava) e lasci fare alla tua mente, che è ben allenata. E infatti.

Ma come è stata allenata? Con che metodo?

Una formula vincente

Si chiama “Formula Medicine” ed è un’invenzione italiana, nata 30 anni fa dalla mente di Riccardo Ceccarelli, un medico sportivo che l’ha applicata all’inizio soprattutto al mondo della Formula 1 (da cui il nome). Oggi Ceccarelli dirige l’omonima struttura di ricerca a Viareggio e ha esteso l’applicazione di questa tecnica a molti altri sport come il tennis, lo sci e la moto GP.

L’approccio che propone è molto scientifico e comporta il lavoro di un’equipe di medici e specialisti e non può essere affidata solo alla buona volontà dell’atleta. Detta in altri termini, non si basa sulla meditazione o l’autopersuasione o su tecniche che, con applicazione e costanza, molti possono fare (soprattutto a costo zero). Utilizza strumenti di rilevazione dell’attività celebrale e computer che calcolano come viene utilizzato il cervello dell’atleta con uno scopo preciso: minimizzarne l’utilizzo per usarlo al meglio. Che non significa non usarlo ma significa usarlo in maniera efficiente.

Come si può leggere nel loro sito, “[il metodo permette di] raggiungere elevati standard di rendimento con un basso consumo di energie cerebrali, ovvero di gestire al meglio stress, emozioni e pressione psicologica” e lo fa migliorando e perfezionando strumenti come “l’attenzione focalizzata, la meditazione, pulendo i pensieri, gestendo lo stress, aumentando la capacità decisionale, le abilità strategiche e di leadership.”

Ma serve a chi corre?

Non si sa di maratoneti o velocisti che utilizzano il loro metodo, o almeno non di sportivi del genere famosi. Quello che però ci sembra interessante è il concetto di fondo: l’utilizzo efficiente della mente. Efficiente – o anche “economico”, si potrebbe dire – non significa usarla poco ma piuttosto usarla solo quando serve. E per farlo è necessario monitorare gli atleti e capire quando ne fanno un impiego dispersivo, sprecando energie mentali (che poi si traducono in un uso poco efficiente anche del corpo) che possono essere salvate per un impiego futuro, magari durante il protrarsi di una competizione particolarmente impegnativa.

Pensare in maniera efficiente significa insomma non impiegare l’energia mentale di calcolo in proiezioni che consumano energia ma, invece, porta l’attenzione sul come usarle al 100% in funzione della gara. Se ci pensi infatti, anche il pensiero/ansia del fallimento impiega energie mentali. Ogni timore rispetto a un esito disastroso o anche al di sotto delle aspettative è in definitiva un processo mentale. Formula Medicine lavora proprio su questo: focalizzare l’atleta sulla prestazioni, eliminando o minimizzando le distrazioni, gestendo lo stress e permettendogli di far fruttare il più possibile pienamente il proprio capitale mentale.

Con Sinner il metodo sembra funzionare. Alla perfezione.

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