L’arte di reagire: come ricavare il meglio dalle situazioni difficili

Il tuo vero potere è saper controllare solo ciò che dipende da te, e lasciar andare quello che non puoi controllare


  • Non puoi controllare le condizioni esterne, ma puoi decidere come reagire.
  • Adattarsi non significa arrendersi, ma trovare il modo migliore per affrontare le sfide.
  • La responsabilità individuale è un atto di libertà e crescita personale.

 

A volte la vita sembra metterti davanti a un muro, simile a quello della maratona. Ti torna in mente quando a scuola il professore sembrava avercela con te: qualunque cosa facessi, non sembrava mai abbastanza. Oggi magari provi la stessa sgradevole sensazione al lavoro: c’è un capo che ti fa sentire sempre sotto pressione. Ti è mai capitato? È una sensazione frustrante, quella di non avere il controllo. Ma forse è proprio lì che si nasconde una delle lezioni più importanti: capire che, anche quando non puoi cambiare tutto, puoi sempre fare qualcosa.

Non puoi controllare gli altri, ma puoi sempre controllare te stesso

La prima cosa da accettare è questa: non hai il potere di cambiare il comportamento degli altri. Il professore continuerà a essere esigente, il capo continuerà a osservarti con occhio critico.

Allo stesso modo non puoi cambiare le condizioni meteo durante un allenamento o una maratona o non puoi decidere che una gastroenterite scomparirà con la sola forza della mente. Quello che puoi cambiare è come reagisci (e i farmaci che, eventualmente, puoi prendere, nel caso della gastroenterite).

Puoi scegliere se lasciarti scoraggiare o se affrontare la situazione come una sfida da superare. È come in una partita di carte: non scegli le carte che ti vengono distribuite, ma puoi scegliere come giocarle.

Adattarsi senza arrendersi

Julio Velasco, uno degli allenatori più vincenti della pallavolo, à abituato a lavorare con i giovani e li conosce molto bene. Li allena ed è, giustamente, da molti considerato una guida morale oltre che sportiva.

La sua filosofia si basa su un principio semplice: smetti di lamentarti di ciò che non puoi cambiare e concentrati su quello che puoi fare. Lo racconta molto bene quando la figlia gli disse quella cosa che molti genitori si sentono dire dai figli prima o poi: “Il professore ce l’ha con me”. Le rispose “che doveva imparare a gestire la situazione e a essere promossa anche da chi ce l’ha con te”.

Alla figlia era stata servita una mano di carte non particolarmente favorevole e il padre, invece di proteggerla (deresponsabilizzandola, alla fine) le aveva fatto presente che la situazione poteva essere affrontata limitando i danni e capendo come uscirne il meglio possibile, ma con le sue forze.

Fa un po’ pensare a quando in gara tutto sembra girare male, e non per impreparazione ma perché i fattori esterni sembrano congiurare contro di te: il meteo, l’organizzazione, le cavallette e le piaghe bibliche. Mettici quello che vuoi, basta che sia qualcosa che non dipende da te. Come fare? Maledire il cielo o cercare di uscirne il meglio possibile? Velasco ti suggerirebbe sicuramente questa seconda ipotesi.

La responsabilità è un atto di libertà

E ora senti questo paradosso: muoverti all’interno di costrizioni e condizioni vincolanti (il professore che ti odia, almeno secondo te) è un atto di libertà. Scegliere di concentrarti su quello che puoi controllare è il tuo margine di azione. Potrebbe sembrare limitante ma invece indica che puoi ancora fare qualcosa: puoi trovare il modo per ottenere il massimo, pur avendo pochissimo spazio di manovra. “Basta” assumertene la responsabilità.

Quando succede? Quando smetti di attribuire la colpa agli altri, e ti rendi conto che hai molto più potere di quanto pensassi. Dare colpe agli altro significa cedere il proprio potere perché si rinuncia alla responsabilità.

Quando invece decidi di tirare in gara e arrivare fino alla fine, quando concludi un allenamento anche se improvvisamente ha iniziato a piovere significa che stai prendendo in mano la situazione.

Non otterrai il miglior risultato in assoluto ma di certo otterrai il migliore date le circostanze. Non è poco e, in quelle condizioni, è tutto.

In definitiva, non si tratta di fingere che tutto sia perfetto o di ignorare le difficoltà. Si tratta di scegliere come rispondere. Ogni situazione, anche la più difficile, può insegnarti qualcosa. Ogni ostacolo può farti crescere. Sta a te decidere: lamentarti delle carte che hai o giocarle al meglio.

PUBBLICATO IL:

ultimi articoli

Altri articoli su questo argomento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.