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Paula Radcliffe torna alla maratona dopo 10 anni, puntando a completare Tokyo e Boston nel 2025.
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Con lei correrà anche sua figlia Isla, che debutta a Londra per sostenere Children With Cancer UK.
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Radcliffe celebra la corsa come passione senza tempo, ispirando una nuova generazione di runner.
È un po’ come Rocky Balboa che torna sul ring anni dopo il ritiro, mosso dalla passione e dalla voglia di dimostrare che il cuore di un campione non smette mai di battere. Ce l’hai presente? Ecco: sposta la scena sulle strade di Tokyo e Boston e non su un ring, e avrai un’idea del significato del ritorno di Paula Radcliffe alla maratona, dieci anni dopo la sua ultima gara sui 42,195 km.
Come annunciato dal sito dei Giochi Olimpici, nel 2025 Paula Radcliffe, oggi 51enne, affronterà due delle maratone più prestigiose al mondo, puntando a completare il circuito dei sei Marathon Majors e guadagnarsi l’ambito titolo di Six Star Finisher.
Il ritorno di una leggenda
Radcliffe, che ha detenuto il record mondiale femminile di maratona per ben 16 anni dal 2003 al 2019, ha scritto la storia dell’atletica con vittorie memorabili, tra cui per 3 volte a Londra e New York e una a Chicago nel 2002. Con il suo ritorno alle competizioni, dimostra che la passione per la corsa non ha età.
Dice che a ispirarla e convincerla è stata l’ultima edizione delle Olimpiadi di Parigi 2024, quando ha partecipato al Marathon Pour Tous di Parigi, una corsa di 10 km che si è svolta parallelamente ai Giochi Olimpici e che permetteva anche agli amatori di provare il circuito ufficiale. Aveva promesso di correre a un ritmo rilassato ma l’atmosfera coinvolgente l’ha spinta a dare il massimo, dimostrando ancora una volta che la competitività di una campionessa non smette mai di farsi sentire.
Una famiglia di maratoneti
La passione per la corsa sembra inoltre aver contagiato anche sua figlia Isla, che di anni ne ha 17, e che debutterà nella maratona di Londra ad aprile, correndo per sostenere Children With Cancer UK. Lo fa non solo per la bontà dell’iniziativa ma anche per portare la sua testimonianza di sopravvissuta a un raro tipo di cancro diagnosticato a soli 13 anni. Paula, con tutta la sua esperienza e dedizione, sarà sicuramente una guida insostituibile per Isla, mentre entrambe mettono in gioco cuore e gambe in nome dello sport e della solidarietà.
Il significato del ritorno
Potresti ora chiederti a cosa punta. In fondo è molto che non corre a livelli mondiali e l’età ha sicuramente un peso, ma Paula Radcliffe non corre per battere record o aggiungere trofei alla sua collezione: corre per celebrare una vita dedicata alla corsa e continuare a ispirare atleti di ogni livello.
La sua partecipazione a Tokyo e Boston sarà un momento speciale, non solo per il pubblico, ma anche per lei, che tornerà sulle strade che l’hanno consacrata come una delle più grandi maratonete di sempre.
La sua storia simboleggia anche la forza simbolica della maratona, che si adatta alle età della vita: se da giovani si può puntare ai record (avendo il suo fisico, ovviamente), con l’andare degli anni può diventare un bellissimo modo per connettersi con sé stessi e con gli altri. Il suo ritorno alle maratone, insieme all’esordio della figlia Isla, è una testimonianza del potere dello sport come forza che lega le generazioni e consolida le comunità.
(Via Olympics)




