Impara a trasformare ogni tua corsa in uno stato di grazia, dove la fatica scompare e la mente finalmente tace.
- La corsa può trascendere il semplice sforzo fisico e diventare una forma di meditazione in movimento.
- Questo stato di totale assorbimento si chiama “Flow”, o esperienza ottimale, teorizzato dallo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi.
- Raggiungere il Flow significa perdere la cognizione del tempo e sentire una fusione perfetta tra azione e consapevolezza, senza percepire lo sforzo.
- Per favorire il Flow, puoi iniziare sincronizzando il ritmo del respiro con quello dei tuoi passi.
- Un’altra tecnica è sintonizzarsi con l’ambiente circostante, ascoltando i suoni e osservando il paesaggio senza giudizio.
- È importante accettare le sensazioni fisiche, come la fatica, accogliendole come parte dell’esperienza anziché combatterle.
Ci sono giorni in cui uscire a correre sembra una battaglia contro la gravità.
Un braccio di ferro con il divano che ti sussurra parole dolci e ti promette la felicità eterna. E poi ci sono quei giorni. Quei giorni in cui, dopo i primi minuti di assestamento, succede qualcosa di strano. Il fiato si fa regolare, le gambe girano da sole e la mente, incredibilmente, tace. I pensieri sulla riunione di domani, sulla lista della spesa o su quella risposta che non avresti dovuto dare, svaniscono. Resti solo tu, il ritmo dei tuoi piedi e la strada che scorre sotto. Non senti più la fatica, il tempo si deforma e, quando ti fermi, ti accorgi che sono passati chilometri senza che te ne rendessi conto.
Se ti è mai capitato, congratulazioni: hai appena avuto un appuntamento con quello che uno psicologo dal nome impronunciabile, Mihaly Csikszentmihalyi, ha definito “Stato di Flow” o “esperienza ottimale”. Un vero e proprio stato di grazia.
Ti sei mai sentito “in stato di grazia” correndo? Quello è lo stato di flow
Il flow è quello spazio magico in cui sei così completamente immerso in un’attività che nient’altro sembra avere importanza. È la fusione perfetta tra azione e consapevolezza, un momento in cui il senso del sé scompare per lasciare posto a una concentrazione assoluta. Non è trance, non è magia nera, è semplicemente il nostro cervello che funziona al massimo delle sue potenzialità, perfettamente allineato con il corpo.
È un’esperienza che potresti aver provato montando un mobile dell’Ikea senza avanzare viti (un caso più unico che raro), scrivendo un testo che fluisce senza intoppi o, appunto, correndo. In quel momento, la sfida che stai affrontando è in perfetto equilibrio con le tue capacità. Non è così facile da annoiarti, né così difficile da frustrarti. È il punto esatto in cui la crescita avviene quasi senza che tu te ne accorga.
Perché il flow è un superpotere degli atleti (e non solo)
Pensiamo sempre che i grandi campioni siano tali solo per via di polmoni più grandi o fibre muscolari più reattive. In parte è vero, certo. Ma la loro vera arma segreta è la capacità di entrare nel Flow quasi a comando. È in quello stato che si realizzano le performance memorabili, perché l’ansia da prestazione svanisce, i movimenti diventano più efficienti e la percezione dello sforzo diminuisce drasticamente.
Ma non devi essere un maratoneta olimpico per godere dei suoi benefici. Raggiungere il flow nella corsa significa trasformare un allenamento da un dovere a un piacere, da un’ora di fatica a un’ora di profonda connessione con te stesso. È, a tutti gli effetti, una forma di meditazione in movimento. E la buona notizia è che si può allenare.
3 Passi pratici per trovare il tuo flow durante la corsa
Non esiste una formula magica, ma ci sono delle condizioni che possiamo creare per invitare il flow a farci compagnia più spesso. È un po’ come preparare la casa per un ospite gradito: non sai esattamente quando arriverà, ma puoi fare in modo che trovi tutto pronto.
Passo 1: sincronizza il ritmo (respiro, passi, musica)
Il nostro cervello ama i pattern, le ripetizioni. La corsa è intrinsecamente ritmica. Prova a concentrarti su questa cadenza. Sincronizza l’inspirazione e l’espirazione con il numero dei tuoi passi. Un esempio classico è il ritmo 2:2 (due passi mentre inspiri, due passi mentre espiri) o il 3:3 per ritmi più lenti.
Questo semplice esercizio ancora la mente al presente e le impedisce di vagare altrove. Se ascolti musica, scegli playlist che abbiano un numero di BPM (battiti per minuto) in linea con la tua cadenza di passo ideale. Lascia che il ritmo esterno si fonda con quello interno.
Passo 2: sintonizzati con l’esterno (ascolta i suoni, osserva il paesaggio)
Spesso corriamo con le cuffie a palla, isolandoci dal mondo. Prova a fare il contrario. Toglile, o almeno abbassa il volume. Ascolta. Ascolta il suono dei tuoi piedi sull’asfalto o sullo sterrato. Il fruscio delle foglie, il cinguettio di un uccello, il rumore lontano della città. Non analizzare, non giudicare. Sii solo un registratore. Fai lo stesso con la vista: osserva i colori del cielo, la forma di un albero, il modo in cui la luce colpisce gli edifici. Diventa parte del paesaggio che attraversi, non un elemento estraneo che ci passa attraverso.
Passo 3: aaccetta le sensazioni (non combattere la fatica, accoglila)
Quando la fatica inizia a farsi sentire, la nostra reazione istintiva è combatterla, pensare “non ce la faccio più”. Questo crea tensione e consuma preziose energie mentali. Prova un approccio diverso: accetta la sensazione. Riconosci il bruciore nei quadricipiti, la fame d’aria. Osservali con curiosità, come un scienziato che studia un fenomeno. Non significa arrendersi, ma smettere di lottare contro il proprio corpo. Accoglierlo significa gestirlo, capirlo e, paradossalmente, superarlo con più facilità.
I benefici del flow: una mente più calma e performance migliori
Allenarsi a cercare il Flow non solo renderà le tue corse più piacevoli, ma avrà un impatto a cascata su tutto il resto. Ti aiuterà a sviluppare una maggiore concentrazione, a gestire meglio lo stress e a trovare un senso di calma interiore che ti porterai dietro anche una volta sfilate le scarpe. E sì, quasi come effetto collaterale, andrai anche più forte. Perché quando smetti di lottare contro te stesso, liberi un potenziale che non pensavi di avere. E scopri che correre non è solo muovere le gambe, ma dare spazio alla mente.


