Correre sul bagnato non significa solo bagnarsi, ma imparare a non fare il pattinatore. Ti spieghiamo come restare in piedi (e correre bene).
- Correre sul bagnato richiede un adattamento della tecnica, non solo dell’abbigliamento.
- Il rischio principale è la scivolata da frenata, quando si atterra troppo avanti rispetto al baricentro.
- La soluzione è accorciare il passo e aumentare la cadenza (passi al minuto).
- L’appoggio deve diventare più “piatto” e centrale, riducendo la spinta e la rullata.
- In curva e in discesa, rallenta prima e mantieni il corpo perpendicolare al terreno.
- Le scarpe sono fondamentali: serve una mescola morbida e un battistrada non usurato, evitando quelle da trail.
Piove? Non è una scusa. Ma devi sapere come muoverti.
Correre sotto la pioggia ha un suo fascino romantico, quasi cinematografico. Ci sentiamo tutti un po’ eroi, un po’ Rocky Balboa che sfida gli elementi. Poi, però, c’è la realtà. E la realtà è che dopo i primi cinque minuti di gloria bagnata, subentra un pensiero molto meno eroico: “E se adesso scivolo?”.
Perché il vero problema di correre con l’asfalto bagnato non è tanto l’acqua che scende dal cielo, quanto quella che sta per terra. È l’incertezza a ogni appoggio, quella micro-paura che trasforma la nostra falcata fluida in un incedere rigido e contratto, facendoci assomigliare più a dei pinguini su una lastra di ghiaccio che a dei runner.
La buona notizia è che correre sul bagnato in sicurezza non solo è possibile, ma è soprattutto una questione di tecnica e strategia. Non si tratta di “resistere”, si tratta di “adattarsi”. E, francamente, una volta capito come fare, può persino diventare divertente.
Il segreto è nell’appoggio: come cambiare la tua tecnica per non scivolare
Quando corriamo sull’asciutto, ci possiamo permettere un sacco di cose: una rullata ampia, una spinta potente, un atterraggio magari non proprio perfetto. L’asfalto asciutto, con il suo grip generoso, perdona molto. L’asfalto bagnato, invece, è un giudice severo e non fa sconti.
Il bagnato non fa altro che ridurre drasticamente l’attrito (il “grip”) tra la suola della scarpa e il terreno. Se la tua tecnica di corsa si basa molto sulla “frenata” – cioè atterrare pesantemente sul tallone, molto davanti al tuo baricentro – sul bagnato questo si traduce in un biglietto di sola andata per quella sensazione di pattinaggio artistico non richiesto.
Per evitare di scivolare, devi cambiare l’obiettivo del tuo appoggio: non più “spingere forte”, ma “atterrare sicuri”. E questo si fa modificando due parametri chiave.
Passi più corti, cadenza più alta
È la regola d’oro del bagnato. Dimentica la falcata ampia e potente (che sarebbe meglio evitare comunque sempre, anche sull’asciutto). Quando piove, devi fare l’opposto: accorcia il passo.
Perché? Un passo più corto significa che il tuo piede atterra quasi perfettamente sotto il tuo baricentro (il tuo bacino), e non davanti. Atterrare sotto il baricentro minimizza le forze frenanti. Meno freni, meno possibilità di scivolare.
Accorciando il passo, per mantenere la stessa velocità, dovrai inevitabilmente aumentare la frequenza dei passi, ovvero la cadenza. Non preoccuparti se ti senti un po’ come un criceto sulla ruota: stai semplicemente dicendo ai tuoi piedi di passare meno tempo possibile a contatto con quella superficie infida.
L’appoggio, di conseguenza, diventerà meno “rullato” (tallone-punta) e più “piatto” (mesopiede). Stai cercando di “appoggiare” e “sollevare” il piede, più che di “spingere”. Il tuo baricentro ti ringrazierà e il tuo dentista pure.
Come affrontare le curve e le discese
Le curve e le discese sono i livelli boss del videogioco “correre sul bagnato”.
In curva, la forza centrifuga ti spinge verso l’esterno, e sul bagnato è lì che il grip viene a mancare. L’errore comune è cercare di “piegare” all’ultimo. Sbagliato. Devi preparare la curva: rallenta prima di entrare in curva, quando sei ancora sul dritto. Una volta in curva, mantieni i passi corti e rapidi e cerca di inclinare leggermente tutto il corpo verso l’interno, non solo le caviglie.
Le discese sono ancora peggio. L’istinto ci dice di “frenare” caricando sui talloni e arretrando con il busto. Sul bagnato, questa è la ricetta per il disastro. Devi combattere l’istinto: mantieni il busto perpendicolare al terreno (o anche leggermente inclinato in avanti, se hai coraggio) e usa la tua nuova tecnica: passi corti, rapidi e leggeri. Devi quasi “danzare” sulla discesa, non combatterla.
L’attrezzatura giusta per il bagnato: non solo la giacca, ma soprattutto le scarpe
Possiamo passare ore a discutere della giacca in Gore-Tex perfetta, ma la verità è che sul bagnato l’unica cosa che ti salva davvero la pelle (in senso letterale) sono le scarpe.
Non ti serve per forza una scarpa da trail per correre sull’asfalto bagnato, ma ti serve una scarpa giusta. Cosa significa? Significa due cose: mescola e battistrada.
La mescola è la composizione della gomma della suola. Alcune mescole diventano dure come la plastica quando fa freddo e piove, perdendo ogni tipo di aderenza. Te ne accorgi subito. Altre, spesso più morbide, mantengono un buon grip (pensa alle gomme da bagnato della Formula 1).
Il battistrada è il disegno. Una suola completamente liscia e “finita” è un pericolo pubblico. Ti serve un battistrada con dei buoni intagli di flessione, capaci di “drenare” l’acqua e permettere alla gomma di toccare l’asfalto, un po’ come fanno gli pneumatici dell’auto.
Per l’abbigliamento, una sola regola: evita il cotone come la peste. Una maglia di cotone fradicia diventa pesante, ti si appiccica addosso e ti fa scendere la temperatura corporea a velocità record. Usa materiale tecnico sintetico o lana merino: si bagnano lo stesso (spoiler: sotto la pioggia ci si bagna), ma continuano a isolarti termicamente e non diventano un’armatura di piombo.
3 Errori da non fare mai quando l’asfalto è allagato
- Fare “il passo del gigante” (Overstriding). Lo abbiamo detto: atterrare lontano, sul tallone, è il modo migliore per scivolare. Pensa corto, pensa rapido.
- Dimenticarsi dove si mettono i piedi. Sembra banale, ma non lo è. L’asfalto bagnato non è tutto uguale. Le strisce pedonali, i tombini di metallo, le foglie marce e le lastre di marmo sono i tuoi nemici principali. Diventano piste da pattinaggio. Impara a riconoscerle e, se puoi, evitale.
- Usare le scarpe “da battaglia” vecchie di 5 anni. L’errore classico: “Piove, non voglio rovinare le scarpe nuove, quindi metto quelle vecchie”. Pessima idea. Le scarpe vecchie hanno una suola indurita e un battistrada consumato. Sono le peggiori scarpe possibili per il bagnato. Se piove, hai bisogno del tuo miglior grip, non del peggiore.
Correre sul bagnato è un’abilità. Richiede concentrazione e un piccolo aggiustamento del software mentale. Ma una volta che impari a fidarti della tecnica giusta, scoprirai che la pioggia non è più un ostacolo, ma solo un altro tipo di scenario.


