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La differenza tra stanchezza e pigrizia

  • 3 minute read

Senti il richiamo del divano come fosse il canto delle sirene dell’Odissea e non riesci proprio a resistere. “Oggi non ho voglia di correre” è la frase che chiunque – sicuramente anche tu – ha pronunciato almeno una volta nella sua vita da runner. E, diciamolo subito, non c’è nulla di male nel saltare un allenamento: sarà solo un’occasione mancata, non una guerra persa.

Siamo esseri umani e proprio in questo risiede il fatto di non aver voglia – a volte – di correre o di fare attività faticose o stressanti. Però i motivi per cui non lo facciamo possono essere tanti ma, riassumendoli in due parole, fondamentalmente si riduce tutto a stanchezza e pigrizia.

La sindrome Homer Simpson

Il vero pigro è colui che gode del dolce far niente. Altrimenti non si direbbe “dolce”, no? Seduto sul divano a guardare la TV, stai bene e ti senti appagato dal vedere il mondo attorno a te che si muove mentre tu sei fermo. È bellissimo farlo a volte, non prendiamoci in giro.
Questa, amico mio, si chiama pigrizia e – a piccole dosi – ti permette di goderti la vita tanto quanto lo fa la corsa. In fondo non esiste ying senza yang, non c’è poltrone senza sofà, non c’è Superman senza Lex Luthor. Puoi infatti godere del movimento quando conosci la staticità.

Ma – già, c’è sempre un “ma” – bisogna stare attenti perché la pigrizia si cronicizza e va in qualche modo combattuta. Come? Con la forza di volontà e con la sicurezza che, superato l’ostacolo iniziale, starai molto meglio che sul divano e avrai aggiunto un mattone in più alla preparazione per raggiungere il tuo obiettivo.

Il riposo del guerriero

Come va bene impigrirsi davanti al fuoco con un bicchiere di brandy in mano (scusami ma ho visto da poco Una Poltrona per Due), ci sono dei momenti in cui DEVI riposare. Sto parlando di quelle situazioni in cui la stanchezza ha il sopravvento. Quella condizioni fisiologica in cui il tuo corpo ti costringe a riposare perché ne ha bisogno. E puoi metterci tutta la disciplina del mondo ma non riuscirai ad andare oltre una prestazione mediocre.

Non occorre scomodare il concetto di overtraining ma anche solo parlare di recupero. I nostri muscoli infatti, dopo ogni sforzo, hanno bisogno di tempo per rinsaldare le fibre che – inevitabilmente – subiscono delle microlesioni. E il riposo dopo lo sforzo serve proprio a questo.

Ma come si fa a distinguere tra bisogno di riposo e semplice pigrizia?

Generalmente lo capisci per il dolore. Nel primo caso sentirai i muscoli fiacchi e indolenziti – leggermente doloranti. Nel secondo caso sentirai il diavoletto sulla tua spalla sinistra urlarti “ma chi te lo fa fare” e aggiungere mille scuse e alibi.

A essere onesti, dietro alla pigrizia possono anche esserci mille altre cause: dalla mancanza di motivazione alla noia, senza dover necessariamente parlare di depressione (ma per quest’ultima è il caso di parlare con uno specialista). Cause che puoi combattere con semplici accorgimenti come l’aggiunta di stimoli o cambi di routine.

La sensazione di onnipotenza

Lo ripetiamo sempre: il tuo unico vero avversario lo vedi tutte le mattine allo specchio. Sei tu. E quando riesci a sconfiggerti provi sempre grandissima soddisfazione, quasi una sensazione di onnipotenza, appunto. Quando quell’avversario vuole renderti la vita difficile, aggiunge degli ostacoli come la pigrizia. Ma nel momento in cui riesci a sconfiggerlo non ce n’è per nessuno: in quel momento comandi tu.

4 commenti
  1. Alessandro ha detto:
    17 Gennaio 2016 alle 07:55

    Vorrei spiegarmi questo: ho fatto delle mie levatacce la forza per cambiare la mia vita, sabati e domeniche con sveglia allo stesso orario degli altri giorni di lavoro, ma in questi ultimi tempi quando suona la sveglia, c’è qualcuno o qualcosa che mi dice “dove vai….?!? resta a letto…” ma non sono stanco, anzi dopo un periodo di riposo, sto riprendendo. Ma io ho ancora tanta voglia di correre e sogno tante gare e tanti trail. Piuttosto, dentro di me chi ha “ragione”? Intanto tra pochi minuti esco a correre… ;-)
    P.S. saluti, presentazioni, ringraziamenti e convenevoli in un altra occasione ora devo andare.

    Rispondi
  2. Alessandro ha detto:
    17 Gennaio 2016 alle 07:56

    Vorrei spiegarmi questo: ho fatto delle mie levatacce la forza per cambiare la mia vita, sabati e domeniche con sveglia allo stesso orario degli altri giorni di lavoro, ma in questi ultimi tempi quando suona la sveglia, c’è qualcuno o qualcosa che mi dice “dove vai….?!? resta a letto…” ma non sono stanco, anzi dopo un periodo di riposo, sto riprendendo. Ma io ho ancora tanta voglia di correre e sogno tante gare e tanti trail. Piuttosto, dentro di me chi ha “ragione”? Intanto tra pochi minuti esco a correre… ;-)
    Alessandro

    Rispondi
  3. Alessandro ha detto:
    17 Gennaio 2016 alle 23:18

    1) Perdonatemi per il doppio post precedente.
    2) Bene! Ho fatto quasi 10 km… con calma… in quanto mi devo riprendere bene. Giornata stupenda, clima favorevole. Anche se c’erano 5 gradi il sole si fa sentire comunque e poi correre in riva al mare…
    Per superare il trauma da levataccia mi sono un po’ forzato, nel senso che mi sono imposto di alzarmi comunque e poi fare il risveglio graduale, di accompagnare dolcemente il mio corpo al pieno risveglio e poi scaldarlo un po’ alla volta. E’ stato fondamentale un bel caffè! Poi stretching, vestito e via.
    Sono tornato da una bella uscita, stavo bene e ciò ha sollevato il mio morale. Bella giornata.
    Buone corse a tutti.

    Rispondi
  4. Cristina Saldaneri ha detto:
    27 Ottobre 2016 alle 23:31

    Bellissimo articolo. Pezzo finale perfetto da appendere sul frigo come magnete ;-)

    Rispondi

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